Don Roberto Malgesini verso gli altari: a Como si apre ufficialmente l’inchiesta per la beatificazione
Sabato 6 giugno nella chiesa di San Bartolomeo la prima sessione del tribunale diocesano. Il processo per il sacerdote valtellinese ucciso nel 2020 seguirà l'iter dell'offerta totale della vita
A poco meno di sei anni dalla sua tragica scomparsa, la Chiesa di Como compie il primo passo formale verso il riconoscimento della santità di don Roberto Malgesini. Nel pomeriggio di oggi, sabato 6 giugno 2026, presso la chiesa di San Bartolomeo a Como, si tiene la sessione pubblica di apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, sull’offerta del proprio vissuto e sulla perdurante fama di santità del sacerdote valtellinese.
L’evento, definito dal priore don Enzo Ravelli come «un momento particolarmente importante per la Chiesa di Como», coincide intenzionalmente con la memoria liturgica della beata suor Maria Laura Mainetti, la religiosa uccisa a Chiavenna nel 2000 e specchio di quel medesimo ideale di totale dedizione agli ultimi e ai fragili.
Il giuramento del tribunale e la via dell’offerta della vita
La sessione solenne si apre con la celebrazione dei Vespri e la lettura del “Libello”, la petizione formale presentata al Vescovo dal postulatore della causa, monsignor Ennio Apeciti. Subito dopo prestano giuramento gli Officiali nominati dal cardinale Oscar Cantoni per costituire il tribunale dell’indagine:
Delegato episcopale: don Enzo Ravelli
Promotore di giustizia: don Alberto Dolcini
Notai: la dottoressa Giusi Corbetta (attuario) e il dottor Andrea Gattoni (aggiunto)
Contestualmente giurano i membri della Commissione storica, composta da padre Luigi Nuovo, dal dottor Marco Gatti e da don Gianluca Salini, incaricati di raccogliere tutti i documenti e gli scritti del sacerdote. I lavori del pomeriggio si chiudono alle ore 18:00 con una solenne Santa Messa presieduta dal Cardinale.
A differenza dei procedimenti ordinari legati all’eroicità delle virtù o al martirio classico, la causa di don Roberto è stata introdotta “super oblatione vitae”. Si tratta di una fattispecie codificata da Papa Francesco nel 2017 che riconosce una via specifica alla santità per coloro che, pur non essendo stati uccisi in senso stretto per odio alla fede (in odium fidei), hanno consapevolmente e liberamente accettato per carità il rischio di una morte prematura a causa del proprio servizio evangelico.
Il profilo: una vita spesa tra gli ultimi
Nato a Regoledo di Cosio (Sondrio) il 14 agosto 1969, don Roberto Malgesini lavorò come ragioniere in banca prima di entrare in seminario. Ordinato sacerdote il 13 giugno 1998 dal vescovo Alessandro Maggiolini, svolse i primi anni di ministero a Gravedona e Lipomo.
La svolta della sua missione avvenne nel 2008 quando, d’intesa con il vescovo Diego Coletti, si stabilì presso la parrocchia di San Rocco a Como. Lì diede inizio a un instancabile apostolato silenzioso a favore dei senza fissa dimora, dei migranti, delle donne vittime di tratta e dei carcerati, costruendo una fitta rete di solidarietà con la Caritas e i gruppi di volontariato.
Il mattino del 15 settembre 2020, proprio nel piazzale di San Rocco mentre caricava l’auto con le colazioni da distribuire ai poveri, don Roberto venne brutalmente accoltellato da un senzatetto straniero con problemi psichici a cui lo stesso sacerdote prestava da tempo assistenza materiale e medica. Il tragico sacrificio scosse profondamente l’opinione pubblica; poche settimane dopo, il presidente Sergio Mattarella conferì alla sua memoria la medaglia d’oro al merito civile.
Le tappe del processo
L’apertura odierna del tribunale giunge al culmine di una fase preparatoria rigorosa. Il percorso ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza Episcopale Lombarda nel settembre 2025 e il successivo nihil obstat (nulla osta) da parte del Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano lo scorso 6 marzo 2026. L’Editto vescovile che ha proclamato don Roberto “Servo di Dio” era stato infine pubblicato dal cardinale Cantoni il 2 maggio scorso, restando esposto per un mese nelle curie e nelle parrocchie dove il sacerdote ha operato.
Con la sessione odierna prende ufficialmente il via la fase diocesana, mirata all’ascolto dei testimoni oculari e all’esame teologico delle opere. Tutto il materiale sigillato passerà successivamente alla fase romana presso il Vaticano dove, per giungere alla beatificazione, sarà necessaria anche la dimostrazione di un miracolo avvenuto per sua intercessione.
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