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“La vera inclusione si vive”, a Marnate una lezione di umanità a suon di rock

Successo per il "Medioevo in piazza" a Marnate: sabato 6 giugno punto ristoro, intrattenimento e il concerto della "Si può fare band", che ha emozionato mostrando come l'inclusione sia la sola risposta dinanzi alla diversità. Musicisti disabili e normodotati insieme a fare rock e a far ballare tutti

Si può fare band Marnate

Ci sono serate che non si interrompono al mattino, quando il sole fa capolino in cielo. Sono serate in cui magari si esce di casa nonostante una giornataccia a lavoro, stanchi, neanche troppo convinti, e poi si ringrazia il Cielo di averlo fatto.
Perché ci si imbatte in qualcosa di talmente straordinario da lasciarci qualcosa addosso.

Così è stato sabato 6 maggio a Marnate quando la “Si può fare band“, complesso musicale ricco di diversità ha fatto ballare, ha fatto ridere ed emozionato una piazza sant’Ilario strapiena. Ma i musicisti della formazione che arriva da Brescia hanno soprattutto regalato una lezione sull’inclusione che nessuno potrà dimenticare.

C’erano sedie a rotelle e disabilità di differenti tipi dietro gli strumenti ma ad un tratto, per magia, canzone dopo canzone, una riflessione dopo l’altra, è accaduto ciò che Davide – frontman del gruppo – aveva anticipato a inizio serata.

Si può fare band Marnate

Quella frase in apparenza gentile «Poverini i disabili, facciamo loro un regalo andando a sentirli suonare» si è trasformata in un messaggio opposto, perché alla fine «Sono loro ad aver fatto un dono immenso a noi, che siamo i cosiddetti “normodotati”». Lo switch sta proprio qua, nello sgretolarsi di quella barriera fra “noi” e “loro” e in una esperienza condivisa che unisce e si colora dell’unicità di ciascuno.

«L’inclusione non si progetta, non si studia: l’inclusione si vive» e la serata marnatese ha fatto storia.

Si può fare band Marnate

La performance sonora di Davide, del cantante Mirko, di Davide e gli altri musicisti è stata ineccepibile, coinvolgente, ma ad aver catturato lo sguardo entusiasta del pubblico sono stati soprattutto l’affiatamento e l’affetto sincero che li univa, l’energia che scorreva fra di loro: una linea sottile che invece di categorizzare, stringeva ognuno in un abbraccio stretto.

E dal palco al pubblico l’energia è raddoppiata, triplicata, si è espansa ed è rimasta nell’aria. È rimasta – soprattutto – appiccicata alla pelle di quei bambini che, nelle prime file, ascoltavano incantati le canzoni. Bambini che, senza saperlo, porteranno a casa una lezione sull’inclusione che cambierà forse le loro vite.

Si può fare band Marnate

E quando vedranno qualcuno su una carrozzina, non penseranno ai suoi limiti, ma ricorderanno di un musicista sulla sedie a rotelle che faceva rock. E veniva sommerso di applausi per la sua bravura.

Una notte perfetta. Fortemente voluto dal consigliere delegato alla famiglia, infanzia e inclusione sociale, Deborah Raimondi, che aveva già invitato la band a febbraio durante il “Primo Festival dei Calzini spaiati” e che – senza schemi, fra ruolo istituzionale e semplice passione – è perfino finita in mezzo ai coristi della “Si può fare band”.

Si può fare band Marnate

Altrettanto di successo il resto della serata, con l’intrattenimento di un simpatico giocoliere e la cena medievale organizzata da Pro loco Marnate in una location nuova: non in area feste alle scuole medie, ma fra la piazza principale del paese e l’oratorio, spazi riempiti da una serpentina di magliette rosse.

Cena medievale Marnate pro loco
Cena medievale Marnate pro loco

Un apprezzato tassello di quel “Medioevo in piazza” organizzato in occasione della Festa della Scaià di domenica 7 giugno, ricorrenza religiosa e partecipata per la comunità marnatese.

Via Confalonieri, 5

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 07 Giugno 2026
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