“Se mi prendono mi ammazzano”: a Gerenzano l’autore del podcast-inchiesta sulla morte a Origgio di Simone Mattarelli
Venerdì 15 maggio alla Cooperativa Scelag una serata pubblica dedicata alla vicenda di Simone Mattarelli con il giornalista Stefano Vergine, autore del podcast "Simone"
Venerdì 15 maggio alle 21 la Cooperativa Scelag di Gerenzano ospita una serata dedicata al caso di Simone Mattarelli, il giovane di 28 anni morto nel 2021 in circostanze che la famiglia continua a chiedere di chiarire. L’incontro, dal titolo “Simone – Inchiesta sulla morte di Simone Mattarelli”, si terrà a Palazzo Fagnani, in via Fagnani 14.
L’iniziativa – aperta al pubblico – proporrà un momento di approfondimento pubblico attraverso testimonianze, ricostruzioni e riflessioni sul caso, partendo anche dal podcast realizzato dal giornalista Stefano Vergine.
Gli ospiti della serata
All’incontro parteciperanno Matteo Mattarelli, fratello di Simone; Stefano Vergine, autore del podcast dedicato alla vicenda, e l’avvocato della famiglia Roberta Minotti. A moderare la serata sarà il giornalista Andrea Gianni.
L’evento punta a riportare attenzione sulla vicenda giudiziaria e umana legata alla morte di Simone Mattarelli, attraverso il racconto diretto dei familiari e dei professionisti che hanno seguito il caso.
L’ultimo giorno di Simone
La tragica fine di Simone Mattarelli si svolge in pieno lockdown. Nella notte del 3 gennaio 2021 il 28enne Simone Mattarelli fugge a un posto di blocco dei carabinieri, dando origine a un inseguimento di tre ore tra le province di Milano, Como, Varese e Monza. Durante la fuga due volanti finiscono fuori strada. Prima di essere ritrovato, Simone telefona al padre dicendo: «Se mi prendono mi ammazzano».
Poche ore dopo il giovane viene trovato morto in un capannone industriale di Origgio, con una cintura intorno al collo. La Procura di Busto Arsizio conclude che si sia trattato di un suicidio, ipotizzando un gesto legato agli effetti della cocaina assunta prima della fuga, e chiede l’archiviazione del caso.
Una ricostruzione contestata
La famiglia, assistita dall’avvocata Roberta Minotti, ha però sempre contestato questa ricostruzione, sostenendo che ci siano elementi poco chiari, a partire dalla posizione del corpo. Anche il podcast “Simone” del giornalista Stefano Vergine racconta i dubbi dei familiari sulle indagini e sulle perizie medico-legali.
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