È morto Sandro Mazzola, addio alla leggenda dell’Inter e del calcio italiano
Il centrocampista e capitano nerazzurro si è spento a 83 anni. Una vita con la maglia nerazzurra, 17 stagioni, 565 partite e 158 gol: il calcio italiano saluta uno dei suoi grandi campioni
È morto Sandro Mazzola, una delle più grandi bandiere della storia dell’Inter e del calcio italiano. Aveva 83 anni. A dare l’annuncio nella notte una nota ufficiale del club nerazzurro, che lo ha ricordato come un giocatore capace di “scrivere la storia” dell’Inter.
Il club nerazzurro ha affidato al proprio sito un lungo ricordo, intitolato “Ciao Sandro, bandiera eterna”, nel quale saluta il leggendario ex centrocampista e capitano. “Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter”, scrive la società.
Nato nel 1942, Mazzola entrò nel settore giovanile nerazzurro da bambino e debuttò in prima squadra il 10 giugno 1961, a soli 18 anni, segnando anche l’unico gol dell’Inter nella pesante sconfitta per 9-1 contro la Juventus.
Fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera. Nel 1964, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, segnò due gol contribuendo al successo nerazzurro. In carriera conquistò quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, oltre al titolo di capocannoniere della Serie A nel 1965.
Con l’Inter giocò per 17 stagioni, collezionando 565 presenze e 158 gol. Fu anche protagonista con la Nazionale italiana, con cui vinse l’Europeo del 1968 e partecipò a due Mondiali.
Dopo il ritiro, nel 1977, rimase legato all’Inter ricoprendo diversi incarichi dirigenziali. Negli ultimi anni aveva continuato a frequentare il club e ad andare ad Appiano Gentile, mantenendo un rapporto speciale con la società e con le nuove generazioni di giocatori.
Nel maggio 2024 era stato tra i protagonisti della festa per la conquista della seconda stella. Ora l’Inter saluta per sempre una delle sue figure più rappresentative: “Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1. Lo faremo, Sandro”, è l’ultima promessa del club nerazzurro al suo campione.
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