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Crisi Electrolux, la sindaca di Solaro attacca l’azienda dopo il tavolo in Regione: “Assenza vergognosa”

Durante l'audizione della Commissione IV di Regione Lombardia sulla vertenza Electrolux, la sindaca Nilde Moretti ha denunciato il mancato confronto da parte dell'azienda e chiesto un fronte istituzionale compatto a tutela dei lavoratori

Solaro - Electrolux

L’assenza dei rappresentanti di Electrolux al tavolo convocato oggi in Regione Lombardia sulla vertenza che coinvolge lo stabilimento di Solaro ha suscitato dure reazioni da parte delle istituzioni locali. Tra queste quella della sindaca di Solaro Nilde Moretti, che al termine dell’audizione della Commissione IV ha definito il mancato confronto da parte dell’azienda «una vergogna e una gravissima mancanza di rispetto».

Il confronto in Regione senza l’azienda

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti sindacali, che hanno illustrato le preoccupazioni dei lavoratori e le possibili conseguenze del piano annunciato da Electrolux, oltre agli amministratori dei territori interessati dalla vertenza.

«A intervenire sono stati invece i sindacati, che hanno illustrato le preoccupazioni dei lavoratori e le conseguenze del piano annunciato, seguiti dai rappresentanti istituzionali dei territori coinvolti», ha spiegato la sindaca.

Le preoccupazioni per le famiglie e il territorio

Nel suo intervento Moretti ha voluto richiamare l’attenzione soprattutto sulle ricadute sociali della crisi occupazionale: «Ho voluto porre l’accento sulle conseguenze che questi licenziamenti porteranno alle famiglie e al nostro territorio», ha detto, sottolineando come il tema non riguardi soltanto l’organizzazione aziendale ma l’intera comunità locale.

Secondo la prima cittadina, inoltre, la situazione dello stabilimento di Solaro non giustificherebbe il piano annunciato dall’azienda: «Lo stabilimento di Solaro è attivo, anzi è previsto un aumento dei volumi, quindi non sono giustificabili questi licenziamenti», ha affermato.

L’appello alle istituzioni

La sindaca ha quindi chiesto un’azione condivisa da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti nella vicenda.

«Ho chiesto ancora una volta la compattezza delle istituzioni e delle Regioni affinché facciano pressione anche sul ministro. Dobbiamo fare di tutto perché questo piano venga rigettato».

L’attenzione ora si sposta sul prossimo appuntamento in agenda: lunedì 15 giugno, quando la vertenza approderà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per un confronto che amministratori e sindacati considerano decisivo per il futuro dei lavoratori coinvolti.

 

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Pubblicato il 11 Giugno 2026
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