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Crisi Electrolux, audizione al Pirellone e l’allarme della Provincia di Varese: “Fino a 60 milioni di perdite per il territorio”

Audizione urgente in Commissione Attività Produttive al Pirellone, ma l'azienda non si presenta. Il vicepresidente della Provincia di Varese Giacomo Iametti illustra le stime del gruppo tecnico di crisi: pesanti ricadute su indotto, commercio e mercato immobiliare anche nel Saronnese

Solaro - Electrolux

La crisi Electrolux arriva al Pirellone e tocca da vicino anche la provincia di Varese.

Nella mattinata di audizioni convocata d’urgenza dalla Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale – su richiesta bipartisan di tutte le forze politiche – al centro del confronto c’era il piano della multinazionale svedese degli elettrodomestici, che prevede 217 posti di lavoro a rischio nello stabilimento di Solaro, al confine con il Saronnese, e 1.700 esuberi a livello nazionale su circa 4.500 dipendenti: il 40% della forza lavoro italiana, con la chiusura definitiva del sito di Cerreto d’Esi, nelle Marche.

L’impatto sul Varesotto: «Tra 32 e 60 milioni di euro di perdite in cinque anni»

A portare in Commissione il punto di vista del territorio varesino è stato Giacomo Iametti, vicepresidente della Provincia di Varese, che ha illustrato i dati elaborati dal gruppo tecnico di crisi. Numeri che lui stesso ha definito drammatici: «L’impatto negativo causato dai tagli sull’indotto, sul commercio e sul mercato immobiliare nell’area di Solaro e del Varesotto stima, in uno scenario a cinque anni, perdite economiche comprese tra i 32 e i 60 milioni di euro».

Lo stabilimento di Solaro, pur situato in provincia di Milano, è infatti a ridosso del Saronnese: molti lavoratori e fornitori dell’indotto provengono dai comuni varesini, e le ricadute occupazionali ed economiche di un eventuale ridimensionamento si farebbero sentire ben oltre i confini comunali.

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La sedia vuota di Electrolux

A pesare sull’audizione è stata soprattutto l’assenza della proprietà: Electrolux non ha dato alcun riscontro all’invito del Consiglio regionale. «Siamo profondamente rammaricati per l’assenza ingiustificabile e ingiustificata dell’azienda al tavolo di oggi – hanno commentato la vicepresidente della Commissione Silvia Scurati (Lega) e il consigliere segretario Onorio Rosati (AVS) –. Ribadiamo la nostra posizione nei confronti del piano presentato dall’azienda, un piano di tagli e non di riorganizzazione e rilancio. Auspichiamo che all’incontro del Mimit del prossimo 15 giugno l’azienda ritiri il suo piano attuale e ne presenti uno nuovo».

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Durissimi anche i sindacati (Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm e Rsu), che hanno definito «vergognosa» l’assenza della proprietà e denunciato «la gravità del piano industriale che prevede nei fatti uno smantellamento progressivo dei siti produttivi italiani e il trasferimento delle linee di prodotto», con circa 200 operai e 700 impiegati a rischio a livello nazionale e lo svuotamento del know-how di ricerca e sviluppo. Per lo stabilimento di Solaro, in particolare, le organizzazioni dei lavoratori hanno evidenziato «l’incoerenza» di un taglio del 40% della forza lavoro «a fronte di promesse passate di investimenti e aumento dei volumi».

I fondi pubblici e l’appuntamento del 15 giugno

La consigliera Michela Palestra (Patto Civico), prima firmataria del question time discusso in Aula martedì, ha ricordato che «il Gruppo Electrolux ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti risorse pubbliche, tra cui oltre 12 milioni di euro per ricerca e sviluppo, 131 milioni in agevolazioni per i poli produttivi e un finanziamento Bei di 200 milioni di euro nel 2024». Da qui la richiesta, avanzata anche dai sindacati, di una riflessione normativa nazionale per imporre alle multinazionali la restituzione dei finanziamenti pubblici in caso di delocalizzazione.

Fronte comune anche dalle istituzioni locali: la sindaca di Solaro Nilde Moretti ha chiesto di «bloccare la partenza delle lettere di licenziamento», mentre il presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio ha ribadito «il pieno allineamento con le altre istituzioni nella ricerca di una soluzione vantaggiosa per i lavoratori».

Le direzioni regionali Istruzione, Formazione e Lavoro e Sviluppo Economico hanno confermato la presenza degli assessori competenti al tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 15 giugno a Roma, in pieno allineamento con le altre Regioni coinvolte nella vertenza nel respingere il piano attuale della multinazionale.

Nella stessa seduta la Commissione ha affrontato anche la crisi del gruppo BCS, azienda di motocoltivatori e trattori con circa 400 dipendenti negli stabilimenti di Abbiategrasso e Cusago, nel Milanese.

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Pubblicato il 11 Giugno 2026
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