Curon, la nuova serie Netflix raccontato da Andrea Leanza: “Abbiamo giocato con la creatività”

Andrea Leanza racconta come è stato lavorare sul set della nuova serie tv di Netflix: "Ci siamo occupati della realizzazione di protesi, props speciali, animali finti, ed effetti di trucco speciale"

Curon raccontato da Andrea Leanza: "Abbiamo giocato con la creatività"

Ve lo abbiamo raccontato nelle scorse ore, adesso entriamo più nei dettagli. In Curon, la nuova serie Netflix in onda dal 10 giugno, c’è il tocco di Andrea Leanza, il truccatore speciale di Saronno candidato ai David di Donatello per “Il primo re” e diventato famoso per aver trasformato Pierfrancesco Favino in Bettino Craxi in “Hammamet”.

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Curon, la nuova serie di Netflix con effetti speciali “made in Saronno”

Ci ha raccontato come ha vissuto questa esperienza sul set di una serie tv e cosa, lui e il suo team, hanno fatto in particolare per costruire gli effetti speciali e i trucchi di questa nuova serie tv Netflix: «Senza specificare troppo, per evitare spoiler, posso solo dire genericamente che nella serie Curon io e i miei collaboratori ci siamo occupati della realizzazione di protesi, props speciali, animali finti, ed effetti di trucco speciale – spiega Leanza -. Era la prima volta per me come designer di reparto per una serie TV, ed è stata una bella sorpresa scoprire che una dei registi della serie era Lyda Patitucci, con la quale avevo già collaborato su Il Primo Re di Matteo Rovere».

«È stata una bella esperienza di crescita dell’intero gruppo di persone con le quali ormai da qualche tempo collaboriamo, assieme a qualche nuovo membro temporaneo – continua -. In quel periodo abbiamo portato avanti 5 diversi progetti in contemporanea incluso questo, il che ha richiesto un grande impegno non solo di forza lavoro in laboratorio, ma soprattutto a livello organizzativo e di pianificazione sulla carta. Un’esperienza che ci ha permesso di confermare che la squadra funziona e che quando si uniscono le teste e i cuori di persone con energia positiva e la stessa voglia di mettersi in gioco, si può superare qualsiasi ostacolo e si possono raggiungere ottimi risultati a volte inaspettati».

«Mi sento fortunato di essere affiancato da così tante persone con quella stessa passione e voglia di “fare le cose bene”, di superarsi e migliorarsi da un progetto all’altro, di “non accontentarsi” e di non smettere mai di imparare cose nuove – racconta Leanza -. Seguire più progetti in contemporanea mi ha anche “costretto” a delegare alcune parti del processo creativo che solitamente negli anni passati portavo avanti da solo, e devo ammettere che all’inizio non è semplice lasciarsi andare e affidare. Io sono uno a cui piace “sporcarsi le mani”, disegnare, scolpire, progettare e fare stampi, colare siliconi e resine, stuccare, colorare…e quando posso cerco di farlo personalmente, oltre a supervisionare l’intero iter».

«Il nostro è un mestiere complicato, senza sicurezze, spesso discontinuo e all’improvviso caotico e stressante…- chiosa -. Ma se ci penso un attimo mi viene in mente che in fondo è anche il nostro “gioco da bambino” che è solo diventato più serio e professionale. Ecco, Curon ci ha permesso di “giocare” con la creatività, ancora una volta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 Giugno 2020
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