Quantcast

Nuova vita per l’ex Calzaturificio Martegani: da fabbrica a spazio culturale con il progetto 155 Tradate

Dal 29 ottobre l’edificio di viale Trento e Trieste ospita una mostra dedicata al progettista che lo realizzò negli anni Quaranta. È il primo passo del progetto promosso da Ponderosa Music Records e in.circle

Tradate - L'ex Calzaturificio Martegani diventa 155 Tradate - foto di Francesca Iovene

Un edificio che ha attraversato diverse stagioni della storia industriale di Tradate rinasce a nuova vita, questa volta all’insegna della cultura e della creatività. L’ex stabilimento del Calzaturificio Martegani, in viale Trento Trieste, diventa 155 Tradate, uno spazio destinato a ospitare iniziative legate all’architettura, all’arte e alla musica. Il primo appuntamento sarà la mostra “Enrico A. Griffini. Costruire modernamente”, in programma dal 29 ottobre al 20 dicembre, che riporterà l’attenzione proprio sull’architetto che progettò l’edificio negli anni Quaranta. (foto di Francesca Iovene)

Il progetto è promosso da Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records, con l’organizzazione e il coordinamento di Alessia Interlandi di in.circle.

L’apertura al pubblico arriva mentre sono ancora in corso i lavori di restauro e ristrutturazione, affidati all’architetto Giorgio Giani, con direzione lavori di Lucio Giudici. La scelta di inaugurare la programmazione prima della conclusione del cantiere permette di riscoprire l’edificio nella sua fase di trasformazione, facendo della sua storia e delle tracce lasciate dal tempo una parte integrante dell’esperienza espositiva.

Dalla fabbrica alla cultura, nel segno del razionalismo

La storia dello stabile comincia tra il 1942 e il 1943, quando Enrico Agostino Griffini lo progettò per il marchio Koh-I-Noor. L’edificio rappresenta uno degli esempi significativi della sua attività nell’architettura industriale, ambito nel quale l’architetto cercò di coniugare razionalità, esigenze produttive, tecnica costruttiva e qualità formale.

Dal 1957 al 2001 gli spazi ospitarono il Calzaturificio Romano Martegani 1891, realtà della manifattura italiana conosciuta anche a livello internazionale. La nuova destinazione culturale si inserisce quindi in un percorso di riutilizzo di un luogo che conserva una doppia memoria: quella dell’architettura moderna e quella del lavoro e della produzione che hanno segnato la storia economica della città.

«Enrico A. Griffini. Costruire modernamente segna l’inizio del percorso di 155 Tradate – spiega Titti Santini, sottolineando come l’apertura del cantiere al pubblico rappresenti il primo capitolo della trasformazione dell’ex stabilimento Koh-I-Noor – L’obiettivo è costruire una nuova identità per lo spazio, mantenendo un dialogo con la sua storia e con il territorio».

Enrico Agostino Griffini protagonista del Razionalismo

Curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra, in collaborazione con l’architetta ed erede Valeria Griffini, l’esposizione ricostruisce il metodo progettuale di uno dei protagonisti del Razionalismo italiano. Il percorso si sviluppa attraverso disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio, riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia.

Nato a Venezia nel 1887 e morto a Milano nel 1952, Griffini fu architetto, ingegnere, docente e autore di importanti manuali. Dopo la formazione al Politecnico di Milano, partecipò al dibattito sull’architettura moderna, entrando in relazione con figure come Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Giuseppe Pagano, Piero Portaluppi e Giovanni Muzio. Tra i suoi lavori figurano il Palazzo dell’Arengario a Milano, oggi sede del Museo del Novecento, il Palazzo delle Assicurazioni Generali di via Manzoni e diversi progetti residenziali e industriali.

La mostra invita a guardare alla sua opera non soltanto come espressione di uno stile architettonico, ma come metodo di lavoro, ricerca sui materiali e attenzione all’organizzazione degli spazi. Temi che tornano attuali anche nel dibattito contemporaneo sulla durata degli edifici, sull’impiego delle risorse e sulla possibilità di recuperare il patrimonio esistente.

L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, dialoga con la natura ancora provvisoria degli ambienti. Elementi e dispositivi ispirati al linguaggio del cantiere accompagnano il visitatore, mentre il blu diventa il filo conduttore del percorso.

Date, orari e ingresso

La mostra sarà visitabile dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026 negli spazi di 155 Tradate, in viale Trento Trieste 35. L’apertura è prevista dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 16.

L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria attraverso la piattaforma Eventbrite, a questo indirizzo: https://bit.ly/155tradate-eagriffini.

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di ottobre

di
Pubblicato il 21 Ottobre 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore