Fieno da Varese per le aziende di montagna del Porlezzese colpite dai selvatici
Gli allevatori della zona donano scorte di fieno per aiutare i colleghi di montagna a superare la carenza di foraggio
Le stalle del Porlezzese stanno ricevendo il sostegno concreto degli allevatori della provincia di Varese, inseriti nella carovana solidale organizzata da Coldiretti Como Lecco.
Il carico di 12 mila chili di fieno parte da Alzate Brianza per raggiungere le aziende montane di Carlazzo, dove prati da sfalcio, pascoli e raccolti subiscono le continue incursioni degli animali selvatici. Una quota del foraggio consegnato proviene dalle imprese varesine, decise ad affiancare i colleghi della montagna.
«Gli allevatori varesini hanno risposto immediatamente alla richiesta di aiuto, mettendo a disposizione una parte del proprio fieno» spiega Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. «È un gesto che nasce dalla solidarietà concreta che lega il mondo agricolo: quando un’azienda si trova in difficoltà, chi lavora la terra sa riconoscere il problema e non si volta dall’altra parte. Allo stesso tempo, l’iniziativa vuol significare quanto sia diffusa una problematica, quella dei danni da fauna selvatica incontrollata, che interessa in modo pesantissimo anche la provincia di Varese».
La mobilitazione coinvolge gli agricoltori della pianura nella raccolta e nel trasporto del materiale verso le quote più elevate.
«Questi 12 mila chili di fieno garantiscono un aiuto immediato agli animali e alle imprese colpite – evidenzia il direttore di Coldiretti Varese, Luciano Salvadori – ma rappresentano anche un segnale preciso rivolto alle istituzioni. Non è accettabile che siano gli agricoltori, attraverso la solidarietà reciproca, a dover supplire alle conseguenze di una presenza della fauna selvatica ormai fuori controllo».
Le scorte alimentari del bestiame diminuiscono rapidamente a causa delle perdite registrate nei terreni produttivi durante l’intero arco dell’anno.
«La solidarietà è fondamentale, ma non può diventare la soluzione ordinaria a un problema strutturale» aggiunge Pietro Luca Colombo. «Occorrono interventi efficaci per riportare sotto controllo la presenza dei selvatici e proteggere il lavoro degli allevatori, gli investimenti delle aziende e la continuità delle attività agricole».
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