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Il mondo di Daniele Corradi a PROvinciali, tra Buzzati, Lovecraft e chitarre senza batteria

Insegnante, scrittore, musicista e saggista, Daniele Corradi si racconta a Mario Spiniello attraversando gli anni della formazione, l’esperienza nella scuola, l’editoria indipendente e il legame mai interrotto con Caronno Pertusella

daniele corradi


Tra Caronno Pertusella, Milano e Turate, tra le aule del liceo, le chitarre, i libri e l’editoria indipendente. Daniele Corradi, ospite del podcast Provinciali condotto da Mario Spiniello con la collaborazione di Leonardo Peroni e Alessandro Borsetto, ha raccontato un percorso personale e professionale difficile da racchiudere in una sola definizione: insegnante, scrittore, saggista e musicista, ma anche ex direttore editoriale e recensore cinematografico.

Nato a Saronno e cresciuto a Caronno Pertusella, Corradi è tornato nel paese della sua infanzia dopo alcuni anni trascorsi a Milano. Una scelta legata anche ai costi della vita nel capoluogo, ma soprattutto a un rapporto mai interrotto con i luoghi nei quali è cresciuto.

Oggi la sua quotidianità si divide tra Caronno Pertusella e Turate, dove vive con la compagna. Una sorta di “doppio abitare”: da una parte lo spazio individuale, quello in cui può suonare la chitarra a volume più alto e dedicarsi ai suoi progetti, dall’altra la dimensione della vita condivisa.

Dalla Statale all’insegnamento al liceo

Anche il percorso di studi di Corradi racconta una ricerca continua. Dopo un primo approccio a Scienze della Comunicazione alla IULM, ha scelto di cambiare strada e iscriversi a Lettere all’Università Statale di Milano, dove si è laureato con una tesi dedicata a Dino Buzzati.

Alla laurea sono seguiti un master in didattica dell’italiano a stranieri e diversi anni di insegnamento universitario precario. Un ambiente che Corradi ha poi deciso di lasciare, fino all’approdo all’insegnamento nel liceo scientifico.

Tra le lezioni alle quali è maggiormente legato c’è quella dedicata alla Divina Commedia. Dante diventa per lui un terreno nel quale il rigore richiesto dal testo può convivere con l’esperienza personale di chi insegna e di chi ascolta.

Nel rapporto con gli studenti emerge anche una particolare attenzione verso i ragazzi con DSA e disturbi dell’apprendimento. Corradi racconta di sentire una vicinanza verso chi incontra percorsi meno lineari e collega questa sensibilità anche alla propria esperienza personale, compreso il daltonismo.

Nonostante i libri pubblicati e le molte esperienze accumulate, continua a descriversi come una persona ancora «di plastilina», in trasformazione e lontana dall’idea di una formazione definitivamente conclusa.

Dalla chitarra degli anni Novanta a Prof Corradi

La musica accompagna Corradi dalla metà degli anni Novanta, quando ha iniziato a suonare la chitarra. Tra i riferimenti cita Doors, Red Hot Chili Peppers, Nirvana e Primus, nomi che rimandano anche a un modo preciso di vivere l’ascolto musicale.

Per anni ha suonato con i Fiori di Sangue. Oggi porta avanti il progetto solista Prof Corradi ed è parte del duo elettroacustico Santi Samurai.

Il suo rapporto con la musica resta fortemente legato alla fisicità del disco. Corradi guarda con distanza alla fruizione veloce attraverso playlist e singoli brani e ricorda invece l’esperienza degli anni Novanta: entrare in un negozio, scegliere un album, portarlo a casa, aprire la confezione e ascoltarlo dall’inizio alla fine.

Anche la ricerca sonora segue questa idea di essenzialità. Una delle scelte più nette riguarda la batteria, strumento che ha deciso di eliminare dai suoi progetti perché, nella sua visione, «si mangia le frequenze» e finisce per comprimere lo spazio espressivo degli altri strumenti.

Meglio allora una registrazione imperfetta, nella quale possa restare persino il rumore di un pedale, rispetto a una produzione tecnicamente impeccabile ma incapace di restituire l’identità di chi suona.

Lovecraft, Buzzati e l’editoria fuori dagli schemi

La scrittura è arrivata ancora prima della musica. Corradi racconta di aver scritto il primo racconto fantasy a sette anni. Da allora l’interesse per la letteratura fantastica non lo ha più abbandonato.

Nel tempo si è occupato in particolare di H. P. Lovecraft, fino a pubblicare con Mimesis un saggio dedicato al linguaggio di Cthulhu. Ha inoltre lavorato come direttore editoriale per Dario Abate Editore.

Da questa esperienza nasce anche Carcosa Edizioni Fantastiche, marchio indipendente pensato per dare spazio a testi e sperimentazioni difficili da collocare nell’editoria tradizionale.

Un esempio è il romanzo I chirurghi dello spazio e del tempo, costruito senza la punteggiatura tradizionale e scandito invece da slash e soluzioni grafiche che diventano parte del ritmo narrativo.

Per Corradi autoprodurre non significa però rinunciare alla cura editoriale. Al contrario: attenzione alle gabbie grafiche, ai margini, alla correzione delle bozze, alle copertine e alla costruzione materiale del libro diventano elementi essenziali del progetto.

L’amore, la quotidianità e la “frequenza dominante”

Nel corso della conversazione con Mario Spiniello trova spazio anche il tema dell’amore. Corradi ne parla come di qualcosa che non può essere soltanto ideale o astratto, ma deve avere una componente concreta, fisica e quotidiana.

Racconta anche il primo appuntamento con la compagna durante il periodo del Covid e un bacio sotto la pioggia, episodio che segna il passaggio da un’idea giovanile dell’amore come passione assoluta e potenzialmente distruttiva a una visione più legata alla complicità e alla condivisione.

La figura femminile occupa del resto uno spazio centrale anche nella sua scrittura. Nei suoi racconti, spiega, sono spesso le donne a prendere il controllo delle vicende e a muovere i fili dei personaggi maschili.

Succede qualcosa di simile nella vita quotidiana. Corradi parla della presenza femminile come di una «frequenza dominante», capace di entrare nelle sue giornate e modificarne il ritmo. Anche una telefonata serale può interrompere una registrazione musicale e riportare il centro altrove.

Un’immagine che Corradi ricollega ancora una volta a Dino Buzzati e a un suo racconto, nel quale un uomo ascolta registrazioni radiofoniche alla ricerca del suono dei tacchi della donna amata.

Musica, insegnamento, letteratura e relazioni finiscono così per convivere nello stesso racconto. Senza una gerarchia definitiva e senza la necessità di scegliere una sola identità, ma seguendo quella continua trasformazione che Corradi riassume nell’immagine di una persona ancora capace di lasciarsi modellare.

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Orlando Mastrillo
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Pubblicato il 27 Ottobre 2026
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