Airoldi e Saronno Civica: “La Rodari non è solo una scuola nuova ma un modello di politica pubblica che guarda al futuro”
Saronno Civica ripercorre le tappe dell’opera avviata dall'Amministrazione Airoldi: dal bando da oltre 6 milioni di euro alla progettazione condivisa con la comunità scolastica
«Tra tutti i lavori pubblici dell’Amministrazione Airoldi, la nuova scuola Rodari rappresenta un risultato davvero unico». Così Saronno Civica e l’ex sindaco Augusto Airoldi, commentano l’apertura della nuova scuola Rodari, progetto voluto e avviato sotto l’Amministrazione Airoldi e inaugurato ieri dalla nuova sindaca Ilaria Pagani.
Airoldi, presente alla cerimonia, sottolinea il significato di un progetto avviato e fortemente voluto dalla sua amministrazione, ripercorrendone le principali tappe e rivendicandone il valore per la città.
«È un edificio che incarna una visione precisa: investire in strutture all’avanguardia, sostenibili, capaci di garantire qualità educativa e risparmio energetico – sottolinea Airoldi – Non è solo una scuola nuova: è un modello di politica pubblica che guarda al futuro».
Un percorso condiviso
Tra gli aspetti che Saronno Civica considera maggiormente qualificanti c’è anche il percorso che ha accompagnato la progettazione. «L’Amministrazione Airoldi ha scelto di costruire questa scuola insieme alla comunità scolastica – ricorda l’ex sindaco – Dirigenti, insegnanti e alunni hanno partecipato alla progettazione di spazi che rendessero possibile un nuovo modo di fare didattica, dagli arredi ai colori alle attrezzature esterne. È stata una partecipazione reale, non formale alla quale hanno contribuito anche i tecnici comunali».
Un altro passaggio che l’ex sindaco rivendica è quello legato al finanziamento dell’opera. «Unica la soddisfazione di aver vinto un bando da oltre 6 milioni di euro – afferma Airoldi – Una scelta politica che ha portato risorse vere sul territorio, trasformando un’idea in un investimento concreto».
Rincari e scadenze
Il progetto, però, ha dovuto fare i conti anche con l’aumento dei costi. «Unica è stata anche la fatica di affrontare l’aumento dei costi dei materiali e dell’energia, senza arretrare di un passo. La scelta di allora è stata di non rinunciare, di non ridimensionare il progetto, di difendere la qualità dell’opera».
E poi ci sono state le scadenze da rispettare: «Uniche le corse contro il tempo per rispettare le scadenze e trasformare un progetto ambizioso in un cantiere vivo».
Particolarmente complessa anche la gestione del cantiere, realizzato in uno spazio stretto tra la ferrovia e la vecchia scuola, rimasta in funzione durante i lavori. «Unico poi quel cantiere, dove ogni giorno 250 bambini entravano a lezione mentre noi costruivamo la loro scuola del futuro – evidenzia Airoldi – Una sfida logistica e amministrativa affrontata con responsabilità».
Uno spazio per tutta la città
Per Saronno Civica, inoltre, la nuova Rodari non deve essere considerata soltanto come un edificio destinato alle attività scolastiche, ma come uno spazio a disposizione dell’intera città: «La prospettiva è quella di una scuola che non è solo della scuola, ma della città. Atrio, mensa, biblioteca, palestra e spazi esterni sono stati pensati per essere aperti alla comunità. È una scelta politica precisa: fare degli edifici pubblici luoghi di vita collettiva».
La visione dell’amministrazione che ha avviato il progetto, secondo Saronno Civica, va oltre i confini dell’edificio scolastico: «Unica è anche la visione che va oltre l’edificio, includendo la riqualificazione delle aree verdi del quartiere, trasformate in spazi di didattica aperti a tutti. Una politica che non si limita a costruire, ma rigenera».
L’inaugurazione di ieri rappresenta per l’ex sindaco anche una soddisfazione personale: «Ieri la scuola che abbiamo fortemente voluto, progettato e iniziato a costruire ha aperto le sue porte ai 250 bambini e alla città – conclude Airoldi – La promessa fatta nel 2022 ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e alle famiglie è stata mantenuta».
Da qui un auspicio per il futuro: «La nuova scuola Rodari sia solo l’inizio di un nuovo modo di agire nella città e per la città di Saronno».
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