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Varese quarta provincia lombarda per occupati nel turismo: supera Como e si piazza subito sotto la terna Milano-Brescia-Bergamo

16.562 lavoratori medi nel 2024, circa 400 in più rispetto alla provincia comasca. Ma in Lombardia quasi un contratto su due è part-time

Campagnano 2025 sagra
(Foto Davide Altieri)

Varese si conferma tra i territori più solidi della Lombardia per occupazione nel turismo. Secondo il rapporto sul lavoro pubblicato da UIL Lombardia, che analizza i dati 2024 su occupazione, retribuzioni e contratti del settore, la provincia conta 16.562 dipendenti medi, il quarto valore più alto della regione dopo i poli di Milano (121.605), Brescia (33.564) e Bergamo (29.700).
E alle spalle di Varese si piazza, a sorpresa, la blasonata e nota internazionalmente  Como, con 16.154 dipendenti medi, anche se la differenza tra le due province è di circa 400 unità, la più contenuta tra tutte le posizioni della classifica regionale.

Le prime tre province, Milano, Brescia e Bergamo, concentrano da sole il 70,4% dell’occupazione turistica lombarda. Varese e Como, insieme, pesano per circa il 12,5% del totale e condividono lo stesso profilo funzionale: il rapporto le colloca infatti, assieme a Brescia e Bergamo, nel cluster “laghi e città d’arte“, un modello di turismo che unisce la domanda urbana legata ai capoluoghi all’attrattività dei territori lacustri.

IN CRESCITA, MA IN RALLENTAMENTO, L’OCCUPAZIONE REGIONALE

A livello regionale, il 2024 si chiude con 262.506 dipendenti medi nel settore, l’11,8% in più rispetto al 2019, prima della pandemia. La crescita rispetto al 2023 è del 4,9%, un ritmo che UIL Lombardia definisce in rallentamento rispetto ai rimbalzi degli anni precedenti (+24% nel 2022, +9,3% nel 2023) e inferiore sia alla media nazionale (+7,4%) sia all’andamento delle presenze turistiche in Lombardia, cresciute dell’8% nello stesso anno (+12,5% a Milano): indicatori diversi, occupazione da un lato e flussi turistici dall’altro, che nel rapporto non sempre procedono di pari passo.

Sul fronte della qualità del lavoro, il rapporto non fornisce dati disaggregati per provincia, ma restituisce una fotografia regionale che riguarda anche i territori come Varese e Como, inseriti nello stesso comparto. Il 48,6% dei rapporti di lavoro nel turismo lombardo è a tempo parziale, e la retribuzione media annua lorda si ferma a 16.026 euro, contro una media di 24.486 euro per l’insieme dei dipendenti privati non agricoli. Oltre l’80% dei lavoratori del settore è inquadrato come operaio, mentre donne (52,8%), giovani under 40 (58,7%) e lavoratori stranieri (32,3%) ne sostengono buona parte dell’occupazione.

Il rapporto segnala inoltre un problema di dumping contrattuale: a parità di mansione, l’applicazione di un contratto non confederale, come il CCNL ANPIT-CISAL, può comportare fino a 6.220 euro lordi in meno all’anno rispetto ai contratti firmati da Filcams, Fisascat e Uiltucs, che coprono comunque il 98% dei dipendenti del settore in regione.

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Pubblicato il 13 Luglio 2026
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