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Data Center a Cesate: l’opposizione chiede lo stop e minaccia il ricorso al TAR

Incongruenze nella documentazione e criticità ambientali ancora aperte: i dubbi sollevati dal gruppo Cesate Insieme contrario alla realizzazione del progetto

data center

Il gruppo consiliare Cesate Insieme ha presentato al Comune due istanze di annullamento in autotutela della delibera del 30 luglio, con cui la Giunta ha adottato il Piano Attuativo del Data Center previsto in paese.

L’autotutela è lo strumento con cui si chiede a un’amministrazione di riesaminare, ed eventualmente annullare, una propria decisione quando emergono possibili errori o problemi di legittimità. Il Piano Attuativo oggetto delle istanze è il passaggio che stabilisce nel concreto cosa si potrà costruire nell’area, con quali dimensioni e a quali condizioni: un tassello decisivo verso la realizzazione dell’impianto.

Le criticità sollevate

Secondo il gruppo di minoranza, dall’analisi degli atti sarebbero emerse diverse criticità: incongruenze nella documentazione, questioni urbanistiche e ambientali ancora aperte, verifiche rinviate alle fasi successive e dubbi sulla correttezza del procedimento seguito.

La seconda istanza pone inoltre una questione urbanistica di fondo. La nuova legge regionale sui Data Center, in vigore dal 20 giugno, stabilisce che un centro dati con potenza di connessione superiore a 5 MW debba essere considerato urbanisticamente un’attività produttiva. Il progetto di Cesate supererebbe ampiamente questa soglia, ma le Norme Tecniche del PGT indicherebbero, per gli ambiti Ti1-Ti2-Ti6-Ti7 compresi nell’Ambito 8, la categoria produttiva tra le destinazioni non ammesse. Per questo, secondo Cesate Insieme, il Data Center non sarebbe compatibile con il PGT e il Piano Attuativo non potrebbe essere approvato nella forma attuale.

I prossimi passaggi

Il gruppo ha chiesto al Comune una prima risposta scritta entro 15 giorni e che le questioni sollevate vengano affrontate prima dell’approvazione definitiva del Piano. Nel frattempo si è concluso il periodo per le osservazioni dei cittadini: entro il 2 novembre la Giunta dovrà decidere se approvare in via definitiva il Piano Attuativo ed esaminare le osservazioni pervenute.

Se le richieste venissero accolte, la delibera del 30 luglio sarebbe annullata e il percorso seguito finora si fermerebbe. Se invece le istanze restassero senza risposta o venissero respinte e la Giunta procedesse comunque all’approvazione, il gruppo ha annunciato che si rivolgerà al TAR della Lombardia per chiedere una verifica sulla legittimità della decisione. Un eventuale ricorso, precisa Cesate Insieme, non bloccherebbe automaticamente il progetto: sarà il Tribunale a decidere se concedere una sospensione cautelare.

La posizione di Cesate Insieme

Cesate Insieme sottolinea di non aver assunto, fin dall’inizio, una posizione pregiudiziale sul Data Center, ma di aver chiesto trasparenza, coinvolgimento dei cittadini e maggiori dettagli su un progetto che riguarda oltre 67.000 metri quadrati al confine tra la zona urbanizzata e quella agricola, a ridosso del Parco delle Groane, con un edificio e infrastrutture energetiche di grande scala. Alla luce degli elementi raccolti – tra cui gli aspetti ancora da approfondire su rumore, sicurezza e impatto paesaggistico – il gruppo ha reso nota una posizione più netta, dichiarandosi oggi contrario alla realizzazione del Data Center in quest’area.

(immagine di repertorio)

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Pubblicato il 07 Settembre 2026
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