Dalla tuta blu dell’Alfa Romeo alla Cgil nazionale, la lunga strada di Stefania Filetti
Assunta alla fine degli anni Ottanta nello stabilimento di Arese, diventa delegata Fiom e comincia un percorso sindacale costruito un passo alla volta: Milano, Varese, la guida dei metalmeccanici e poi della Camera del lavoro. Oggi l’elezione nella segreteria confederale della Cgil
C’è una tuta blu all’inizio della storia sindacale di Stefania Filetti. È quella dell’Alfa Romeo di Arese, la grande fabbrica nella quale entra alla fine degli anni Ottanta con un contratto di formazione lavoro. È una delle ultime generazioni di operai assunte dopo il passaggio dell’Alfa alla Fiat.
Lavora nel reparto meccaniche ed è lì, dentro la fabbrica, che comincia il percorso che oggi, oltre trent’anni dopo, l’ha portata nella segreteria nazionale della Cgil. L’assemblea generale riunita a Roma l’ha eletta a voto segreto, su proposta del segretario generale Maurizio Landini, nella nuova segreteria confederale composta da dieci persone, cinque donne e cinque uomini. Filetti è uno dei tre nuovi ingressi insieme a Michele De Palma, segretario generale della Fiom, e Serena Sorrentino, presidente della Commissione del Programma fondamentale. Per Filetti è il punto più alto, almeno finora, di una carriera sindacale che ha una caratteristica precisa: è cominciata dal gradino più basso, quello di chi il lavoro operaio lo fa ogni giorno.
L’ESPERIENZA NELLA FIOM
Nel reparto meccaniche di Arese, all’inizio degli anni Novanta, Filetti diventa delegata della Fiom. Non arriva dunque al sindacato da fuori, ma ci arriva dalla linea di produzione e dalla rappresentanza dei suoi compagni di lavoro. Nel 1992 muove i primi passi da delegata e nel 1998 diventa funzionaria della Fiom di Milano, nella storica zona Sempione. È il primo passaggio dalla fabbrica alla struttura sindacale.
L’APPRODO A VARESE
La tappa successiva è Varese. Filetti arriva nel Varesotto nel 2005 entrando nella Fiom provinciale. Due anni dopo viene eletta nella segreteria dei metalmeccanici e nel 2011 ne diventa segretaria generale. Un percorso ancora una volta interno alla categoria dalla quale era partita, quella delle tute blu. Dalla Fiom passa poi alla struttura confederale della Cgil varesina. Nel 2013 entra nella segreteria provinciale e nel 2018 assume l’incarico di segretaria organizzativa. È un ruolo che le permette di conoscere dall’interno una struttura articolata sul territorio attraverso Camere del lavoro, permanenze e sedi dello Spi.
Nel giugno del 2020 arriva un altro passaggio importante. Filetti viene eletta segretaria generale della Cgil di Varese, succedendo a Umberto Colombo. È il momento in cui la delegata partita dal reparto meccaniche dell’Alfa Romeo arriva alla guida dell’intera organizzazione provinciale.
LE BATTAGLIE SU LAVORO, CITTADINANZA E SANITÀ
Sono anni segnati da crisi industriali e vertenze, dalla difesa dell’occupazione e dei salari, dai problemi della precarietà e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla guida della Camera del lavoro varesina Filetti segue questi fronti e, negli ultimi anni, le mobilitazioni della Cgil sui referendum sul lavoro e sulla cittadinanza, sulla sanità pubblica e sulle tutele negli appalti.
C’è una frase pronunciata proprio nel 2020, nell’intervista rilasciata a VareseNews dopo la sua elezione alla guida della Cgil provinciale, che racconta bene il modo in cui Filetti ha sempre inteso il lavoro sindacale: «Quando si hanno un’idea e un pensiero che diventano una condizione collettiva e condivisa dai più, allora si cresce perché la linea comune diventa autentica militanza sindacale».
Parole pronunciate in un momento completamente diverso, all’uscita dal lockdown, ma che rilette oggi sembrano tenere insieme i diversi passaggi della sua storia: la fabbrica, la rappresentanza dei lavoratori, la Fiom e poi la responsabilità confederale.
LA SEGRETERIA NAZIONALE
L’elezione di oggi nella segreteria nazionale chiude così idealmente un lungo tratto di strada. Arese, Milano, Varese e infine Roma. Prima operaia, poi delegata, funzionaria, componente delle segreterie, segretaria generale della Fiom provinciale, segretaria organizzativa e infine segretaria generale della Cgil di Varese.
Non è un percorso rapido e non ci sono salti. È una carriera costruita dentro il sindacato e nei luoghi di lavoro, passando attraverso responsabilità sempre maggiori. Ed è forse proprio questo a rendere particolare l’arrivo di Stefania Filetti nella segreteria nazionale della Cgil. Oltre trent’anni dopo, al vertice dell’organizzazione porta con sé una storia cominciata indossando una tuta blu in un reparto dell’Alfa Romeo di Arese.
Stefania Filetti, da tuta blu dell’Alfa Romeo a segretario della Cgil di Varese
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