Saronno protagonista di “Varese Cultura 2030” con teatro, immagini immersive e l’arte urbana di Ravo
Nell ambito del progetto della Provincia "Varese cultura 2030" il Comune punta a mettere in dialogo patrimonio e contemporaneità, coinvolgendo anche scuole e realtà culturali cittadine
Saronno punta sulla cultura contemporanea e lo fa attraverso tre progetti che mettono in dialogo il patrimonio della città con nuovi linguaggi artistici. Sono queste le iniziative presentate questa mattina con cui il Comune partecipa a “Varese Cultura 2030”, il progetto della Provincia di Varese che mira a costruire una rete culturale provinciale mettendo in relazione territori, istituzioni e patrimonio. Saronno è individuata tra i poli strategici della rete insieme a Varese, Busto Arsizio e Gallarate.
Il progetto saronnese si sviluppa lungo tre direttrici: una rassegna teatrale dedicata alla prosa contemporanea, un intervento di street art e un percorso di proiezioni immersive dedicato alla città e al suo patrimonio storico-artistico.
La nuova drammaturgia arriva in teatro
Il primo intervento porta il contemporaneo all’interno della programmazione del Teatro Giuditta Pasta, con un percorso dedicato a una nuova generazione di drammaturghi, attori, performer e danzatori.
La figura di Lucilla Morlacchi sarà il riferimento ideale per raccontare il rapporto tra tradizione e nuova drammaturgia, con richiami anche alle esperienze di Giovanni Testori e Franco Parenti. Il progetto prevede la presenza di compagnie e artisti della scena contemporanea, affiancata da momenti di incontro e approfondimento legati agli spettacoli.
L’obiettivo non è quindi soltanto proporre una serie di appuntamenti, ma contribuire a fare di Saronno un luogo di produzione, incontro e sperimentazione culturale. Nel progetto saranno coinvolti anche la Fondazione Culturale Giuditta Pasta e gli istituti scolastici cittadini, con l’intento di creare nuove occasioni di partecipazione per il pubblico e per le giovani generazioni.
La street art porta Bacco e Arianna in città
Il secondo progetto porta invece l’arte fuori dagli spazi tradizionali. È prevista la realizzazione di un’opera di street art firmata da Andrea Ravo Mattoni, che riprodurrà una scena del mito di Bacco e Arianna.
L’intervento permetterà di rendere visibile nello spazio urbano il capolavoro seicentesco di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, oggi custodito all’interno della sala studio della Biblioteca civica. Un modo per mettere in relazione arte antica e linguaggi contemporanei, portando nel tessuto cittadino un’opera ispirata al patrimonio artistico saronnese.
A dicembre le proiezioni immersive dedicate a Saronno
Il terzo intervento sarà invece affidato alle immagini. Per tutto il mese di dicembre sono previste una serie di proiezioni sulla chiesa prepositurale dedicate a Saronno, pensate come un nuovo strumento per raccontare la città e il suo patrimonio storico-artistico.
Tre progetti diversi, dunque, che condividono l’idea di mettere in dialogo la storia culturale della città con la contemporaneità: il teatro e la nuova drammaturgia, l’arte urbana e le tecnologie immersive diventano così strumenti per raccontare Saronno attraverso prospettive e linguaggi differenti.
“Guardare oltre i confini”
«Essere parte di Varese Cultura 2030 significa per Saronno scegliere di guardare oltre i propri confini e, nello stesso tempo, valorizzare ciò che rende unica la nostra città», ha detto la sindaca Ilaria Pagani, evidenziando l’obiettivo di mettere maggiormente in relazione luoghi, realtà e storia culturale cittadina con il territorio provinciale. «Vogliamo che la cultura sia sempre più uno strumento capace di creare partecipazione, occasioni per i giovani e nuove connessioni tra Saronno e il territorio».
Per l’assessora alla Cultura e Politiche educative Maria Cornelia Proserpio, Saronno porta nella rete «la propria identità, scegliendo di mettere in dialogo patrimonio e contemporaneità, teatro e arti visive, tradizione e nuovi linguaggi».
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