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I Quaderni del Cairoli compiono 40 anni: Nerella Botta racconta una storia unica

Il progetto nato nel 1987 grazie al preside Livio Ghiringhelli continua a crescere e a rinnovarsi, mantenendo vivo il legame tra memoria storica, attività didattica e produzione culturale

nerella botta


Quarant’anni di pubblicazioni consecutive, centinaia di contributi scientifici e culturali, generazioni di studenti e docenti coinvolti. I Quaderni del Cairoli, annuario del Liceo Classico Ernesto Cairoli di Varese, rappresentano una delle esperienze editoriali scolastiche più longeve e prestigiose d’Italia. A raccontarne la storia è stata la professoressa Nerella Botta, ospite della trasmissione Chi l’avrebbe mai detto di Radio Materia.

Curatrice della pubblicazione dal 2009, Botta è una delle figure che più hanno contribuito alla crescita e all’evoluzione dei Quaderni, trasformati nel tempo da semplice annuario scolastico a rivista culturale di alto profilo, riconosciuta anche a livello istituzionale.

Un patrimonio culturale nato quasi quarant’anni fa

La storia dei Quaderni del Cairoli riparte nel 1987 grazie all’intuizione dell’allora preside Livio Ghiringhelli, che decise di recuperare la tradizione dell’annuario scolastico. Da allora la pubblicazione non ha mai interrotto le proprie uscite, arrivando oggi al traguardo dei quarant’anni consecutivi. Un risultato particolarmente significativo in un panorama scolastico dove molte esperienze analoghe sono scomparse nel tempo.

Negli anni i Quaderni sono cresciuti sia nei contenuti sia nelle dimensioni: dai 128 fogli delle prime edizioni si è passati a volumi che superano le 450 pagine, oggi distribuiti in formato digitale e depositati presso importanti istituzioni culturali, tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Dal 2013 la pubblicazione è inoltre dotata di codice ISSN, riconoscimento che ne certifica il carattere di periodico.

Il ruolo di Nerella Botta

Dal numero 24, pubblicato nel 2009, la cura editoriale è passata nelle mani della professoressa Nerella Botta, che da sedici anni coordina il lavoro redazionale. Nel corso dell’intervista ha spiegato come la realizzazione dell’annuario richieda un’attività complessa che comprende la raccolta dei materiali, la selezione dei contributi e la revisione finale dei testi. Un processo che la docente sintetizza attraverso tre termini della tradizione filologica latina: collatio, recensio ed emendatio.

Sotto la sua guida i Quaderni hanno saputo rinnovarsi anche dal punto di vista organizzativo. La pandemia ha accelerato il passaggio da una gestione prevalentemente cartacea a procedure digitali che hanno reso più semplice il dialogo con autori e collaboratori, mantenendo però intatta la qualità scientifica dei contenuti.

Botta descrive la pubblicazione come una Satura Lanx, un “piatto di primizie” che raccoglie contributi di letteratura, filosofia, storia, arte e scienze, rispecchiando la vivacità culturale che da sempre caratterizza il liceo varesino.

Un lavoro corale

Se Nerella Botta rappresenta oggi il punto di riferimento dell’annuario, la sua realizzazione è il risultato di un lavoro collettivo che coinvolge numerose figure. Tra i collaboratori più importanti c’è il professor Pietro Santi, che affianca la curatrice nelle attività redazionali, nella distribuzione della pubblicazione e nel rapporto con gli studenti. Un contributo significativo è arrivato negli anni anche dall’ex dirigente scolastico Salvatore Consolo, che ha sostenuto il progetto occupandosi delle relazioni istituzionali e promuovendo la distribuzione gratuita dell’annuario agli studenti. Fondamentale anche il supporto di Paola Squizzato, responsabile della tipografia che segue con attenzione la realizzazione materiale del volume. La storia dei Quaderni è inoltre legata al lavoro dei curatori che hanno preceduto Botta: dopo Livio Ghiringhelli si sono succeduti i professori Gallina, Vallini, Rosalba Ferrero e Talamona, che ha guidato la pubblicazione per nove anni prima del passaggio di consegne.

Una rivista che unisce scuola e ricerca

Uno degli elementi che rende i Quaderni del Cairoli un’esperienza unica è la capacità di mettere in dialogo il mondo della scuola con quello della ricerca e della cultura.

Le pagine dell’annuario ospitano infatti contributi di studiosi e personalità di rilievo come Giorgio Bárberi Squarotti, Viotto, Cottini e lo stesso Livio Ghiringhelli. Tra gli autori più fedeli figurano inoltre studiosi legati al liceo da rapporti di stima e collaborazione, come i professori Zoboli, Carini e Fiegna.

La struttura della pubblicazione si articola oggi in tre sezioni principali: i saggi scientifici e umanistici, i progetti realizzati all’interno dell’istituto e gli elaborati degli studenti.

Proprio quest’ultimo aspetto viene considerato fondamentale da Nerella Botta, convinta che il coinvolgimento diretto degli alunni sia il modo migliore per mantenere viva una tradizione che continua a rinnovarsi generazione dopo generazione.

Un riconoscimento che guarda al futuro

Il valore culturale dei Quaderni del Cairoli è stato riconosciuto anche dalle istituzioni, fino a ricevere l’apprezzamento della Presidenza della Repubblica. Un risultato che conferma l’importanza di una pubblicazione capace di conservare la memoria storica del liceo e, allo stesso tempo, di offrire uno spazio di confronto alle nuove generazioni. Dopo quarant’anni di storia, l’annuario del Cairoli continua così a rappresentare un ponte tra passato e futuro, mantenendo vivo il dialogo tra studenti, docenti, ex alunni e studiosi che ruotano attorno a una delle realtà scolastiche più prestigiose della provincia di Varese.

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Pubblicato il 05 Giugno 2026
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