Il nuovo San Siro sarà il Generali Stadium: 71.500 posti, due anelli e apertura prevista nel 2031
Inter e Milan hanno presentato oggi, 29 ottobre, il progetto del nuovo impianto che sorgerà accanto all’attuale Meazza. Sarà un grande catino sopraelevato, con curve molto ripide, oltre 13mila posti premium e una forte componente tecnologica. Il vecchio stadio sarà in gran parte demolito
Il nuovo stadio di Inter e Milan ha un volto e, da oggi, anche un nome: si chiamerà “Generali Stadium”.
La novità è stata annunciata nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre durante la presentazione del progetto al Castello Sforzesco di Milano, dove i due club hanno illustrato le caratteristiche principali dell’impianto che dovrà sostituire l’attuale Giuseppe Meazza. Il progetto è firmato dagli studi internazionali Foster + Partners e Manica.
Il nuovo stadio sorgerà poco distante dall’attuale San Siro, nella stessa grande area acquistata da Milan e Inter dal Comune di Milano. L’obiettivo indicato è quello di arrivare all’inaugurazione nella stagione 2031-2032, anche in vista degli Europei del 2032, per i quali Milano punta a candidare il nuovo impianto.
La caratteristica più evidente sarà la forma: non più la struttura rettangolare e monumentale dell’attuale Meazza, ma un grande catino ovalizzato, rialzato rispetto al livello del terreno e collocato sopra un podio. La capienza prevista è di 71.500 spettatori, quindi inferiore agli oltre 75mila posti dell’attuale San Siro ma decisamente superiore ai 60mila posti ipotizzati nelle prime versioni del progetto.
Gli spalti saranno distribuiti su due anelli anziché tre. Le curve avranno una pendenza di circa 37 gradi, una soluzione che richiama il celebre “Muro Giallo” dello stadio del Borussia Dortmund e che punta a mantenere la sensazione di verticalità e vicinanza al campo che caratterizza San Siro. L’intenzione dichiarata è quella di creare uno stadio moderno senza perdere completamente quella pressione visiva e sonora esercitata oggi dalle tribune del Meazza.
Più di 13mila posti premium
Uno degli elementi che cambieranno maggiormente rispetto all’attuale stadio sarà il peso delle aree hospitality.
Il progetto prevede oltre 13mila posti premium, tra sky box, spazi corporate e differenti livelli di ospitalità. Una parte degli spettatori potrà avere accesso anche al cosiddetto Tunnel Club, con la possibilità di osservare attraverso una parete vetrata i calciatori mentre si preparano a entrare sul terreno di gioco.
È un aspetto centrale anche dal punto di vista economico: per Milan e Inter il nuovo impianto dovrà consentire di aumentare sensibilmente i ricavi generati nelle giornate di partita rispetto al vecchio San Siro.
Led, maxischermi e uno stadio che cambia colore
Anche la componente tecnologica avrà un ruolo molto più importante.
La facciata sarà caratterizzata da un sistema di illuminazione a led, con colori e immagini modificabili in base alla squadra che giocherà in casa. Rosso per il Milan e blu per l’Inter potranno quindi trasformare l’aspetto esterno dello stadio nelle diverse giornate.
Tra primo e secondo anello è previsto inoltre un grande sistema di schermi e led destinato a mostrare immagini, statistiche, contenuti della partita e pubblicità.
Lo stadio sarà dotato di numerosi punti ristoro, ristoranti e negozi interni, oltre a un numero maggiore di servizi igienici rispetto all’attuale impianto. L’accessibilità sarà estesa a tutti i settori anche per le persone con disabilità, attraverso ascensori e percorsi dedicati.
Parcheggi sotto lo stadio e attenzione al rumore
Il podio sul quale sorgerà l’impianto consentirà di ricavare parcheggi nella parte sottostante, mentre la copertura delle tribune sarà fissa. Il terreno di gioco resterà invece scoperto e non sono previsti né un campo retrattile né un tetto mobile.
Una delle questioni più delicate riguarda l’impatto acustico sul quartiere. Le abitazioni di via Tesio saranno infatti a poche decine di metri dal nuovo impianto. Per questo il progetto prevede importanti interventi di insonorizzazione e materiali fonoassorbenti, con un investimento indicato nell’ordine dei 100 milioni di euro per contenere il rumore verso l’esterno e, al tempo stesso, mantenere l’acustica all’interno dello stadio.
Un investimento complessivo da 2,3 miliardi
L’operazione va molto oltre la costruzione del solo stadio. Il valore complessivo dell’intervento viene stimato in circa 2,3 miliardi di euro, mentre la costruzione dell’arena vera e propria dovrebbe incidere per oltre 700 milioni.
La trasformazione riguarda complessivamente circa 281mila metri quadrati e comprende, oltre al nuovo impianto, spazi commerciali, uffici, strutture ricettive, un museo condiviso di Inter e Milan, un grande store e nuove aree verdi. Una parte significativa dell’area dovrà diventare parco pubblico.
Cosa resterà del vecchio San Siro
Il destino dell’attuale Meazza resta uno dei temi più delicati dell’intera operazione. Secondo il progetto, la maggior parte dello stadio sarà demolita dopo l’entrata in funzione del nuovo impianto. Non sparirà però completamente: dovrebbe essere conservata una porzione della struttura, una sorta di grande “L” nell’angolo sud-est tra i settori blu e arancio.
La demolizione avverrà per fasi, a partire dalla rimozione dei seggiolini e degli impianti, per poi passare alla copertura costruita in occasione dei Mondiali del 1990 e infine a spalti, rampe e torri. Per alcuni mesi i due stadi dovrebbero quindi convivere: il nuovo impianto entrerebbe in funzione nel 2031, mentre la demolizione della parte principale del Meazza dovrebbe iniziare successivamente.
I tempi: cantieri dal 2027
Prima dell’apertura dei cantieri resta però da completare un percorso autorizzativo complesso. Comune e Regione puntano a chiudere le principali procedure entro il 2027, per consentire l’avvio dei lavori nella seconda metà dell’anno. Da quel momento saranno necessari circa quattro anni per completare lo stadio.
L’obiettivo resta quello della stagione 2031-2032, anche perché il nuovo impianto rappresenta una parte importante della candidatura di Milano per ospitare alcune partite degli Europei del 2032. Restano tuttavia ancora alcuni passaggi aperti sul fronte ambientale, urbanistico e giudiziario, compresi quelli legati alla valutazione ambientale dell’intera trasformazione dell’area.
La protesta degli ultras dell’Inter
La presentazione del nuovo impianto non si è svolta senza contestazioni. All’esterno del Castello Sforzesco alcuni esponenti della Curva Nord dell’Inter hanno manifestato contro il progetto e contro la futura demolizione del Meazza, esponendo striscioni in difesa dello stadio attuale.

È il segnale di una discussione destinata a proseguire ancora a lungo: da una parte Milan e Inter puntano su un impianto più moderno e più redditizio, dall’altra il vecchio San Siro resta uno dei simboli sportivi e architettonici più riconoscibili di Milano.
Dal 29 ottobre, però, la trasformazione ha compiuto un passaggio concreto: il nuovo stadio non è più soltanto un progetto sulla carta. Ha una forma, una capienza, un cronoprogramma e anche un nome “privatizzato”, rispetto al romantico Stadio Meazza.
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