A 80 anni conquistano la cintura nera di karate
Con il progetto "Karate Evergreen" del CSK Busto Arsizio la terza età sale sul tatami. E in quattro hanno superato l'esame più atteso
Se pensate che il karate sia un affare esclusivo per giovani scattanti, fareste bene a non dirlo a Gabriella Coerezza e Gianni Zardin. Domenica 7 giugno, a Castiglione Olona, questi due atleti ultraottantenni hanno brillantemente superato gli esami regionali, portandosi a casa la cintura nera terzo dan. Insieme a loro hanno festeggiato anche il settantenne Maurizio Restelli, sempre per il terzo dan, e Luciana Bissoli, che ha conquistato il secondo dan.
Un risultato di tutto rispetto che ha richiesto anni di allenamento e che ha strappato gli applausi convinti di tutta la commissione tecnica, dimostrando che l’anagrafe, sul tatami, conta fino a un certo punto. Dietro questa impresa c’è il progetto “Karate Evergreen”, un percorso nato più di vent’anni fa per accogliere aspiranti karateka dai 60 anni in su.
Certo, preparare un esame di Dan a ottant’anni suonati comporta qualche sfida in più, soprattutto nel gestire i classici acciacchi articolari o la memoria delle sequenze tecniche. Per questo il programma, ideato dal Maestro Paolo Busacca di Csk Busto e basato sulla filosofia Uisp dello “sport per tutti”, unisce la ginnastica dolce a una coordinazione motoria progressiva, senza sovraccarichi.
«Il karate è una disciplina ideale per la terza età perché non isola il corpo dalla mente», spiega il Maestro Busacca. «Da un lato, i movimenti fluidi e controllati aiutano l’elasticità articolare e l’equilibrio, riducendo il rischio di cadute nella vita quotidiana. Dall’altro, la necessità di memorizzare le sequenze e di mantenere alta l’attenzione nel confronto con l’avversario funge da vero e proprio allenamento cognitivo. Non è violenza, è consapevolezza di sé».
Trattandosi di un’arte marziale, infatti, non si fa solo ginnastica: il karate stimola la mente e richiede precisione e intenzione, costringendo i praticanti a rimanere lucidi e concentrati. Il progetto è il risultato di un lavoro d’équipe che parte da lontano, per la precisione dalla bozza “Anziano più sicuro” di Harry Bursich, poi evoluta grazie alla dottoressa Michela Bossi, specializzata in attività adattate, e al supporto dei maestri Franco Barone, Monica Rizzo e Francesco D’Urso. L’esame di Castiglione Olona ha confermato la solidità del gruppo, ma non c’è tempo per riposarsi sugli allori: il prossimo anno saranno già quattro le cinture marroni “evergreen” a tentare l’assalto al primo dan. I giovani colleghi sono avvisati.
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