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Libera professione sanitaria, Monti: “Scelta necessaria per ridurre le liste d’attesa”

Approvata la proposta di legge in Consiglio regionale. Il consigliere regionale varesino, nonché relatore:“Per ridurre le liste d’attesa, rafforzare l’assistenza territoriale e migliorare le prestazioni è indispensabile slegare"

emanuele monti

Il Consiglio regionale della Lombardia, riunito oggi, martedì 30 giugno a Milano, ha approvato la proposta di legge al Parlamento che punta a eliminare il vincolo di esclusività per i professionisti sanitari dipendenti delle strutture pubbliche. La misura, “Disposizioni in materia di attività libero-professionale delle professioni sanitarie, si concentra sulla possibilità di esercitare la libera professione fuori dall’orario di lavoro e vede come relatore il consigliere varesino della Lega Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Palazzo Pirelli.

«Il Servizio Sanitario Nazionale necessita da tempo di un aggiornamento strutturale che valorizzi il ruolo degli ospedali, orientandoli verso la risposta ai bisogni sanitari più complessi della popolazione» dichiara Emanuele Monti. Il rappresentante del Carroccio evidenzia come sia urgente sviluppare un’assistenza territoriale capace di portare i presidi sanitari e sociosanitari il più vicino possibile ai cittadini. «In questo processo di rinnovamento», prosegue monti le figure professionali diventano il «pilastri» della continuità delle cure sul territorio. «Ma per ottenere ciò è necessario superare l’anacronistico vincolo di esclusività che ancora oggi grava sugli operatori del comparto e che impedisce loro di svolgere l’attività libero-professionale al di fuori del rapporto di lavoro dipendente» chiarisce l’esponente politico varesino.

Il testo normativo si rivolge a una platea che comprende infermieri, ostetriche, tecnici e professionisti della riabilitazione e della prevenzione. Attraverso questo sblocco, il provvedimento intende potenziare l’offerta delle cure primarie, offrire un supporto concreto per la riduzione delle liste d’attesa e arginare i fenomeni di esercizio irregolare della professione all’interno del sistema sanitario.

«La mia Proposta», evidenzia ancora Emanuele Monti, «intende colmare queste lacune legislative introducendo la libera professione per le professioni sanitarie, nell’ottica di potenziare le cure primarie, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e contrastare situazioni di esercizio irregolare della professione». L’intervento intende superare le attuali difformità nell’applicazione delle regole, introducendo un quadro omogeneo per il personale delle strutture sanitarie pubbliche.

 «Il provvedimento, che nulla costerà alle casse dello Stato e che coinvolgerà le Regioni affinché disciplinino l’organizzazione del lavoro, valorizzerà queste professionalità e contribuirà a migliorare l’assistenza ai pazienti, creando un sistema sanitario più equo ed efficiente» specifica in conclusione Emanuele Monti. Il testo viene ora trasmesso alle Camere a Roma per iniziare l’iter di discussione parlamentare.

I COMMENTI IN AULA

Nel corso del dibattito sono intervenuti numerosi Consiglieri regionali:

Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia): «Il superamento strutturale del vincolo di esclusività riguarda il presente e il futuro del SSN. La proposta di legge ha il merito di aprire una riflessione seria sulla valorizzazione professionale ed economica delle professioni sanitarie non mediche. La libera professione non significa un ‘liberi tutti’: servono regole certe che possano valorizzare le professioni sanitarie senza indebolire il servizio sanitario nazionale che resta e deve continuare ad essere il cardine del nostro sistema di welfare».

Claudia Carzeri (Forza Italia): «Le politiche innovative sono fondamentali per trovare soluzioni concrete alle difficoltà del nostro comparto sanitario, a partire dalla carenza del personale sanitario. Valorizzazione delle professioni sanitarie attraverso il superamento del vincolo di esclusività va in questa direzione».

Carmela Rozza (PD): «Il giusto riconoscimento della professionalità del personale sanitario non medico deve passare innanzitutto dalla definizione di un compenso minimo massimo regionale per le prestazioni di cui, però, nella proposta di legge non c’è tracciaL’abolizione del vincolo di esclusività non risolve il problema del valore delle prestazioni degli operatori sanitari».

Silvia Scurati (Lega): «Con questa proposta di legge abbiamo fatto una scelta chiara: valorizzare le professioni sanitarie e adeguare il quadro normativo. Superare il vincolo di esclusività significa riconoscere la libertà professionale del personale sanitario rafforzando, allo stesso tempo, il servizio pubblico che resta un pilastro del sistema sanitario. Con questo atto normativo, innovando le politiche sanitarie, la Lombardia vuole aprire spazi di autonomia per i professionisti del comparto sanitario all’interno di un quadro di regole certe».

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Pubblicato il 30 Giugno 2026
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