Tensione a Venegono Superiore sui lavori all’aeroporto: “Non è una semplice manutenzione”
Un partecipato incontro del Comitato "Meno Pista Più Paesaggio e Pace" mette nel mirino il cantiere da due milioni di euro nell'area di Leonardo Spa. Presentato un esposto-diffida in Comune per chiedere lo stop ai lavori e un tavolo di confronto
Una cinquantina di cittadini si sono ritrovati al Castello dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore per l’incontro pubblico promosso dal Comitato spontaneo “Meno Pista Più Paesaggio e Pace”. Al centro del dibattito, il cantiere avviato nell’area aeroportuale e commissionato da Leonardo Spa. Un’opera autorizzata dal Comune tramite SCIA per manutenzione straordinaria, dal valore di circa due milioni di euro, che prevede la realizzazione di un’area di sicurezza (overrun) di 180 metri a nord di via De Gasperi, lo spostamento dell’antenna ILS e del sistema LOC, oltre all’installazione di una barriera d’arresto sulla pista esistente.
La posizione del Comitato e i dubbi procedurali
Ad aprire la serata è stato Fabio Mattiuzzo, esperto di Architettura del Paesaggio, che ha ricostruito le tappe dell’iniziativa a partire dai primi interventi di bonifica riscontrati nel marzo 2026. Secondo Mattiuzzo, pur non trattandosi formalmente di un allungamento della pista di decollo, nei fatti si assiste a una concreta antropizzazione del territorio: un tratto di prato stabile agricolo viene spianato, consolidato con pietrisco e recintato per far spazio all’infrastruttura di supporto ai velivoli. Tra le criticità contestate figurano la classificazione dell’area a destinazione agricola (C1) nel PGT priva di preventivo passaggio in variante, la mancata attivazione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il consumo di suolo inedificato e una classificazione di sensibilità paesaggistica ritenuta incoerente con il valore della Piana.
Il quadro industriale e il contesto locale
Durante il confronto è intervenuto anche Elio Pagani, presidente dell’associazione Abbasso la guerra OdV, che ha ripercorso le dinamiche del passaggio dell’infrastruttura dal Demanio Militare a quello Civile nell’agosto 2024. Con il passaggio sotto la gestione ENAC sono venute meno le deroghe militari, rendendo l’adeguamento un atto dovuto per la normativa civile ICAO; tuttavia, è stato evidenziato come gli interventi rispondano anche agli standard necessari per i test sui velivoli ad alte prestazioni di Leonardo, come l’addestratore M346. In seguito, Carlo Incarbone e Giorgio Gallo hanno focalizzato l’attenzione sulla vivibilità dei residenti, paventando un aumento dell’inquinamento acustico e atmosferico, oltre alla necessità di rivedere i Piani aziendali e di Protezione Civile per l’aggiornamento dei rischi. Tra le proposte avanzate dal Comitato figurano l’avvio di una Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS) su area vasta e la creazione di un fondo fidejussorio per eventuali ripristini ambientali.
Azione legale e prossimi passi
A tracciare le conclusioni della serata sono stati Carlo Benedusi e Roberto Restelli, che hanno riassunto le linee guida della protesta attorno a tre temi principali: trasparenza procedurale, tutela dell’ambiente e della salute pubblica, e questioni etiche legate alla presenza dell’industria aeronautica. Il Comitato ha confermato di aver già depositato un esposto-diffida presso il Comune di Venegono Superiore con l’intento di portare l’Amministrazione a verificare i passaggi autorizzativi, sospendere temporaneamente i lavori e aprire un canale di dialogo con la cittadinanza.
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