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Data center a Cesate, il sindaco difende la scelta dell’Amministrazione: “Guardiamo al futuro e all’interesse del Comune”

Nel Consiglio comunale del 3 agosto il sindaco Roberto Vumbaca è intervenuto per spiegare la posizione dell'Amministrazione comunale rispetto al progetto del data center

cesate - Consiglio comunale 2026

Il consiglio comunale di Cesate del 3 agosto, in cui erano attese comunicazioni da parte del sindaco sul progetto del data center ha registrato una partecipazione decisamente alta. Più volte, nonostante gli inviti al silenzio da parte del sindaco, dalla sala sono arrivati mormorii di protesta e domande dirette rivolte all’amministrazione, a testimonianza di un clima acceso e di un tema percepito come sensibile da molti cittadini,

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Vumbaca ha cercato di chiarire alcuni aspetti del progetto, partendo da un punto che a suo dire ha generato confusione tra i cittadini.

Data center e agrifotovoltaico di Solaro: due progetti distinti

Il primo chiarimento riguarda un possibile equivoco tra il progetto di Cesate e l’intervento di agrifotovoltaico previsto nel vicino comune di Solaro. Il Comune di Cesate, interpellato in quanto confinante, ha espresso su quell’intervento un parere negativo il 19 giugno 2026. «Quell’intervento in area di Solaro non ha nulla a che fare col datacenter», ha detto il sindaco che ha ha rivendicato una linea di continuità con le amministrazioni precedenti, richiamando un finanziamento ottenuto nel 2014 dalla Fondazione Cariplo per un corridoio ecologico nell’area interessata.

Una scelta “senza colore politico”

Vumbaca ha poi sostenuto che la decisione sul data center non sia legata a un orientamento politico, citando altri sindaci di centrosinistra dei comuni del Milanese che hanno approvato insediamenti analoghi: «Questo dimostra che non c’è un orientamento di centrodestra o di centrosinistra, c’è una visione verso il futuro, verso le future generazioni».

Le dimensioni reali del data center

Rispondendo a chi ha diffuso l’immagine di un rettangolo di circa 60.000 metri quadrati disegnato sull’area interessata dal progetto, il sindaco ha voluto ridimensionare la percezione dell’impatto: «Il rettangolone non è 60.000 metri quadri di datacenter. Nell’area 12.000 mq a nord saranno una fascia verde destinata a ospitare la pista ciclopedonale di collegamento, 10.000 mq saranno a verde e 3.000 mq saranno aree per opere accessorie, quindi restano circa 23.000 mq per l’edificio del data center».

Il nodo dell’acqua

Uno dei punti che preoccupano cittadini e minoranza riguarda il consumo idrico. Il sindaco ha spiegato che i data center europei funzionano con «un ricircolo d’acqua a circuito chiuso, per intenderci come i climatizzatori che abbiamo qua in comune», senza quindi un prelievo continuativo dalla rete idrica comunale. Lo stesso varrebbe, secondo il sindaco, per l’energia elettrica, prelevata da sottostazioni dedicate che, ha detto, «non toccano la rete del paese».

I vantaggi economici per le casse comunali

Secondo il sindaco la scelta è supportata da un importante vantaggio economico per il Comune di Cesate: mentre un insediamento produttivo “tradizionale” in quell’area comporterebbe risorse per circa 600.000 euro per il Comune, il data center porterebbe «oltre 6 milioni: dieci volte in più», risorse che servirebbero per fare strade e altre opere pubbliche.

Chi decide: la competenza è ministeriale, non comunale

Il sindaco ha poi ribadito che il Comune non ha potere di veto autonomo: l’area è classificata come industriale già dai tempi del commissario e dell’amministrazione dell’allora sindaco Roberto della Rovere, e un operatore ha quindi diritto a presentare un progetto conforme a quella destinazione d’uso.

Sull’iter autorizzativo ha spiegato: “Tutto il progetto deve passare attraverso una procedura che si chiama VIA, valutazione di impatto ambientale, che non è autorizzata dal Comune, ma viene autorizzata dal ministero dell’Ambiente”. Il Comune, ha aggiunto, si limita a recepire la decisione ministeriale, basata su parametri validi per l’intero territorio nazionale. Ha inoltre ricordato che la Regione Lombardia aveva emanato linee guida sui data center il 9 agosto 2024, alle quali Cesate risultava già conforme.

«L’uomo è tecnologico per natura»

Nella parte finale dell’intervento, il sindaco ha difeso l’utilità dei data center per la digitalizzazione di sanità, scuola e imprese, con un’affermazione più volte ripetuta in aula: «L’uomo è tecnologico per natura. Dobbiamo fare una scelta: fermarci e fermare i nostri figli oppure essere protagonisti del mondo. Scegliamo di essere protagonisti».

Su questo punto all’ordine del giorno non c’è stato dibattito nè voto di approvazione, trattandosi di comunicazioni del sindaco.

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Pubblicato il 06 Agosto 2026
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