Don Carlo Banfi riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”: il sacerdote nato a Saronno salvò decine di ebrei durante la Shoah
Lo Yad Vashem ha deciso di conferire il prestigioso riconoscimento al sacerdote nato a Saronno nel 1903, che durante la Shoah nascose e accompagnò oltre il confine numerosi ebrei perseguitati
Don Carlo Banfi, sacerdote nato a Saronno nel 1903, sarà riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale della Shoah di Gerusalemme. La decisione è stata firmata dal Giudice Supremo dell’ente israeliano e attende ora soltanto l’ufficializzazione formale, che verrà comunicata ai familiari e agli interessati.
La notizia è stata resa nota sul sito ufficiale della Comunità ebraica di Milano dalla studiosa e scrittrice Paola Fargion, che da anni si occupa di ricostruire le storie dei Giusti italiani e delle persone che salvarono gli ebrei dalle persecuzioni nazifasciste.
Il parroco di Sormano che scelse di aiutare i perseguitati
Don Carlo Banfi fu parroco di Sormano, piccolo paese del Comasco, dove durante gli anni della Seconda guerra mondiale trasformò la canonica in un rifugio per ebrei e perseguitati.
Secondo le testimonianze raccolte, nascose numerose persone nei sotterranei della canonica e accompagnò diversi gruppi oltre il confine con la Svizzera, mettendo a rischio la propria vita pur di sottrarli alla deportazione.
Per questa attività venne arrestato e incarcerato. Successivamente, grazie all’intervento del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, riuscì a raggiungere segretamente la Svizzera, evitando a sua volta la deportazione.
Un riconoscimento atteso da anni
Il nome di Don Carlo Banfi era già noto agli studiosi della Shoah e della Resistenza civile. Per decenni, però, il sacerdote non aveva ricevuto il riconoscimento ufficiale dello Yad Vashem, nonostante il suo operato fosse legato a quello dei coniugi De Micheli, anch’essi attivi a Sormano e proclamati “Giusti tra le Nazioni” oltre quarant’anni fa.
Tra le persone salvate da Don Banfi figuravano anziani, bambini e membri di diverse famiglie ebraiche, tra cui gli Habib, gli Hannuna e gli Hassan.
Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Sandro Hassan, che ricorda come il sacerdote aiutò suo padre, lo zio e molte altre persone a raggiungere la Svizzera, salvandone la vita.
La tenacia delle famiglie salvate
Secondo Paola Fargion, il riconoscimento è stato possibile proprio grazie alle testimonianze delle famiglie salvate e anche all’impegno di Lucio Pardo, già presidente della Comunità ebraica di Bologna.
Pardo, oggi novantenne, aveva conosciuto personalmente Don Carlo Banfi e per anni aveva insistito affinché la sua storia venisse sottoposta allo Yad Vashem per il riconoscimento ufficiale.
Nato a Saronno e sepolto a Varese
Don Carlo Banfi morì nel 1994 ed è sepolto a Varese, al cimitero di Belforte. Negli ultimi anni della sua vita fu ospite della Casa San Giuseppe di Varese, istituto fondato da monsignor Carlo Sonzini, altro protagonista della rete cattolica che durante la Shoah contribuì a mettere in salvo numerosi ebrei, anche attraverso la produzione di documenti falsi.
Con il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”, il nome del sacerdote saronnese entra ufficialmente tra quelli di coloro che, durante la Shoah, scelsero di rischiare la propria vita per salvare quella degli altri.
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