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Ibs Technology di Tradate, dopo il successo dello sciopero i sindacati sfidano l’azienda: “Ora passiamo ai fatti, convocateci”

Al centro della vertenza che ha portato allo sciopero di venerdì 5 giugno c'è la natura delle concessioni economiche. La Fiom-Cgil e la Rsu rispediscono al mittente le soluzioni unilaterali adottate finora dalla dirigenza ma aprono al confronto

Lavoro generiche

Non cala la tensione alla Ibs Technology di Tradate, ma dopo il muro contro muro dei giorni scorsi si apre uno spiraglio di trattativa, seppur condizionato. Le Organizzazioni dindacali e la Rsu hanno tracciato un bilancio dello sciopero generale di 8 ore proclamato per venerdì 5 giugno, definendolo un «successo totale».

«Il presidio permanente organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento ha visto un’altissima partecipazione, in particolare nei reparti produttivi, portando di fatto al blocco dell’attività della fabbrica»,dicono i sindacati. Una risposta netta da parte dei lavoratori che, secondo i rappresentanti sindacali, replica punto per punto alle ultime posizioni diffuse dalla direzione aziendale.

«Il welfare non basta»

Al centro della disputa c’è la natura delle concessioni economiche. La Fiom-Cgil e la Rsu rispediscono al mittente le soluzioni unilaterali adottate finora dalla dirigenza. «L’importante partecipazione allo sciopero dimostra che le misure unilaterali e i 6,30€ di welfare per il turno notturno sbandierati dall’azienda non rispondono alle reali esigenze» attaccano i sindacati. La richiesta che arriva dalla fabbrica è un’altra: i lavoratori esigono «aumenti strutturali, concordati a partire dalle proprie esigenze, e non mance virtuali calate dall’alto».

I numeri della crescita

I rappresentanti dei lavoratori battono cassa guardando proprio ai bilanci della stessa Ibs. Viene ricordato come l’azienda abbia dichiarato pubblicamente una crescita media del fatturato pari al 12% annuo negli ultimi vent’anni sotto l’egida del Gruppo Hydac.

«Questi dati – spiega Alessandro Gravante della Fiom-Cgil Varese – certificano che esistono tutti i margini economici per aprire la contrattazione di secondo livello». L’obiettivo è firmare un Premio di risultato che sia dignitoso per chi produce questa ricchezza, in linea con quanto previsto dal contratto nazionale dei metalmeccanici e già applicato in un centinaio di aziende del comparto in tutta la provincia di Varese. Secondo il sindacato, negare questo tavolo significa mettersi «fuori da un contesto territoriale fondato sul reciproco riconoscimento delle parti».

La sfida del dialogo (ma resta lo stato di agitazione)

Nonostante i toni duri, la parte sindacale non chiude la porta, anzi raccoglie l’invito della Ibs a proseguire un “dialogo costruttivo in un clima di rispetto”.

«Noi raccogliamo la sfida: comunichiamo fin da ora la nostra piena e immediata disponibilità a un incontro per aprire la trattativa. Passiamo dalle parole ai fatti: l’azienda ci convochi» è l’appello lanciato da Gravante.

L’apertura al tavolo non significa però un passo indietro sulle forme di protesta. In attesa di una convocazione seria che metta all’ordine del giorno il Premio di Risultato, il salario reale e la conciliazione vita-lavoro, i sindacati confermano che lo stato di agitazione prosegue, così come restano congelati gli straordinari e il blocco della flessibilità.

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Pubblicato il 09 Giugno 2026
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