Il Parco Pineta racconta il progetto Sintab: “Ricerca e studio sulle piante invasive per far stare meglio l’uomo”
Al "La Materia del Giorno" il presidente del Parco Pineta Mario Clerici ha spiegato qual è stata l'idea che ha lanciato il progetto interreg e quali gli obiettivi da raggiungere nel triennio
Il progetto Sintab entra nel vivo della sua fase operativa, consolidando la collaborazione tra Italia e Svizzera per la tutela della biodiversità. A poco più di un anno dal lancio ufficiale avvenuto a Castelnuovo Bozzente, il presidente del Parco Pineta, Mario Clerici, ha tracciato un bilancio delle attività in corso e degli obiettivi futuri. L’iniziativa, finanziata dai fondi europei Interreg, vede impegnati fianco a fianco il Parco Pineta, il Parco Campo dei Fiori, il Comune di Cantello e diversi partner scientifici del Canton Ticino per la salvaguardia del territorio di confine tra le province di Varese, Como e l’area elvetica.
Il monitoraggio delle specie invasive
Uno dei pilastri del progetto riguarda il contenimento delle specie cosiddette invasive, piante e animali che minacciano l’equilibrio degli habitat locali. «Il cuore del progetto – spiega Mario Clerici – riguarda lo studio e il contenimento delle specie invasive, un termine che oggi preferiamo a “esotiche” perché il problema non è la provenienza lontana, ma il modo in cui una specie si rapporta con l’habitat».
Il riferimento è a vegetali come la quercia rossa o ad animali come le tartarughe dalle orecchie rosse, spesso abbandonate da privati cittadini, che finiscono per occupare ogni spazio disponibile a danno delle specie autoctone. L’obiettivo dei partner è quello di individuare buone pratiche per arginare lo sconvolgimento degli ecosistemi.
Cantieri aperti e ricerca scientifica
Sintab non si limita alla teoria, ma prevede interventi strutturali significativi sul territorio. Al Parco Pineta nascerà un centro di ricerca dotato di laboratorio e foresteria per ospitare studenti e ricercatori, mentre il Comune di Cantello sta lavorando alla riqualificazione di una zona umida di confine. Parallelamente, il Parco Campo dei Fiori si sta occupando del Centro Geofisico e del ripristino di altre aree umide essenziali per la biodiversità.
In questo contesto, la ricerca scientifica gioca un ruolo fondamentale: «C’è poi una parte scientifica importante – prosegue Clerici – svolta in collaborazione con le università, che riguarda il monitoraggio di specie target. Penso alle ricerche sulle cince o al progetto Life sul Pelobate Fosco, un raro ranocchio a rischio estinzione. Fondamentale in questo processo è il ruolo dei volontari: senza la raccolta capillare dei dati, la scienza rimarrebbe solo teoria».
Una filosofia del benessere naturale
Oltre ai risultati tecnici e scientifici, il progetto Sintab punta a promuovere un modo diverso di vivere l’ambiente. L’idea è che la protezione del bosco e delle sue creature abbia un riflesso diretto sulla qualità della vita dei cittadini. La narrazione del territorio passa quindi attraverso l’emozione e la consapevolezza del patrimonio naturale che circonda le comunità locali.
«Vogliamo trasmettere la meraviglia che si prova osservando i piccoli abitanti di uno stagno con una lente d’ingrandimento o passeggiando nel bosco – conclude il presidente del Parco Pineta –. In un mondo frenetico e spesso conflittuale, conoscere la flora e la fauna serve innanzitutto a far stare meglio l’uomo. La nostra filosofia è quella di offrire un modo diverso di vivere: respirare lentamente e godere della bellezza della natura per un benessere generale».
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