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“L’equilibrio tra decarbonizzazione e agricoltura” nel nuovo piano della Lombardia per le fonti rinnovabili

l provvedimento definisce i criteri per l'incremento di 8,7 gigawatt di potenza energetica regionale garantendo la protezione delle superfici agricole più produttive della pianura

Generico 13 Apr 2026

Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge 175 per la determinazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Il testo giunge al termine di una fase di confronto con le regioni del Bacino padano, ovvero Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, oltre alla collaborazione con i ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura. La norma definisce i criteri per l’installazione delle strutture energetiche con l’obiettivo di bilanciare la decarbonizzazione e la tutela del paesaggio lombardo.

La legge, a impatto finanziario neutro, sarà sottoposta ogni anno a clausola valutativa. Secondo i dati di Rinnovabili nel 2025 la generazione elettrica da FER in Italia ha raggiunto complessivamente i 127.978 GWh, rappresentando il 47,7% della produzione totale netta nazionale e soddisfacendo il 41,1% della richiesta complessiva di energia elettrica in Italia. Il fotovoltaico si è confermato il principale motore della crescita rinnovabile, con un incremento di 6.437 MW, raggiungendo i 44.290 GWh (+ 25,1% rispetto ai 35.398 GWh prodotti nel 2024) e contribuendo per il 34,6% alla generazione elettrica totale da FER, ovvero il 14,2% della domanda nazionale totale.
Le regioni che hanno guidato la nuova capacità fotovoltaica nel 2025 sono la Sicilia, che da sola ha aggiunto ben 925 MW, seguita dal Lazio (+726 MW) e dalla Lombardia (+615 MW).

I parametri per la tutela del suolo

L’assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, Massimo Sertori, ha indicato i cardini del provvedimento nell’introduzione della misura minima dello 0,8% della superficie agricola a disposizione e in un tetto al 3% del livello comunale della Sau (Superficie agricola utilizzata). Secondo Sertori, «il provvedimento definito oggi sia una misura di equilibrio che ha il grande pregio di preservare il territorio, l’agricoltura, contenere il costo dell’energia, ma centra anche obiettivi ambientali ed energetici sfidanti ed importanti». L’operazione ha richiesto valutazioni preliminari per arrivare a una legge definita strategica per i territori regionali.

La salvaguardia della produzione agroalimentare

L’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha ricordato che il traguardo di incremento delle rinnovabili, pari a 8,7 gigawatt, avrebbe potuto gravare sulle superfici agricole più produttive. Il confronto istituzionale ha permesso di evitare l’applicazione rigida delle norme europee che avrebbe messo a rischio fino a 20 mila ettari di suolo fertile, soprattutto nelle aree di pianura. Beduschi ha spiegato che il documento «consente di sostenere la crescita delle energie da fonti non fossili senza mettere in discussione la storia, l’economia e l’identità agricola della Lombardia». L’esponente della giunta ha inoltre sottolineato la necessità di una riflessione pragmatica sul nucleare per coniugare sostenibilità e competitività.

Recupero ambientale e rigenerazione

L’installazione di impianti per l’energia pulita diventa uno strumento per il ripristino di aree degradate e zone da bonificare nella visione dell’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione. La legge punta a trasformare passività ambientali in risorse strategiche per la collettività, integrandosi con il percorso già tracciato dalla normativa regionale sul clima. Maione ha evidenziato come il provvedimento sia «una leva concreta per il ripristino territoriale e la creazione di reddito», favorendo la transizione ecologica attraverso il recupero dei territori compromessi.

Le perplessità dell’opposizione

Il Gruppo regionale del Pd ha espresso un voto di astensione durante la seduta di questo pomeriggio a Milano. Il consigliere Angelo Orsenigo ha riconosciuto la necessità di una programmazione pubblica per non lasciare la partita energetica in balia del mercato, pur giudicando il testo manchevole in alcuni passaggi. Secondo Orsenigo, «il testo approvato oggi in Aula presenta diverse criticità: non sono tutelati a sufficienza i suoli agricoli di pregio, non ci sono limiti per bilanciare le installazioni nei diversi territori». La minoranza ha evidenziato inoltre la mancanza di una reale incentivazione per l’impiego di superfici già urbanizzate, pur ritenendo la legge un passo avanti rispetto alle proposte dell’anno precedente.

Riportiamo di seguito, una breve sintesi della legge sulle aree idonee agli impianti FER in Lombardia. (realizzata dall’ufficio stampa del consiglio regionale) 

  • COSA SI INTENDE PER FONTI DA ENERGIA RINNOVABILE (FER)?

Nella presente legge sono definiti impianti FER: impianto fotovoltaico, impianto fotovoltaico con moduli collocati a terra; impianto agrivoltaico; impianto alimentato a biomassa legnosa; biogas e biometano e biometano avanzato, geotermico, anche domestico.

  • DEFINIZIONE “AREA IDONEA”: Il D.lgs. 199/2021 individua direttamente alcune aree considerate idonee per impianti FER. Tra queste rientrano siti già utilizzati o degradati (impianti esistenti da modificare, aree bonificate, cave e miniere dismesse).
    Sono inclusi anche spazi di infrastrutture di trasporto (ferrovie, autostrade, aeroporti). Per fotovoltaico e biometano, sono idonee anche alcune aree agricole vicine a zone industriali o infrastrutture, se prive di vincoli.
    Restano escluse le aree sottoposte a tutela culturale o paesaggistica e le relative fasce di rispetto. La legge regionale lombarda promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili in ulteriori aree idonee privilegiando l’uso di spazi già edificati o compromessi, aree urbanizzate o già degradate, favorendo l’installazione su coperture di edificiparcheggi e aree industriali o produttive. Sono incluse anche aree dismesse non residenzialicave esaurite e discariche chiuse. L’obiettivo è ridurre il consumo di nuovo suolo e valorizzare aree già trasformate.
  • La Regione è tenuta a pubblicare la mappatura digitale delle aree idonee sul Geoportale regionale, rendendola liberamente consultabile e utilizzabile. La Giunta stabilisce le modalità di aggiornamento periodico dei dati, indicando in una apposita Relazione per ogni area le superfici disponibili e la potenza installabile. L’obiettivo è garantire trasparenza, accessibilità e aggiornamento continuo delle informazioni.
  • SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZABILE (SAU): Per preservare la destinazione agricola dei suoli viene definita la SAU come insieme dei terreni effettivamente destinati a coltivazioni e attività agricole (seminativi, prati, pascoli, colture permanenti), che costituisce il riferimento per l’installazione degli impianti FER su aree agricole, comprensiva della superficie sulla quale insistono gli impianti agrivoltaici. Sono previste tre scaglioni per limitare l’uso del suolo agricolo:

A livello regionale viene stabilita la soglia massima dello 0,8% della superficie agricola regionale utilizzata (SAU)

A livello provinciale la SAU destinabile a nuovi progetti di impianti fotovoltaici con moduli al suolo e di impianti agrivoltaici non può superare la percentuale del 2% della SAU provinciale

I Comuni possono elevare la soglia della SAU comunale fino al 5% per impianti destinati all’autoconsumo industriale o a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), e fino al 10% della SAU comunale per le imprese energivore, ovvero le imprese che hanno un consumo medio annuo di energia elettrica pari ad almeno 1 GWh/anno e che rispettino alcuni requisiti. Ogni due anni, il Consiglio regionale potrà, con apposita legge sia incrementare l’obiettivo di potenza sia adeguare le percentuali dell’0,8% della SAU regionale e del 3% della SAU comunale, bilanciando la tutela ambientale, la biodiversità, il paesaggio del settore agricolo con la promozione delle energie rinnovabili.

  • VINCOLINon vengono applicate le semplificazioni amministrative nei territori sottoposti a tutela paesaggistica, le aree protettele riserve, i parchi regionali e i monumenti naturali, i siti della Rete Natura 2000, le zone umide di importanza internazionale e i siti UNESCO.

Le semplificazioni sono applicabili per impianti fotovoltaici oltre i 500 metri da beni culturali o 3 km per impianto eolico.

Una volta raggiunti gli obiettivi di potenza installata non si potranno autorizzare nuovi impianti (anche per procedimenti in corso).

  • COMPENSAZIONI: Con successivo Regolamento regionale è prevista la possibilità di concedere ai Comuni la possibilità di monetizzare fino al 50% le compensazioni territoriali per le procedure abilitative semplificate e per impianti FER fino a 300 MW (esclusi quelli idroelettrici), compresi gli impianti di accumulo elettrico.
  • REGOLE PER IMPIANTI AGRIVOLTAICI: Al fine di evitare lo sfruttamento di parti agricole e favore dell’agrivoltaico, le norme prevedono l’obbligo di garantire almeno l’80% della produzione agricola vendibile, accompagnata da valutazione agronomica. Previsti anche sistemi di monitoraggio e controlli ogni 3 anni. Se non rispettano i requisiti sono previsti un piano di recupero o sanzioni.
  • OBBLIGHI E INCENTIVI: Per i nuovi edifici e ristrutturazioni devono integrare impianti FER, assegnando priorità nei finanziamenti ai progetti che includono rinnovabili. Possibilità di installazione semplificata per impianti geotermici, anche domestici.
  • NORME FINALI E TRANSITORIE: La legge si applica ai nuovi procedimenti, mentre i progetti già avviati contano nei limiti di SAU. Entro 60 giorni la Regione deve proceder alla pubblicazione delle mappe digitali delle aree idonee, definendo i requisiti tecnici (soprattutto per agrivoltaico).

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Pubblicato il 12 Maggio 2026
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