Cittadini e comitati fanno rete sui data center: dopo la protesta a Rho, a Saronno l’assemblea all’Aldo Moro
Lunedì 5 ottobre alle 21 l'incontro pubblico con Enrico Duranti, esperto di data center in Lombardia, impegnato da mesi nella vertenza dei cittadini di Lacchiarella.
Il tema dei data center è sempre più caldo. La Lombardia in particolare, è sotto i riflettori per la concentrazione di richieste e progetti, e sul territorio i cittadini si stanno organizzando: nascono comitati, osservatori e momenti pubblici di approfondimento. Al centro del dibattito ci sono le ricadute che questi impianti possono avere sulle comunità, dal paesaggio al rumore, fino ai consumi di acqua ed elettricità.
Il Saronnese è uno dei territori dove il confronto si sta facendo più acceso, con tre casi seguiti da vicino: Cesate, Uboldo e Origgio, tutti a pochi chilometri da Saronno.
Stasera l’incontro a Saronno
Questa sera, lunedì 5 ottobre alle 21, all’auditorium Aldo Moro di viale Santuario, l’Osservatorio Data Center Saronnese organizza una serata pubblica, la prima, su questo tema. L’Osservatorio è nato da un gruppo di cittadini dopo la notizia di ventidue data center in progetto o già in via di realizzazione,entro dieci chilometri da Saronno. Il punto di partenza sono quattro domande emerse alla serata del 15 settembre all’incontro promosso da Attac Saronno: cosa sono i data center, che impatto hanno, qual è l’iter in Regione Lombardia e quale ruolo possono avere i cittadini. Risponderà Enrico Duranti, esperto di data center in Lombardia, impegnato da mesi nella vertenza dei cittadini di Lacchiarella.
Il corteo di Rho
L’incontro arriva a ridosso della manifestazione di Rho. Più di duemila persone sono scese in corteo con la regia del centro sociale SOS Fornace, insieme a cittadini e comitati di tutta la provincia di Milano. Gli attivisti, con maschere dei grandi nomi della tecnologia, sono entrati nel cantiere del data center di via Moscova. Tra le richieste: il blocco dell’ATU 4 e lo stop al progetto sull’ex Nilit, una moratoria sulle nuove autorizzazioni in provincia di Milano e una valutazione ambientale strategica sugli impatti cumulativi.
Cesate: 222 osservazioni e quasi 5.000 firme
A Cesate il progetto è in via Leoncavallo. Legambiente Saronno ha presentato le osservazioni al Comune, mettendo sotto la lente 5,4 ettari di suolo agricolo, i consumi idrici e l’impatto sul vicino Parco delle Groane. Il 3 agosto il tema è arrivato in Consiglio comunale e il sindaco Roberto Vumbaca ha difeso la scelta dell’Amministrazione.
La questione è molto sentita dalla cittadinanza: le osservazioni sul Piano attuativo sono state 222. Il Comitato per la tutela del territorio ha raccolto 1.018 firme cartacee e la petizione su Change.org ha superato quota 3.170: con le altre raccolte online si arriva a quasi 5mila firme. I promotori chiedono di sospendere l’approvazione definitiva del Piano attuativo e di convocare un’assemblea pubblica.
Uboldo: la delibera sull’ex Lazzaroni
A Uboldo il Consiglio comunale ha approvato l’avvio della procedura per l’area ex Lazzaroni, con il cambio di destinazione da terziaria a produttiva. Secondo quanto riportato, l’operazione porterebbe al Comune 1,08 milioni di oneri di costruzione e 4,7 milioni per opere pubbliche. L’opposizione di Uboldo Civica contesta i tempi: dieci giorni dalla perizia del 18 luglio alla delibera del 28. Il comitato di Origgio cita per l’ex Lazzaroni un’ipotesi da 190 MW.
Origgio: un data center nell’ex Novartis?
Il Comitato Prospettive Area Ex-Novartis ha verificato che a Terna è stata presentata una richiesta di fornitura da 100 MW, classificata nella categoria dei data center. La nuova proprietà Akno avrebbe quindi accantonato il polo logistico. Il paragone con i consumi delle famiglie di Origgio, precisa il comitato, è solo teorico: la potenza richiesta alla rete non coincide con il consumo effettivo. Entra in gioco anche la centrale elettrica di Cislago, dove sono previsti nuovi stalli.
Il quadro normativo
Dal 20 giugno è in vigore la legge regionale sui data center, criticata dalle opposizioni in Regione per l’assenza di vincoli più stringenti sul consumo di suolo. Intanto il coordinamento regionale Stop Data Center prepara la manifestazione di Milano del 10 ottobre.
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