I segreti della preistoria sbarcano a Tradate con i racconti e gli studi del Gruppo Astronomico
Lunedì 26 ottobre al Cine Grassi il GAT presenta la sua visita ai leggendari disegni preistorici della caverna spagnola di Altamira
Un viaggio nel tempo fino al Paleolitico per scoprire i segreti della caverna di Altamira e i suoi celebri dipinti rupestri. È questo il tema della serata ad ingresso libero e gratuito organizzata dal Gruppo Astronomico Tradatese per lunedì 26 ottobre 2026, con inizio al Cine Grassi di Tradate.
L’appuntamento rappresenta una tappa fondamentale di approfondimento culturale collegata alla spedizione in Spagna effettuata dal gruppo tradatese lo scorso 12 agosto in occasione dell’eclisse totale di Sole. Tra i vari obiettivi scientifici e divulgativi del viaggio, il GAT ha infatti inserito una visita guidata alla celebre grotta situata nella Spagna nord-orientale, rinomata in tutto il mondo per le sue testimonianze d’arte preistorica.
La fauna del Paleolitico e il clima dell’epoca
All’interno della caverna, tra 15 e 10 mila anni fa, una popolazione paleolitica realizzò centinaia di raffigurazioni della fauna locale, in particolare bisonti e cavalli. L’aspetto straordinario risiede nella tecnica pittorica utilizzata, caratterizzata da un realismo e una modernità del tutto inaspettati per un’epoca così remota.
Dal punto di vista scientifico, quel periodo geologico era contraddistinto da un clima rigido, innescato dalle variazioni dell’eccentricità dell’orbita terrestre. Per trovare rifugio dal freddo, le popolazioni dell’epoca cercavano riparo nelle caverne, particolarmente numerose nel terreno carbonatico di origine ex marina che caratterizza la Spagna settentrionale.
Una scoperta casuale e le prime polemiche
La storia del ritrovamento della grotta di Altamira affonda le radici nel XIX secolo. La scoperta avvenne casualmente nel 1868 grazie a un cacciatore locale, Modesto Cubillas. L’ingresso, rimasto ostruito per millenni a causa di una frana, si era sbloccato a causa delle vibrazioni prodotte da un’industria mineraria situata nelle vicinanze.
La svolta decisiva arrivò però nel 1879 per merito di Marcelino Sanz de Sautuola, paleontologo dilettante del luogo, che si recò nella caverna insieme alla figlia Maria di soli 8 anni. Mentre il padre era intento a raccogliere frammenti di ossa e pietra vicino all’entrata, la bambina si addentrò nei cunicoli più bassi del fondo. Grazie alla sua statura minuta, Maria notò per prima il soffitto interamente affrescato con una moltitudine di bisonti policromi.
La conferma della scienza e il Carbonio 14
Inizialmente la portata e l’autenticità della scoperta non vennero comprese dalla comunità scientifica dell’epoca, che ritenne i dipinti un falso e un imbroglio orchestrato da Sautuola. Le accese polemiche si trascinarono per diversi decenni fino ai primi anni del Novecento, quando la scienza diede finalmente ragione alle intuizioni del paleontologo.
Gli esami analitici confermarono che i dipinti erano stati realizzati utilizzando ocra per le tonalità rosse e carbone di legna per i tratti neri. Applicando l’analisi del Carbonio 14 sui residui organici di carbone, la datazione risultò inequivocabile: le opere risalivano effettivamente a circa 14 mila anni fa, costringendo gli studiosi a rivedere interamente le teorie sulle origini e sulle capacità artistiche della civiltà umana.
I relatori della serata al Cine Grassi
Durante l’incontro al Cine Grassi di Tradate verranno ripercorse tutte le fasi di questo avvincente percorso storico e scientifico. La serata vedrà la partecipazione di due esperti che analizzeranno il tema sotto una duplice prospettiva.
Il dottor Cesare Guaita curerà la parte propriamente astronomica e climatica, spiegando l’influenza dei moti terrestri sul clima dell’epoca, mentre il dottor Giuseppe Palumbo approfondirà il contesto storico e artistico dell’incredibile scoperta di Altamira.
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