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“Dovremmo smettere di definirla artificiale”. Il film sull’AI apre Glocal DOC a Varese

Domenica 8 novembre alle 18.30 al Cinema Nuovo, con ingresso gratuito, il documentario "Wider than the Sky" di Valerio Jalongo che sarà presente in sala con la producer Valentina Malcotti. Il film sarà proiettato anche per le scuole lunedì 9 novembre

Generico 19 Oct 2026

L’intelligenza artificiale è una delle più grandi rivoluzioni del nostro tempo. Ma se invece di considerarla soltanto una tecnologia cominciassimo a guardarla come il risultato della conoscenza collettiva dell’umanità? È la domanda da cui prende forma Wider than the Sky – Più grande del cielo, il documentario di Valerio Jalongo che domenica 8 novembre, alle 18.30, al Cinema Nuovo di Varese, inaugurerà la quarta edizione di Glocal DOC, il festival del documentario organizzato da Varese Web nell’ambito di Festival Glocal. La proiezione sarà a ingresso gratuito. In sala saranno presenti il regista Valerio Jalongo e la producer Valentina Malcotti, per incontrare il pubblico e confrontarsi sui temi affrontati dal film.

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Wider than the Sky è un viaggio di 83 minuti tra laboratori di ricerca, centri di robotica, compagnie di danza e studi di artisti che sperimentano le nuove possibilità dell’intelligenza artificiale. Il documentario è stato girato in diverse parti del mondo, da Berlino a New York, da Zurigo a Los Angeles e Tokyo, e mette in dialogo protagonisti della ricerca scientifica e della creatività contemporanea, tra cui il neuroscienziato Antonio Damasio, la coreografa Sasha Waltz e l’artista Refik Anadol. Dai robot umanoidi capaci di simulare emozioni alle intelligenze artificiali che imparano attraverso tentativi ed errori, fino agli studi sul funzionamento del cervello umano, il film attraversa una frontiera che non è soltanto tecnologica. Al centro ci sono domande sulla coscienza, sui sentimenti, sulla creatività e soprattutto sul futuro di una conoscenza che potrebbe diventare patrimonio condiviso oppure concentrarsi nelle mani di pochi. Una riflessione che si inserisce nella vocazione di Glocal DOC: partire da storie e ricerche particolari per affrontare questioni universali, attraverso la forza del cinema documentario.

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La regista Valerio Jalongo racconta la genesi del progetto e le domande che hanno accompagnato diversi anni di ricerca e lavorazione. Le dichiarazioni seguenti, tratte dall’intervista contenuta nel materiale stampa, aiutano a comprendere lo sguardo con cui il regista affronta questa trasformazione.

Generico 19 Oct 2026

Perché il tuo film mette in parallelo questo fronte altamente tecnologico con arti figurative e performative tradizionali?

«Nonostante oggi si parli continuamente di I.A., spesso manca una riflessione su cosa sia davvero questa cosa, che io chiamerei invece una nascente intelligenza collettiva. Sulle sue radici così poco artificiali e così profondamente umane sappiamo pochissimo. Eppure, questa intelligenza deve moltissimo allo studio del cervello umano, per esempio. Perché chiamarla artificiale allora? E perché demonizzarla in continuazione? Al contrario, io credo che sia un’occasione quasi miracolosa per l’umanità, per la sua crescita, per la pace, per la soluzione dei grandi problemi che stanno devastando così tanti paesi e il nostro stesso pianeta. L’I.A. è tutto questo e molto di più, non è solo uno strumento come gli altri. Nel film gli artisti, la danza, ci interrogano su cosa voglia dire essere umani, perché in fondo la nascita di questa grande intelligenza, e di robot umanoidi sempre più avanzati, porta a chiedere proprio questo: tante capacità che una volta venivano definite “spirituali”, o esclusive dell’intelletto umano, sono ora frequentate dall’I.A. – questo genera paura, ma è anche un momento elettrizzante di verità, che ci condurrà a domande fondamentali sull’essere umano».

Dal tuo film sembra emergere come centrale il concetto di cooperazione, mentre nel campo tecnologico-industriale la concorrenza è molto agguerrita. Come spieghi questa dicotomia?

«Nel film seguiamo le prove di una compagnia di danza internazionale diretta da Sasha Waltz: l’arte e la scienza uniscono, creano comprensione, legami tra le persone. Anche gli artisti che creano con l’I.A. generativa in effetti collaborano con una grande intelligenza collettiva che è operativa da poco, ma che raccoglie tutto quello che l’umanità ha prodotto in migliaia di anni di storia. La competizione può essere positiva, ma su una questione come l’I.A., saranno necessarie forme di controllo politico: la logica del profitto non può essere lasciata sola a governare processi così rivoluzionari e potenzialmente pericolosi».

AI e Robotica ci lusingano con la promessa di un futuro totalmente nuovo e migliore, ma ci sono molte voci che evidenziano anche i rischi di questo galoppante sviluppo tecnologico: tu che posizione hai?

«Penso che ci sia molta ansia in giro, perché sappiamo che molti lavori cambieranno, altri spariranno. Ma è un errore concentrarsi solo su questo come spesso hanno fatto i media. Credo invece che la questione centrale sia chi controlla questa enorme intelligenza, e per quali scopi. A livello individuale e collettivo, i benefici dell’I.A. possono essere enormi, se sarà gestita da società e da governi autenticamente democratici. Se insomma servirà per colmare i divari all’interno della società e tra i popoli e non per esacerbarli o addirittura per dare forza ai conflitti e a politiche neo-coloniali».

Come immagini la nostra vita tra 20 anni, quando quei prototipi che vediamo nel tuo film saranno nelle nostre case?

«La cosa esaltante e allo stesso tempo incredibile del periodo che stiamo vivendo è che nel futuro ci volteremo indietro e ci renderemo conto che è in questa manciata di anni che vanno dal novembre del 2022 ai prossimi 4-5 anni al massimo… che si definirà il modello vincente dell’I.A. e la sua filosofia. E lo stesso vale per la robotica che sarà sempre più integrata, come si vede anche nel film, con l’I.A. Insomma abbiamo una enorme responsabilità nei confronti delle future generazioni».

Il film anche per le scuole: lunedì 9 novembre

Proprio per la rilevanza di questi temi, Wider than the Sky sarà proposto anche agli studenti nell’ambito di Glocal DOC Scuole, il programma di proiezioni mattutine dedicato agli istituti scolastici della provincia. L’appuntamento è per lunedì 9 novembre alle ore 10.00 al Cinema Nuovo di Varese, con la presenza di Valerio Jalongo e Valentina Malcotti. Sarà un’occasione per affrontare con gli studenti le opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale, ma anche per riflettere sul rapporto tra creatività umana, ricerca scientifica, responsabilità e futuro del lavoro. Le proiezioni scolastiche sono gratuite. Gli insegnanti interessati a partecipare con le proprie classi possono richiedere informazioni e prenotare scrivendo a glocaldoc@gmail.com.

Come partecipare alla serata di apertura dell’8 novembre

Domenica 8 novembre 2026 – ore 18.30
Cinema Nuovo – Varese
Wider than the Sky – Più grande del cielo
Regia di Valerio Jalongo – Italia/Svizzera, 2025 – 83 minuti

Ospiti: Valerio Jalongo e Valentina Malcotti.

Ingresso gratuito con prenotazione consigliata.

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La quarta edizione di Glocal DOC proseguirà fino al 12 novembre con documentari in concorso, appuntamenti dedicati alle scuole, incontri con registi e autori, eventi speciali e la premiazione finale.

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Pubblicato il 21 Ottobre 2026
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