Vertenza Electrolux, oggi il tavolo con il Governo: in gioco oltre 1.700 posti di lavoro di cui 217 a Solaro
Il Governo punta a ottenere una revisione del progetto industriale mentre la multinazionale svedese ha finora confermato la volontà di procedere con tagli e chiusure
È una giornata cruciale per il futuro di Electrolux in Italia e anche per lo stabilimento di Solaro, uno dei siti coinvolti nel piano di riorganizzazione annunciato dalla multinazionale svedese. Oggi, lunedì 15 giugno, è infatti in programma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo che potrebbe segnare una svolta nella vertenza aperta nelle scorse settimane.
Al centro del confronto c’è il piano industriale presentato dall’azienda, che prevede oltre 1.700 esuberi a livello nazionale, e che lavoratori, sindacati, amministratori locali e lo stesso il ministro Adolfo Urso hanno definito irricevibile, chiedendo a Electrolux di tornare al tavolo con una proposta diversa.
Coinvolto anche il sito di Solaro
La vertenza interessa diversi stabilimenti e centri di ricerca italiani del gruppo, tra cui Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Cerreto d’Esi (Ancona) e Solaro, nel Milanese, realtà che rappresenta un punto di riferimento occupazionale anche per molti lavoratori del Saronnese dove si parla di 217 licenziamenti.
L’incontro odierno dovrà chiarire se esistono margini per una revisione del piano e per una riduzione del numero degli esuberi. Una prospettiva che sindacati e istituzioni considerano indispensabile per salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali.
La posizione dell’azienda
La trattativa si presenta però particolarmente complessa. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, Electrolux avrebbe confermato la volontà di procedere con una profonda riorganizzazione delle attività produttive nel nostro Paese.
Tra i punti più critici c’è la prevista chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, che comporterebbe la perdita di circa 170 posti di lavoro, mentre negli altri siti italiani il piano prevede complessivamente oltre 1.500 esuberi.
Una posizione che ha suscitato forti preoccupazioni nei territori coinvolti e che ha spinto il Governo a chiedere all’azienda un ripensamento.
Attesa per l’esito dell’incontro
Il tavolo convocato al Mimit rappresenta dunque un passaggio decisivo per comprendere se la multinazionale sia disposta ad aprire una trattativa sui numeri e sulle modalità della riorganizzazione. Un confronto da cui dipendono le prospettive occupazionali di migliaia di lavoratori e il futuro di stabilimenti che da decenni fanno parte del tessuto industriale italiano. Tra questi anche il sito di Solaro, dove la vertenza è seguita con particolare attenzione dai lavoratori, dalle amministrazioni locali e dal territorio del Saronnese.
Nelle prossime ore sono attesi gli esiti dell’incontro e le eventuali nuove proposte che l’azienda presenterà al Governo e alle organizzazioni sindacali.
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