A Cesate quasi 5.000 firme contro il data center: “Ora servono risposte”
Sono 1.018 le firme cartacee raccolte dal Comitato per la tutela del territorio di Cesate, mentre su Change.org le adesioni sulla petizione principale hanno superato quota 3.170
Sono 1.018 le persone che hanno firmato la petizione contro il progetto del data center previsto nell’area di via Ruggero Leoncavallo a Cesate. A rilanciare il dato è Cesate Insieme, che sostiene l’iniziativa promossa dal Comitato per la tutela del territorio di Cesate e chiede ora all’amministrazione comunale di dare seguito alle richieste contenute nella petizione.
Una decisione da sospendere
Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di sospendere l’approvazione definitiva del Piano Attuativo e di affrontare, prima di qualsiasi decisione, una serie di questioni che secondo i promotori restano aperte.
«Una partecipazione di queste dimensioni ha un peso politico che l’amministrazione Vumbaca deve assumersi la responsabilità di affrontare», sottolinea Cesate Insieme, evidenziando come le oltre mille firme rappresentino, secondo la lista civica, una richiesta di confronto da parte di una parte significativa della comunità.
La petizione individua cinque richieste precise. La prima è la sospensione dell’approvazione definitiva del Piano Attuativo. Viene inoltre chiesto di completare e aggiornare le valutazioni ambientali, acquisendo tutti i pareri necessari sul progetto effettivo.
“Serve una verifica di conformità dell’area”
Un altro punto riguarda la verifica della conformità urbanistica dell’intervento, con particolare riferimento a indici, superfici, altezze e caratteristiche del progetto. I promotori chiedono inoltre maggiore chiarezza sugli aspetti economici e sui benefici previsti per la comunità, comprese opere pubbliche, cessioni, contributi e obblighi a carico del proponente.
Infine, la richiesta è quella di convocare un’assemblea pubblica, discutere la petizione in Consiglio comunale e fornire una risposta formale ai cittadini.
Cesate Insieme richiama anche l’articolo 8 dello Statuto comunale, secondo il quale alle petizioni deve essere fornita una risposta motivata entro 60 giorni per gli organi individuali e 90 giorni per quelli collegiali, salvo l’applicazione di norme che prevedano maggiori forme di tutela.
Più di 3.800 le firme online
Parallelamente alla raccolta delle firme cartacee, la mobilitazione si è sviluppata anche online. La principale petizione pubblicata su Change.org ha raggiunto 3.173 adesioni. Un dato che, pur non avendo lo stesso valore delle firme raccolte attraverso la procedura comunale, viene indicato dalla lista civica come ulteriore elemento per misurare l’interesse suscitato dal progetto e la contrarietà espressa da una parte della cittadinanza. Di petizioni sulla piattaforma Change.org ne sono state attivate altre due, che raccolto ad oggi rispettivamente 606 e 99 adesioni, per un totale tra cartaceo e online di quasi 5.000 firme.
Per Cesate Insieme, a questo punto, indispensabile un confronto pubblico. La lista civica chiede al sindaco Vumbaca di fissare una data per incontrare i cittadini e affrontare pubblicamente le domande sollevate dalla petizione.
«Chi amministra ha il potere di decidere e la responsabilità di spiegare le proprie scelte ai cittadini – sostiene Cesate Insieme, che considera il confronto particolarmente importante alla luce del numero di firme raccolte – Ora spetta all’amministrazione dimostrare quanto conta, per lei, la partecipazione dei cittadini».
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