Firmati i Patti digitali di Venegono che diventano il modello per oltre 30 Comuni della provincia di Varese
Un accordo tra famiglie, scuole, parrocchia, Pro loco e Fondazione Itaca per accompagnare bambini e ragazzi nella crescita con regole condivise sull'utilizzo di smartphone e dispositivi digitali
Due anni di lavoro con incontri, momenti di confronto e formazione. Ieri la conclusione formale del progetto, con la firma dei Patti digitali di comunità messi a punto dai Comuni di Venegono Superiore e Inferiore con la partecipazione di una serie di soggetti che sono centrali nell’educazione dei ragazzi: scuole, parrocchia, Pro loco e Itaca, cooperativa sociale attiva nel settore dei servizi socio-educativi, con un’attenzione particolare a minori, asili nido e scuole.
Un fronte educativo comune
«Il progetto è nato da una necessità e da una considerazione: a educare bambini e ragazzi all’uso della tecnologia non possono essere soltanto le singole famiglie. Serve una comunità capace di condividere obiettivi e regole, accompagnando i più piccoli nelle diverse fasi della crescita», ha spiegato il sindaco di Venegono Superiore Walter Fabiano Lorenzin». È da questa consapevolezza che nascono i Patti digitali di comunità sottoscritti ieri.
«Non una semplice firma – ha sottolineato la vicesindaco di Venegono Inferiore Lisa Filiguri – ma la volontà di due comunità che ha trovato il sostegno e l’impegno delle rispettive amministrazioni. Questa firma non è un punto di arrivo ma la partenza per un impegno condiviso»
«L’iniziativa punta a costruire un fronte educativo comune per promuovere un rapporto equilibrato e consapevole con gli strumenti digitali, mettendo in rete le diverse realtà che partecipano alla crescita di bambini e ragazzi. L’obiettivo è evitare che le famiglie si trovino sole nel decidere quando consegnare uno smartphone, come regolarne l’utilizzo e quali limiti stabilire per proteggere il benessere dei figli. Questi patti non vogliono essere una serie di divieti ma piuttosto un invito a non essere fruitori passivi di queste tecnologie, tanto per gli adulti quanto per i nostri bambini e ragazzi», ha spiegato Lelia Mazzotta, assessore all’Istruzione di Venegono Superiore
I Patti partono da una considerazione condivisa: le sfide educative legate alla tecnologia sono più facili da affrontare quando genitori, educatori e adulti di riferimento riescono a confrontarsi e ad adottare comportamenti coerenti. La pressione del gruppo dei pari, il desiderio di non sentirsi esclusi e le richieste di maggiore autonomia possono infatti rendere complicato, per una singola famiglia, stabilire regole che rischiano di apparire diverse da quelle adottate dagli altri.
Linee guida diverse per differenti fasce di età
Per questo il progetto propone linee guida articolate in tre fasce d’età, pensate per rispondere alle esigenze dei bambini da zero a sei anni, degli alunni della scuola primaria e dei ragazzi della secondaria di primo grado. Un percorso graduale che tiene conto delle diverse tappe dello sviluppo e della necessità di proteggere l’equilibrio cognitivo, emotivo e relazionale dei più giovani.
Nella prima infanzia l’attenzione è rivolta soprattutto alla scoperta del mondo attraverso l’esperienza diretta, al gioco, al riposo e alla qualità delle relazioni, valorizzando il tempo trascorso senza schermi. Con l’ingresso nella scuola primaria diventano centrali il confronto tra famiglie sulle prime richieste di autonomia e la possibilità di avvicinarsi alla tecnologia con la supervisione degli adulti. Durante la preadolescenza, invece, il patto affronta il tema dell’età più adatta per avere uno smartphone personale e della necessità di accompagnare l’accesso al mondo digitale senza trascurare le relazioni dal vivo.
Un impegno di comunità
«La firma dei Patti rappresenta quindi un impegno di responsabilità reciproca: non soltanto indicazioni rivolte ai genitori, ma un invito a tutta la comunità educante a dare il buon esempio e a sostenere scelte condivise. Perché aiutare bambini e ragazzi a sviluppare un rapporto sano con la tecnologia significa anche offrire loro occasioni di incontro, gioco, ascolto e crescita lontano dagli schermi.
I patti di Venegono aprono la strada ad altri Comuni
Come è stato sottolineato dagli amministratori che hanno seguito da vicino il progetto, il lavoro sui patti digitali ha visto un confronto costante anche con altri soggetti istituzionali come la Prefettura: «Il Prefetto ha visto i nostri patti e li ha proposti come linee guida ad altri Comuni e una trentina hanno già manifestato la volontà di attivarli anche nelle proprie comunità – ha detto il sindaco di Venegono Inferiore Mattia Premazzi – Il prossimo 20 novembre ci sarà un evento rivolto a tutti i sindaci della provincia e il nostro lavoro sarà al centro del confronto».

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