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Sicurezza sul lavoro, il Pd a Palazzo Pirelli: «Un morto ogni tre giorni, le politiche attuali non bastano»

L'analisi del Partito Democratico parte dai dati Inail, che mostrano una sostanziale stabilità del fenomeno negli anni. In Lombardia gli infortuni mortali sono passati dai 54 del 2018 ai 61 del 2024

Generico 18 May 2026

Un morto ogni tre giorni dall’inizio dell’anno e una media di 320 denunce di infortunio al giorno. Sono i numeri «agghiaccianti» tracciati dal consigliere regionale del Partito Democratico, Samuele Astuti, in apertura del convegno sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro organizzato dal gruppo dem a Palazzo Pirelli. Un bilancio che fotografa un’emergenza ancora drammaticamente attuale sul territorio lombardo.

L’incontro è nato con l’obiettivo di raccogliere spunti e riflessioni per il percorso istituzionale ancora da compiere. Proprio nel dicembre 2025 si sono conclusi i lavori della Commissione d’inchiesta regionale – presieduta dallo stesso Astuti e fortemente voluta dalle opposizioni –, che in 41 sedute e 40 audizioni ha approvato all’unanimità 18 proposte indirizzate alla Giunta.

Da quel lavoro è emersa la necessità di istituire una Commissione speciale permanente. I compiti del nuovo organismo saranno tre: elaborare nuove proposte, affinare quelle esistenti e monitorare che l’esecutivo regionale assolva ai propri compiti. «Le questioni aperte sono ancora tante – ha spiegato Astuti –: serve rafforzare il coinvolgimento dei datori di lavoro, migliorare la formazione e, soprattutto, diffondere una cultura della sicurezza che ancora non è abbastanza presente nel nostro Paese e nella nostra Regione».

I dati: stabilità nei decessi e l’allarme per i lavoratori stranieri

L’analisi del Partito Democratico parte dai dati Inail, che mostrano una sostanziale stabilità del fenomeno negli anni. In Lombardia gli infortuni mortali sono passati dai 54 del 2018 ai 61 del 2024. «Questo significa che, se non c’è stato un calo degli incidenti, le politiche attuate fino ad oggi non sono state adeguate», ha rimarcato il consigliere dem.

Tra i passaggi più critici della relazione emerge il dato relativo ai lavoratori stranieri. A fronte del 13% di ore complessive lavorate da personale straniero, la quota di vittime sale drammaticamente al 25%. Una sproporzione che, secondo l’esponente del Pd, impone la necessità di rendere la formazione e le prescrizioni di sicurezza realmente comprensibili a tutti.

Sul fronte delle risorse e dell’azione politica si registra l’attacco del capogruppo Pierfrancesco Majorino nei confronti del Pirellone. «La Regione Lombardia latita – ha dichiarato Majorino –. Nel bilancio di previsione 2025, grazie a un duro ostruzionismo, siamo riusciti a far istituire un fondo da tre milioni di euro per la sicurezza sul lavoro, ma quel fondo non è ancora stato attivato».

La richiesta finale è quella di accelerare il passaggio dalle analisi ai fatti per invertire la rotta. «Siamo ancora solo ai nastri di partenza – ha concluso Astuti –. Ora è fondamentale proseguire nell’azione istituzionale per trasformare le indicazioni in risultati concreti, perché l’obiettivo imprescindibile di arrivare a zero vittime sul lavoro è ancora molto lontano».

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Pubblicato il 18 Maggio 2026
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