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È morto Francesco Guccini

Aveva 86 anni. Si è spento a Pavana, sull'appennino tosco emiliano, dove viveva circondato dai famigliari

Generico 03 Aug 2026

Questa mattina a Pavana si è spento, a 86 anni, Francesco Guccini. Lo rende noto la famiglia – la moglie Raffaella, la figlia Teresa e gli altri familiari – sottolineando che “nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”, e ha segnalato che “per permettere a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre”.

Francesco Guccini, nato a Modena il 14 giugno 1940, aveva 86 anni. Cantautore, scrittore e attore, è stato tra i più grandi protagonisti della canzone d’autore italiana. Dopo il trasferimento a Bologna nel 1961 per l’università (che non concluderà mai, diventando il “mito dell’eterno studente” celebrato nella sua canzone “Addio”), inizia la carriera musicale entrando in gruppi rock alla fine degli anni ’50, scrivendo la prima canzone nel 1961 e scoprendo Bob Dylan l’anno successivo.

Negli anni ’60 si afferma soprattutto come autore per altri interpreti: scrive “Auschwitz” per l’Equipe 84 e “Dio è morto” per i Nomadi, brano che nonostante la sua profonda spiritualità e la messa in onda da parte di Radio Vaticana, viene censurato dalla RAI perché ritenuto blasfemo. Nel maggio 1967 fa il suo debutto televisivo cantando “Auschwitz” al programma “Diamoci del tu”, condotto da Caterina Caselli e Giorgio Gaber, nella stessa puntata in cui debutta un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Franco Battiato.

Per vent’anni, dal 1965, insegna italiano alla sede distaccata bolognese del Dickinson College americano. Negli anni ’70 e ’80 costruisce il suo repertorio più celebre, con brani come “La locomotiva” ed “Eskimo“, spesso attraversati da temi politici e sociali.

Guccini è stato anche prolifico scrittore, autore di romanzi autobiografici e noir, oltre che sceneggiatore di fumetti (tra cui “Lo Sconosciuto” con Magnus e “Storie dello spazio profondo” con l’amico Bonvi). Si è dedicato pure al lavoro di lessicografo e dialettologo.

Viveva a Pavana, sull’Appennino Tosco-Emiliano, dove si è progressivamente ritirato dalle scene negli ultimi anni, pur restando una figura molto presente nell’immaginario culturale italiano, come dimostra la mostra a lui dedicata attualmente in corso a Reggio Emilia, che resterà visibile fino al 18 ottobre.

FRANCESCO GUCCINI E VARESE

Il legame tra Francesco Guccini e Varese affonda le radici nel tempo e attraversa più occasioni. Nel 2010 il cantautore riceve il Premio Chiara nella categoria “Le Parole della Musica“, risultando il primo cantautore in assoluto a ricevere questo riconoscimento, nato proprio a Varese dalla collaborazione tra il Premio Chiara e i giornalisti Enrico De Angelis e Vittorio Colombo.

Un anno dopo, l’11 novembre 2011, Guccini torna in città per quello che rimane uno dei concerti più ricordati al PalaWhirlpool: quasi tre ore di musica davanti a oltre 4.700 spettatori, in un palazzetto pieno come un uovo, dai ragazzini ai più che sessantenni. I biglietti erano andati esauriti, in un’attesa che testimoniava quanto l’artista bolognese fosse amato in città.

C’è poi un ricordo più intimo, custodito negli archivi fotografici della nostra redazione: uno scatto che lo ritrae al Circolino di Bosto nel 1997, che fu anche la prima sede di VareseNews: un’immagine che lega indissolubilmente la storia della nostra testata a quella del “Maestrone”.

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Pubblicato il 06 Agosto 2026
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