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Henkel di Lomazzo, i lavoratori accettano l’ipotesi di accordo

Approvazione all’unanimità, nella mattinata di lunedì 12 luglio, dell’ipotesi di accordo quadro sottoscritto la scorsa settimana per la risoluzione della vertenza relativa allo stabilimento di Lomazzo

Henkel Lomazzo

«I lavoratori hanno accettato, loro malgrado, l’accordo che era sul tavolo. Questo perché non esisteva un piano B. L’intesa raggiunta ha tenuto conto di tutte le fasce di età dei dipendenti presenti nello stabilimento e ha cercato di offrire loro la miglior soluzione possibile, viste le condizioni. Non si può dire che se ne esca contenti, ma sicuramente in un contesto di coperta corta si tratta di un’intesa che almeno tiene al caldo po’ tutti».

È il commento di Marco Felli, operatore Femca Cisl dei Laghi che sta seguendo la vicenda della Henkel dopo l’approvazione all’unanimità, nella mattinata di lunedì 12 luglio, dell’ipotesi di accordo quadro sottoscritto la scorsa settimana per la risoluzione della vertenza relativa allo stabilimento di Lomazzo.

«Ora andremo a comunicare all’azienda l’esito delle assemblee – prosegue Felli -, così che si possano attivare i diversi passaggi di uscita. Fino al 30 settembre tutti i dipendenti dell’azienda continueranno a ricevere stipendio pieno, chi prima di quella data decidesse di uscire volontariamente potrà beneficiare di un incentivo. Vi sarà contestualmente l’attivazione della CIGS, che durerà 12 mesi + 24 Naspi. Così facendo i pensionabili vedranno aperta una finestra fino a 36 mesi per il raggiungimento del requisito pensionistico e per cui l’azienda integrerà la differenza per arrivare al 100% dello stipendio. Per tutti coloro invece che non saranno ancora pensionabili si permetterà di uscire dal mondo del lavoro con degli incentivi. Da subito è prevista la messa in atto di politiche di outplacement par aiutare il personale nella ricerca di un lavoro».

«L’azienda – conclude Felli – ha inoltre la lista di 22 dipendenti che hanno manifestato disponibilità a ricollocarsi in altri stabilimenti del gruppo, in Italia e in Germania, a Dusseldorf, con condizioni economiche dedicate».

La Henkel, storico marchio presente sul mercato italiano come Società Italiana Persil (poi acquisita dalla multinazionale tedesca) dal 1933 che produce ammorbidenti e detersivi liquidi per il bucato e la pulizia dei piatti a mano per conto dei maggiori marchi del settore, Dixan, Nelsen, Perlana.

Coinvolti 150 lavoratori tra azienda e indotto: si tratta di 81 dipendenti Henkel (solo in 5 hanno trovato un’alternativa), 14 dipendenti Alpla che per Henkel fa i flaconi di plastica, 15 dipendenti della Castelli Livio che fa autotrasporti e depositi, 21 dipendenti della Polo dei Servizi fa carico camion e prodotti finiti, 13 dipendenti Nit che fa manutenzione, 6 dipendenti della Cattaneo Impianti che fa manutenzione elettrica, 3 dipendenti Sodexo che si occupa della mensa e 7 dipendenti Dsi che fa servizio di portierato.

Il gruppo Henkel nel mondo conta 52mila dipendenti e un fatturato da 20 miliardi di euro (con un utile nel 2019 di 3,2 miliardi). Mesi di lotta sindacale, appelli delle istituzioni, dalla Regione a diversi parlamentari del territorio, non sono serviti a nulla e allo scoccare del 30 giugno, data annunciata con diversi mesi di anticipo, la casa madre di Dusseldorf ha chiuso la baracca e lasciato a casa operai, addetti e impiegati.

Lo stabilimento di Lomazzo non è stato più giudicato strategico dalla multinazionale, che ha spostato la produzione a Ferentino, in provincia di Frosinone, offrendo a 20 lavoratori una ricollocazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 Luglio 2021
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