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Il lavoro dei volontari al centro vaccinale di Saronno: “Tutto procede al meglio. Sarà una maratona”

Divise diverse ma un obiettivo comune: contribuire alla lotta contro la pandemia. Protezione Civile, Associazione Nazionale Carabinieri e Croce Rossa spiegano com'è stata organizzata la gestione e l'attività al centro vaccini della ex scuola Pizzigoni

Vestono divise diverse ma sono accomunati dallo stesso obiettivo. Dietro le quinte dell’hub vaccinale di Saronno c’è il lavoro quasi ininterrotto dei volontari delle diverse associazioni del territorio. Il centro vaccini è gestito in collaborazione dalla Protezione Civile, dall’Associazione Nazionale Carabinieri e dalla Croce Rossa.

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Dentro l'hub vaccinale di Saronno, il racconto dei volontari 4 di 12

Il tenente Giovanni Salafia, presidente del nucleo di protezione civile dell’Associazione Carabinieri in Congedo di Saronno, Aldo Terrieri, coordinatore del gruppo comunale dei volontari di Protezione Civile di Saronno e Alberto De Benedetto, delegato area emergenza della Croce Rossa – Comitato di Saronno, spiegano com’è stata organizzata la gestione e l’attività al centro vaccini allestito alla ex scuola Pizzigoni, aperto tre settimana fa e dove ad oggi sono state vaccinate 8646 persone dall’apertura, con una media di 480 persone al giorno.

Il lavoro viene svolto in stretta sinergia e collaborazione e a completo servizio degli utenti dell’hub, che vengono accompagnati a partire dall’arrivo fino all’uscita dal centro vaccinale dopo aver ricevuto la vaccinazione.

«Abbiamo allestito questo centro vaccini in collaborazione con l’amministrazione comunale e con l’adesione di tanti volontari – spiegano – sia giovani studenti impegnati con la Croce Rossa, sia di volontari più anziani già impegnati con l’Associazione Nazionale Carabinieri o con il gruppo comunale di Protezione Civile.

Un lavoro iniziato quindi con l’allestimento dell’hub e che si prolungherà ancora per un periodo di tempo importante, fino al termine dell’attività del centro vaccini di Saronno nel contesto della campagna vaccinale: un impegno che diventa «una maratona, non uno sprint», come lo definiscono i volontari.

«La difficoltà può essere quella di organizzare il personale su un arco così ampio di tempo – raccontano – ma c’è stata grande adesione e volontà di mettersi a disposizione fin da subito per svolgere questo servizio di supporto alla cittadinanza».

Il servizio dura dodici ore e viene suddiviso su due turni da sei ore l’uno che impegnano, in condizioni normali, tra i nove e dieci volontari. Vengono quindi impiegati circa venti volontari ogni giorno.

«Sono state inizialmente individuate le postazioni che necessitavano la presenza dei volontari all’interno dell’hub – spiegano ancora i coordinatori delle tre associazioni saronnesi – dopo di che sono iniziate le operazioni di reclutamento del personale, compresi i volontari delle sezioni degli altri Comuni del comprensorio. In base al lavoro da svolgere, ogni membro delle diverse squadre di volontariato viene formato preventivamente con un vademecum ad hoc».

La Croce Rossa opera principalmente in sala vaccinale e ha cinque volontari fissi impegnati nell’amministrazione; la Protezione Civile e i Carabinieri in Congedo lavorano in altre postazioni, ma i ruoli sono intercambiabili: «C’è sinergia e forte collaborazione tra i nostri gruppi. Indossiamo divise dai colori diverse ma abbiamo un unico cuore: siamo tutti accomunati dalla stessa idea di assistenza e di collaborazione. Per ora tutto procede al meglio, non si verificano code particolari e l’organizzazione è stata ben studiata».

Le postazioni e l’organizzazione dei volontari sono state studiate ad hoc anche in base alle esperienze precedenti. Il lavoro dei volontari si suddivide in più step, dall’accoglienza all’ingresso fino al momento della vaccinazione, per accompagnare il vaccinando in tutto il percorso e le relative pratiche da svolgere prima di ricevere la dose. C’è un’assistenza costante dall’arrivo all’uscita degli utenti.

«La preoccupazione di resistere nel tempo con questa rete di volontariato sicuramente c’è, ma siamo fiduciosi. La risposta alla chiamata per operare qui è stata straordinaria e questo fa ben sperare. Stiamo valutando la possibilità di reclutare anche volontari di altri Comuni fuori provincia per allargare le nostre squadre», spiegano ancora.

Non ultimo è l’aspetto legato al supporto psicologico ai vaccinandi: «Un’iniezione fa sicuramente paura e in tanti necessitano di un appoggio quando si presentano per il vaccino – concludono – ma il nostro personale è preparato e ha l’esperienza giusta per far sentire tutti gli utenti a proprio agio».

La giornata dei volontari si conclude con la registrazione delle presenze del personale sull’apposito portale regionale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 Maggio 2021
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