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Lo sport che guarda alle capacità: verso il convegno “Disabilità e sport nel cuore” a Varese su Radio Materia

Prima puntata del podcast che ci accompagnerà verso l'evento del 31 ottobre a Ville Ponti con Roberto Bof, Michaela Fantoni, Roberta Anselmi e Christian Bottesin

christian bottesin michaela fantoni roberta anselmi


Lo sport come occasione per conquistare autonomia, costruire relazioni e valorizzare le capacità di ogni persona. È questo il filo conduttore della puntata di Radio Materia dedicata all’attività motoria e sportiva per bambini e ragazzi con disabilità, primo appuntamento di un percorso che accompagnerà al convegno “Disabilità e sport nel cuore”, in programma il 31 ottobre alle Ville Ponti di Varese.

A condurre il confronto Roberto Bof, componente del gruppo organizzatore dell’iniziativa e da tempo impegnato nel mondo dello sport paralimpico. Con lui la psicologa dello sport e psicoterapeuta Michaela Fantoni, Roberta Anselmi, segretaria di FISDIR Lombardia, e Christian Bottesin, osteopata e fisioterapista che collabora con la Federazione Italiana Canottaggio e con lo staff tecnico del settore Pararowing a Corgeno.

Guardare alle capacità prima che alla diagnosi

Uno dei temi centrali della conversazione è stato quello del linguaggio. Parlare di persone con disabilità, e soprattutto riconoscere le diverse abilità di ciascuno, significa spostare l’attenzione dalla diagnosi alla persona, alle sue risorse e alle possibilità di crescita. Un approccio che Michaela Fantoni porta anche nel proprio lavoro di psicologa dello sport: non partire esclusivamente da ciò che una persona non riesce a fare, ma individuare capacità e potenzialità sulle quali costruire un percorso. Lo stesso principio vale quando si parla di atleti con disabilità. Il confronto ha messo in evidenza la necessità di evitare anche la retorica del “supereroe”: chi pratica sport si allena, affronta difficoltà, migliora e compete. La disabilità è una caratteristica della persona, ma non deve diventare l’unico elemento attraverso il quale raccontarla.

Lo sport per conquistare autonomia

Per bambini e ragazzi l’attività motoria può rappresentare un passaggio importante verso una maggiore autonomia dalla famiglia. Allenarsi significa imparare a stare in un gruppo, confrontarsi con compagni e tecnici, rispettare regole e tempi, affrontare successi e difficoltà. Lo sport diventa così uno spazio nel quale sviluppare socialità ed empatia, oltre naturalmente ai benefici legati al movimento e al benessere fisico e psicologico.

Particolare attenzione è stata dedicata alla disabilità intellettivo-relazionale, dove le difficoltà possono non essere immediatamente visibili. In questi casi diventa ancora più importante costruire un ambiente capace di adattare modalità, spiegazioni e regole alle esigenze dell’atleta, coinvolgendo e accompagnando anche la famiglia. È proprio su questo terreno che svolgono un ruolo decisivo associazioni e società sportive, chiamate spesso a fare da raccordo tra genitori, tecnici e federazioni.

Sul lago di Comabbio l’esperienza del Parowing

Tra le esperienze raccontate durante la puntata c’è quella del Parowing sul lago di Comabbio, a Corgeno, dove il movimento del canottaggio paralimpico sta ripartendo grazie anche al lavoro dello staff tecnico del quale fanno parte Christian Bottesin e Paola Grizzetti. Il canottaggio paralimpico prevede differenti classificazioni, PR1, PR2 e PR3, sulla base delle possibilità funzionali degli atleti. Ma accanto all’aspetto tecnico emerge quello relazionale: stare sulla stessa barca significa necessariamente imparare a muoversi insieme. Una dimensione particolarmente evidente nelle imbarcazioni di squadra, dove il risultato nasce dalla capacità di coordinarsi e trasformare caratteristiche individuali differenti in un gesto comune.

Le famiglie tra burocrazia e bisogno di informazioni

Avvicinare un figlio allo sport, però, non è sempre semplice. Nel podcast è emerso come procedure, certificazioni, tesseramenti e adempimenti legati alla privacy possano trasformarsi in ostacoli, soprattutto per una famiglia che si affaccia per la prima volta a questo mondo. Da qui l’importanza di avere sul territorio persone e associazioni in grado di accompagnare i genitori, spiegando concretamente cosa fare e a chi rivolgersi. Uno dei problemi è infatti riuscire a trovare l’attività giusta e, prima ancora, sapere quali opportunità esistono vicino a casa. Informazioni che spesso sono frammentate tra associazioni, società sportive e singole realtà territoriali.

Una mappa dello sport accessibile nel Varesotto

Proprio per rispondere a questa necessità nasce il censimento delle attività motorie e sportive accessibili, uno dei progetti che saranno al centro del convegno “Disabilità e sport nel cuore” del 31 ottobre. L’obiettivo è costruire una banca dati digitale facilmente consultabile anche da smartphone, attraverso la quale le famiglie possano individuare centri, associazioni e discipline disponibili sul territorio. La mappatura punta a comprendere la provincia di Varese e ad allargare lo sguardo alle realtà vicine, da Como al Canton Ticino, mettendo in rete opportunità che già esistono ma che non sempre sono semplici da conoscere.

Il convegno alle Ville Ponti sarà anche un’occasione per mettere allo stesso tavolo associazioni sportive, tecnici, famiglie e istituzioni sanitarie. L’obiettivo è creare collegamenti più semplici tra chi cerca un’attività e chi può offrirla, riducendo l’isolamento che molte famiglie possono incontrare nel proprio percorso.

La puntata di Radio Materia è la prima di quattro dedicate a questi temi. Un percorso di avvicinamento al 31 ottobre che parte da un principio semplice: rendere l’attività motoria e sportiva realmente accessibile significa permettere a ogni bambino e ragazzo di trovare uno spazio nel quale mettere alla prova e sviluppare le proprie capacità.

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 07 Ottobre 2026
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