“Infusi Creativi” racconta il percorso artistico di “mano.punto” tra pelle e grafica d’arte
Durante la puntata, la tatuatrice ha spiegato la tecnica manuale dell’handpoke e il legame tra ricerca artistica, ritualità del gesto e contatto diretto con la materia
Dalla grafica d’arte al tatuaggio handpoke, passando per libri d’artista, incisione e sperimentazione. Aurora De Ambrosi, conosciuta come mano.punto, è stata ospite di “Infusi Creativi”, il podcast condotto da Matt e Angie dedicato ai percorsi artistici e alle nuove forme di espressione contemporanea.
Manualità, ricerca estetica e contatto
L’artista ha raccontato il proprio percorso creativo, nato tra gli studi all’Accademia di Bologna e il bisogno di trovare un linguaggio personale capace di unire manualità, ricerca estetica e contatto diretto con la materia. Una strada che durante il lockdown ha preso una direzione inaspettata grazie anche a un regalo ricevuto dalla madre: un kit per tatuaggi handpoke.
«Avevo bisogno di un approccio più fisico e rituale al segno – Aurora De Ambrosi, tatuatrice – e l’handpoke mi ha permesso di riscoprire il valore del gesto manuale». Da lì è nato mano.punto, progetto artistico che oggi intreccia tatuaggio, illustrazione e ricerca visiva.
Il tatuaggio “punto per punto”
Nel corso della puntata, Aurora ha spiegato il funzionamento della tecnica handpoke, metodo tradizionale che consiste nel tatuare manualmente senza l’utilizzo della classica macchinetta elettrica. Ogni segno viene costruito punto dopo punto attraverso il movimento della mano.
«Con l’handpoke la mano diventa la macchina – Aurora De Ambrosi, tatuatrice – e questo cambia completamente il rapporto con il tempo e con la pelle». Una pratica che richiede concentrazione, precisione e una dimensione quasi meditativa durante l’esecuzione.
A differenza della macchinetta tradizionale, spesso associata a vibrazioni e automatismi, l’handpoke valorizza la lentezza e la costruzione del segno. La tecnica viene utilizzata anche per creare effetti puntinati e ombreggiature delicate, mantenendo visibili i singoli punti che compongono il disegno.
Il legame con l’incisione e la grafica d’arte
Durante l’intervista è emerso anche il forte legame tra il lavoro di Aurora e gli studi accademici in grafica d’arte e incisione all’Accademia di Bologna. Un’esperienza che continua a influenzare il suo approccio artistico.
«L’incisione mi ha insegnato ad ascoltare il materiale e a lavorare sul segno – Aurora De Ambrosi, tatuatrice – e questo ritorna continuamente anche nel tatuaggio». Carta, pelle, inchiostro e superfici diventano così elementi di una stessa ricerca espressiva.
“Rifletti”, il libro d’artista sull’identità
Nel podcast è stato presentato anche “Rifletti”, un libro d’artista realizzato da Aurora attraverso l’utilizzo di specchi e trasparenze. L’opera affronta i temi dell’identità, dell’emotività e della percezione di sé, invitando chi osserva a confrontarsi con la propria immagine.
Un progetto che conferma la volontà dell’artista di muoversi tra arte e artigianato, sperimentando linguaggi differenti senza restare confinata in una sola disciplina.
Il tatuaggio come pratica artistica
La conversazione si è conclusa con una riflessione sull’evoluzione della percezione sociale del tatuaggio, oggi sempre più riconosciuto come una vera forma d’arte e non soltanto come mestiere tecnico o fenomeno estetico.
Per Aurora, il passaggio dalla carta alla pelle rappresenta una naturale estensione della propria ricerca creativa: un modo per trasformare il disegno in esperienza condivisa e lasciare un segno permanente attraverso una relazione diretta con le persone.
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