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“Libertà attraverso l’indipendenza economica, abitativa e lavorativa”: la Regione approva il piano 2026-29 per la parità di genere

Al centro del programma l'autonomia lavorativa e abitativa delle vittime, il rafforzamento delle reti territoriali e un approccio multidisciplinare

\"Trame di Assenza\" a Malnate contro la violenza di genere

L’indipendenza economica e l’autonomia abitativa sono i pilastri scelti dal Consiglio regionale a Palazzo Lombardia a Milano per sostenere l’uscita delle donne dalle situazioni di abuso. 

Nella seduta di oggi, martedì 23 giugno, l’aula ha approvato la proposta di atto amministrativo sul piano quadriennale regionale per le politiche di parità, di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, valido per il periodo compreso tra il presente anno e il triennio successivo. Il provvedimento attua la legge regionale e si fonda su una strategia che coinvolge le reti territoriali in modo multidisciplinare.

La relatrice del documento, Silvia Scurati (Lega), ha evidenziato l’impegno finanziario complessivo dell’ente dall’inizio della legislatura, pari a 39 milioni di euro per il rafforzamento del sistema di supporto. «Con il voto favorevole di oggi la Lombardia conferma il proprio impegno nelle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere» ha spiegato la consigliera durante l’illustrazione in aula, aggiungendo che «il nuovo Piano rappresenta non solo una programmazione di lungo periodo, ma un passo concreto verso il rafforzamento strutturale del sistema di supporto alle donne. Non ci si limita a gestire l’emergenza, ma si vuole accompagnare le donne a costruire un progetto di vita, in quanto la vera libertà passa attraverso l’indipendenza economica, abitativa e lavorativa».

«Il cosiddetto modello lombardo – ha continuato Scurati – si rafforza ulteriormente, mettendo a sistema le 27 reti interistituzionali, i 56 Centri antiviolenza e le 173 Case rifugio presenti sul territorio. I numeri del Piano confermano una visione chiara: rafforzare la sicurezza e l’autonomia delle donne attraverso interventi concreti. Abbiamo stanziato 3,6 milioni di euro per la misura Vicini a ogni donna, 1,5 milioni di euro per l’autonomia abitativa e 1 milione di euro per il sostegno agli orfani di femminicidio. A queste si aggiungono gli oltre 24 milioni di euro già programmati per il funzionamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio e gli interventi per il reinserimento lavorativo. La vera sfida di questo Piano – ha precisato la relatrice – è rafforzare un approccio integrato e multidisciplinare: non solo protezione, ma anche prevenzione, formazione degli operatori e percorsi di autonomia».

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Pubblicato il 23 Giugno 2026
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