Solaro, 17mila pannelli fotovoltaici nei campi tra Cesate e le Groane: il caso finisce sulla Rai
Il Tgr Lombardia dedica un servizio alla mobilitazione promossa dal Comitato di Cascina Emanuela contro il progetto da oltre 152mila metri quadrati previsto nei campi di via delle Mavane
La mobilitazione contro il grande impianto agrivoltaico previsto nei campi tra Solaro e Cesate arriva sui telegiornali della Rai. La raccolta firme promossa dal Comitato di quartiere di Cascina Emanuela sarà al centro di un servizio del Tgr Lombardia, come annunciato dalla sindaca di Solaro Nilde Moretti.
«Oggi al Tg3 regionale delle 14 si parlerà della raccolta firme promossa dal Comitato di quartiere di Cascina Emanuela contro il progetto di agrivoltaico all’esame di Città Metropolitana, che dovrebbe sorgere nei campi fra Solaro e Cesate» ha scritto la prima cittadina.
La sindaca: «No a questo impianto agrivoltaico»
La posizione dell’amministrazione comunale è netta. Il Comune di Solaro ha infatti concesso il proprio patrocinio alla petizione organizzata dal Comitato di quartiere Centro civico Il Giuggiolo, chiedendo di fermare il progetto previsto in via delle Mavane.
La sindaca precisa che la contrarietà non riguarda in generale le energie rinnovabili, ma le caratteristiche e le dimensioni dell’intervento presentato.
«Non si tratta di essere contro le energie rinnovabili, anzi, ma di esprimere contrarietà a questo progetto specifico, che comprenderà 17.500 pannelli per un’estensione pari a circa venti campi da calcio, con una modifica totale del paesaggio che tutti conosciamo» spiega Nilde Moretti.
Secondo il materiale diffuso dal comitato, l’impianto interesserebbe una superficie complessiva di 152.358 metri quadrati. Il progetto prevede 17.680 moduli fotovoltaici, per una potenza di 12,82 megawatt e una produzione annua stimata in 18,21 gigawattora.
Il progetto nei campi tra Solaro e Cesate
L’intervento si trova attualmente all’esame della Città Metropolitana di Milano e dovrebbe essere realizzato in un’area agricola compresa tra Solaro e Cesate, in prossimità del Parco delle Groane e del Parco del Lura.
Nel dettaglio, stando ai dati riportati dagli organizzatori della petizione, sarebbero installati 361 inseguitori solari monoassiali, sostenuti da pali infissi nel terreno. Le strutture potrebbero raggiungere un’altezza massima di sei metri.
Sono inoltre previste nove cabine prefabbricate, 34 inverter e due elettrodotti interrati per una lunghezza complessiva di circa 1,8 chilometri. Il collegamento con la cabina primaria richiederebbe anche un attraversamento sotterraneo del torrente Guisa.
L’area sarebbe infine delimitata da recinzioni alte 2,20 metri e dotata di sistemi di videosorveglianza.
Le preoccupazioni per il paesaggio agricolo
Al centro della contestazione ci sono soprattutto le conseguenze che un’infrastruttura di queste dimensioni potrebbe avere sul paesaggio e sul suolo agricolo.
Il Comitato Il Giuggiolo sostiene che l’intervento trasformerebbe in modo significativo una delle ultime aree verdi poste tra i due parchi. Lo slogan scelto per la campagna sintetizza la posizione degli organizzatori: «I campi di Solaro non sono un’area industriale a cielo aperto».
Tra le criticità indicate nel materiale informativo c’è anche la modifica delle coltivazioni presenti. Mais e soia, tradizionalmente coltivati nell’area, lascerebbero spazio in prevalenza all’erba medica, necessaria per mantenere una componente agricola all’interno dell’impianto.
Il comitato richiama inoltre un parere contrario della Soprintendenza, che avrebbe evidenziato il rischio della creazione di un fronte lineare continuo, con possibili conseguenze sul paesaggio agrario tutelato del Parco delle Groane.
Il legame con il progetto del data center di Cesate
Gli oppositori mettono in relazione l’impianto agrivoltaico di Solaro anche con il progetto di un grande data center nella vicina Cesate.
La preoccupazione riguarda l’effetto complessivo dei due interventi su un territorio agricolo e ambientale già sottoposto a diverse pressioni. Nel materiale della raccolta firme si parla infatti di un possibile «doppio colpo», determinato dalla vicinanza tra le due grandi infrastrutture.
Secondo il comitato, la realizzazione dell’impianto agrivoltaico e del data center potrebbe compromettere il ruolo di questa zona come collegamento verde tra il Parco delle Groane e quello del Lura.
La questione delle ricadute per Solaro
Un altro punto sollevato dalla petizione riguarda i benefici economici e sociali destinati alla comunità locale.
Il comitato sostiene che l’energia prodotta verrebbe immessa nella rete e ceduta dal soggetto privato per un periodo di trent’anni, senza sconti sulle bollette dei residenti e senza una tassa di ristoro per il Comune.
Anche l’assenza di vantaggi diretti per i cittadini viene quindi indicata tra le ragioni della contrarietà al progetto e della richiesta di un suo riesame.
La raccolta firme continua questa sera
La raccolta firme è iniziata sabato 25 luglio e ha coinvolto il Centro civico di Cascina Emanuela, Casa Brollo e il Municipio di Solaro.
La sindaca ha annunciato una nuova possibilità per aderire alla petizione: questa sera, giovedì 30 luglio, sarà possibile firmare dalle 19 alle 22 nella sede del Comitato di Cascina Emanuela.
La mobilitazione entra così in una nuova fase, accompagnata dall’attenzione del Tgr Lombardia. L’obiettivo del comitato e dell’amministrazione comunale rimane quello di chiedere a Città Metropolitana di fermare o riesaminare il progetto previsto nei campi di via delle Mavane.
A Solaro una raccolta di firme contro il maxi impianto agrivoltaico, il Comune sostiene la petizione
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