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Bilancio positivo dei primi 150 giorni di hub: “Oltre 70 mila vaccinazioni, pronti per terza dose”

Unanime il ringraziamento della Cooperativa Medici Insubria e dell'amministrazione comunale agli operatori e ai volontari che lavorano all'interno dell'hub vaccinale di Saronno. Monti: "Un gioco di squadra tra tanti professionisti e operatori che hanno reso possibile questo risultato"

Centro vaccinale di Saronno, conferenza stampa

A 150 giorni dall’apertura del centro vaccinale di Saronno è più che positivo il bilancio delle attività svolte in questi mesi. A tracciare un primo bilancio, nella mattinata di giovedì 9 settembre, sono Emanuele Monti, direttore della Cooperativa Medici Insubria che coordina l’hub di via Parini 54 e Augusto Airoldi, sindaco della città di Saronno.

L’hub di Saronno è stato avviato lo scorso 12 aprile inizialmente con tre linee vaccinali salite fino a cinque o addirittura a sei in base alla disponibilità di personale medico e di vaccini. Ad oggi ha permesso di vaccinare 72.961 persone provenienti da 13 Comuni del Varesotto e della Bassa Comasca, arrivando ad inoculare al giorno anche oltre 1000 dosi vaccinali.

Come descritto dai dati forniti da Regione Lombardia e diffusi dalla app del Comune di Saronno, è stato luglio, con 20.684 inoculazioni, il mese dove sono state eseguite il maggior numero di dosi vaccinali.

Una macchina organizzativa complessa che, sotto la cabina di regia delle istituzioni sanitarie regionali, la collaborazione con il Comune di Saronno e il coordinamento locale di Medici Insubria, ha coinvolto 60 medici di medicina generale del Saronnese, 17 medici volontari, 19 infermieri dei reparti di Terapia intensiva, Sala Operatoria e Unità Coronarica dell’ospedale di Saronno, 13 amministrativi, la Polizia locale della città e tantissimi volontari di associazioni locali.

Proprio nella serata di giovedì 9 settembre al centro di via Parini si terrà un evento per ringraziare medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, tecnici del Comune e Polizia municipale che hanno consentito il funzionamento dell’hub in questi mesi. L’evento per ragioni di sicurezza sarà aperto esclusivamente agli operatori, ai volontari e alla stampa.

All’evento del 9 settembre interverranno tra gli altri Letizia Moratti, vice presidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale anti-Covid Lombardia, Emanuele Monti, presidente III Commissione Permanente Sanità e Politiche Sociali e Lucas Maria Gutierrez, direttore generale ATS Insubria.

Ad esprimere grande soddisfazione e un ringraziamento per tutti i professionisti e i volontari coinvolti all’interno dell’hub è Emanuele Monti, direttore della Cooperativa Medici Insubria: «Questo evento è stato fortemente voluto come momento di ringraziamento. Non nego che quando ci siamo imbarcati lo scorso marzo in questa operazione, i dubbi erano tanti e non eravamo neanche sicuri di essere all’altezza di un’operazione così improntate. Il centro è veramente frutto di un gioco di squadra tra tanti professionisti e operatori che hanno reso possibile questo risultato: importantissimo il ruolo delle istituzioni, dei medici, delle infermiere dell’ospedale di Saronno, dei volontari e una menzione particolare per la Polizia municipale, perché ha reso possibile l’approvvigionamento dei vaccini, recandosi costantemente presso l’ospedale di Busto Arsizio per il ritiro dei vaccini».

Emanuele Monti e Augusto Airoldi

«Da aprile di strada ne è stata fatta – continua Monti -, nessuno di noi si sarebbe immaginato di potersi ritrovare oggi e di poter dire di aver eseguito oltre 70 mila vaccinazioni, vaccinazioni eseguite da medici di medicina generale e da tanti medici in pensione, che si sono sentiti di dare il loro contributo, contributo che è stato preziosissimo».

Soddisfatto anche il sindaco di Saronno Augusto Airoldi: «Come amministrazione comunale abbiamo da subito aderito alla possibilità di attivare un hub vaccinale a Saronno, quando la regione chiedeva ai Comuni la disponibilità a mettere a disposizione una struttura che rispettasse tutta una serie di requisiti. L’abbiamo sentita come una missione della nostra amministrazione, entrata in carica ad ottobre dell’anno scorso, quindi in piena seconda ondata».

Airoldi: “Candidiamo Saronno per ospitare una “Casa di Comunità”

Airoldi ha poi ricordato l’importanza del potenziamento della medicina territoriale: «Candidiamo Saronno per ospitare una “Casa di Comunità”, abbiamo già a disposizione un’area in via Fiume, raggiungibile a piedi dal centro».

Una “Casa di Comunità”, parte della riforma della legge sanitaria regionale di cui si sta discutendo negli ultimi mesi, è un punto di riferimento per la popolazione perché luogo dove il cittadino potrà trovare una risposta adeguata alle diverse esigenze sanitarie o sociosanitarie, con il fine di garantire la promozione della salute. «Il covid ci ha messo davanti ad un fatto compiuto, senza medicina territoriale, senza servizi sul territorio, gli ospedali da soli non ce la fanno – ha sottolineato il primo cittadino -. Ci sono poi tutta una serie di servizi che devi erogare continuamente, non solo quando la malattia arriva ad una fase acuta e vi è necessità di andare in ospedale. Come amministrazione comunale siamo più che disponibili a partecipare al processo di modifica della sanità territoriale in atto».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Settembre 2021
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