“La sua bontà vivrà nei nostri sorrisi”: Legnano ricorda Andrea Carbone, morto nell’incidente a Uboldo
Gli amici ricordano con affetto il ventenne di Legnano, le sue passioni e la sua generosità. Il papà Enzo lancia un appello alla prudenza sulle strade: «Nessun minuto risparmiato vale il rischio di perdere una vita»
«Un ragazzo gioioso, allegro, capace di portare serenità in famiglia, nei luoghi che abitava e un sorriso alle persone che incontrava». Andrea Carbone, il ventenne di Legnano deceduto in un tragico incidente a Uboldo nella serata di giovedì 22 ottobre, ha lasciato un grande vuoto tra chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. A ricordarlo con affetto sono gli amici e le persone che gli hanno voluto bene, che ne raccontano la generosità, le passioni e la capacità di regalare un sorriso a chi gli stava accanto.
«Ci sono persone che si fanno voler bene semplicemente per quello che sono e Andrea Carbone era una di queste – è il ricordo degli amici chi gli ha voluto bene -: Responsabile e impegnato, divideva il suo tempo tra lo studio e il lavoro, senza rinunciare alle proprie passioni. Tra queste, l’Inter e il calcio, che lo ha visto giocare prima nei Santi Martiri e poi nel Legnarello, ambienti nei quali ha stretto amicizie che ancora oggi lo ricordano come un bambino e poi un ragazzo simpatico, solare e disponibile. Un’altra grande passione era quella per i motori, che alimentava il suo entusiasmo e la sua voglia di vivere.
Ma Andrea era soprattutto un ragazzo buono e benvoluto da tutti. Andrea diceva sempre di sì, era sempre pronto a dare una mano senza tirarsi indietro, non per obbligo, ma perché aiutare gli altri gli veniva naturale. Ed è forse proprio questa sua generosità a spiegare quanto fosse amato: Andrea lasciava il segno senza bisogno di gesti straordinari, ma semplicemente con il suo modo di essere. Oggi resta il ricordo di un ragazzo buono, solare e sorridente, che sapeva guardare alla vita con entusiasmo. Una vita, però, spezzata troppo presto, che lascia un vuoto profondo in quanti gli hanno voluto bene».
Al dolore per la perdita del figlio si accompagna il messaggio che il papà Enzo vuole rivolgere a tutti, un richiamo alla prudenza sulle strade: «Quando ci si mette in viaggio, la prudenza deve essere la prima regola. Nessun minuto risparmiato vale il rischio di perdere una vita. In macchina bisogna prestare attenzione perché dietro ogni viaggio ci sono persone, affetti e famiglie».
«Andrea – scrivono i suoi amici -, che alla vita sapeva dire sempre di sì, lascia a chi lo ha conosciuto il ricordo di un ragazzo capace di rendere più bella la quotidianità. Il suo entusiasmo e la sua bontà continueranno a vivere nei gesti, nei sorrisi e nei ricordi di chi gli ha voluto bene, perché, anche se la sua vita si è interrotta troppo presto, il suo modo generoso e autentico di esserci continuerà a vivere in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo».
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