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Il carico della cura tra famiglie, volontariato e cooperazione

Mercoledì 30 settembre, dalle ore 18, un incontro promosso da Confartigianato Varese mette insieme Acli, Federsolidarietà, Spi Cgil e Csv Insubria per discutere di reti di assistenza, badanti e cooperazione sociale

L’ANZIANO IN FAMIGLIA | Lo stress del caregiver: corpo e mente al centro della relazione di cura

Mercoledì 30 settembre, alle ore 18, Materia Spazio Libero a Castronno ospita l’incontro “Chi si prende cura di noi?”, promosso da Confartigianato Imprese Varese e dedicato a uno dei nodi più urgenti per le famiglie del territorio: la non autosufficienza e il ruolo dei caregiver familiari. Sul palco si confronteranno quattro voci diverse del sistema di cura varesino: il patronato Acli, Federsolidarietà Confcooperative Insubria, lo Spi Cgil e il Centro Servizi Volontariato Insubria.

Badanti e caregiver, Carmela Tascone: «Manca una rete, servono più dignità e formazione»

Il nodo della rete che manca

Carmela Tascone, presidente del patronato Acli di Varese, segue da anni la ricerca e l’inserimento di badanti per famiglie con persone anziane o disabili. Nel suo racconto emerge come il bisogno vero sia che la persona affidata abbia un’assistenza qualificata, e come il settore dell’assistenza familiare sia profondamente cambiato: se un tempo le badanti cercavano soprattutto la convivenza, oggi molte si sono radicate sul territorio e non sono più disponibili h24, un cambiamento che ha avuto riflessi pesanti sulle famiglie. Per Tascone il problema di fondo è duplice: da un lato la mancanza di dignità riconosciuta a un lavoro spesso considerato “di serie B”, dall’altro l’assenza di un coordinamento tra i diversi soggetti che si occupano di cura, ciascuno impegnato sulle proprie problematiche senza una lettura condivisa del fenomeno.

Giacomo Licata (Spi Cgil): “Il carico della cura oggi viene scaricato sulle famiglie”

Il carico che ricade sulle famiglie e sulle donne

Giacomo Licata, segretario provinciale dello Spi Cgil, parte da un dato che il sindacato incontra ogni giorno nelle proprie sedi sul territorio: la cura, oggi, ricade quasi interamente sulle famiglie, e dietro la parola “famiglie” ci sono molto spesso le donne. Il quadro demografico rende il tema sempre più pressante: secondo l’Istat, al 1° gennaio 2026 in Italia le persone con almeno 65 anni sono 14,8 milioni, il 25,1% della popolazione, mentre gli over 85 sono circa 2,5 milioni. Licata denuncia anche una disuguaglianza di fondo, per cui chi ha più risorse può permettersi una badante o una Rsa, mentre chi ne ha meno si trova a dover scegliere tra lavoro e assistenza a un familiare. La sua proposta guarda alla domiciliarità e alla contrattazione sociale tra Comuni, sindacati e parti datoriali come strada per costruire risposte condivise.

Martegani (Federsolidarietà): “La cura non è assistenzialismo, ma camminare insieme alle persone”

La cura come relazione e non assistenzialismo

Per Maurizio Martegani, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Insubria, la cura appartiene al Dna della cooperazione sociale ma non va confusa con l’assistenzialismo: è piuttosto un percorso costruito insieme alle persone più fragili, che parte dal riconoscimento della loro dignità. Martegani insiste sul valore della relazione di fiducia come base di ogni percorso di autonomia, e sull’idea che una comunità capace di fare rete – cooperative, parrocchie, scuole, enti pubblici che si parlano e costruiscono obiettivi comuni – possa diventare essa stessa una risorsa. Tra le sfide più urgenti indica l’invecchiamento della popolazione, da affrontare puntando sull’invecchiamento attivo e sulla relazione come forma di prevenzione.

Fragilità e volontariato, parla Martino Villani: «Da soli si arriva fino a un certo punto, poi bisogna mettersi insieme»

Da soli si arriva fino a un certo punto

Martino Villani, direttore del Centro Servizi Volontariato Insubria, osserva che le realtà impegnate su disabilità e non autosufficienza sono proprio quelle che oggi fanno più fatica a coinvolgere volontari giovani, a differenza di ambiti come le grandi povertà o l’accoglienza migranti, che mobilitano più persone. Cresce però la consapevolezza che, da soli, si arrivi solo fino a un certo punto: Villani racconta l’esperienza di un coordinamento nato al carcere di Como, dove più associazioni hanno unito le forze per garantire un servizio che nessuna, singolarmente, riusciva a offrire con continuità. Anche sul fronte della disabilità, spiega, diverse realtà si stanno oggi interrogando su come costruire coordinamenti misti tra associazioni, cooperative e fondazioni.

L’appuntamento

Chi si prende cura di noi?
Mercoledì 30 settembre, ore 18
Relatori: Carmela Tascone (Acli Varese), Giacomo Licata (Spi Cgil), Maurizio Martegani (Federsolidarietà Confcooperative Insubria), Martino Villani (Csv Insubria)

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 27 Settembre 2026
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