Al via i lavori per il Bosco della Musica di Milano: domani a Rogoredo la posa della prima pietra
Il progetto del Conservatorio Giuseppe Verdi trasformerà un’ex area industriale in un polo musicale con auditorium, residenza per studenti e 13mila metri quadrati di verde pubblico
Un auditorium da 400 posti, spazi per la registrazione e la musica elettronica, una residenza per 210 studenti e docenti e un parco pubblico di 13mila metri quadrati. Sono alcuni degli elementi che caratterizzeranno il Bosco della Musica, il nuovo campus del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, progettato per trasformare un’ex area industriale di Rogoredo in un luogo di formazione, cultura e incontro aperto alla città.
Martedì 20 ottobre alle 12 è in programma la cerimonia di posa della prima pietra, un momento simbolico per un intervento che punta a coniugare la formazione musicale di alto livello con la rigenerazione urbana di una zona di Milano in profonda trasformazione.
Il progetto, del valore complessivo di 61,6 milioni di euro, prevede la realizzazione di uno dei campus più avanzati d’Europa per la formazione musicale superiore. L’obiettivo è mettere a disposizione di studenti e docenti strutture specializzate, tecnologie d’avanguardia e spazi in cui studiare, sperimentare e confrontarsi con i protagonisti della scena musicale contemporanea.
Un auditorium e spazi per tutte le espressioni musicali
Il cuore del campus sarà un auditorium da 400 posti, dotato di un’acustica variabile e immersiva, progettato per accogliere repertori diversi, dalla musica da camera al rock, oltre a grandi interpreti e produzioni.
Accanto alla sala principale sono previste sale di ripresa e registrazione e laboratori dedicati alla musica elettronica, con soluzioni tecnologiche sviluppate nell’ambito del progetto ECHOS. Un’offerta che punta a integrare la formazione tradizionale con i linguaggi e gli strumenti della produzione musicale contemporanea.
Un altro elemento centrale sarà la residenza da 210 posti destinata agli studenti e ai docenti provenienti da fuori Milano. La struttura è pensata per offrire alloggi a costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli del mercato cittadino, rispondendo a una delle difficoltà che incontrano quanti scelgono di studiare nel capoluogo lombardo.
Il progetto comprende inoltre il recupero della Palazzina Ex Chimici, testimonianza della storia industriale di Rogoredo, che sarà destinata alla formazione nelle discipline pop, rock e jazz.
Un campus senza recinti, con 13mila metri quadrati di verde
La caratteristica distintiva del Bosco della Musica è la sua apertura al territorio. Non sarà uno spazio chiuso riservato esclusivamente alla comunità accademica, ma un campus inserito in un parco pubblico di 13mila metri quadrati di verde, nel quale le strutture del Conservatorio convivranno con spazi accessibili alla cittadinanza.
Anche il nome richiama questa idea: il progetto architettonico prende ispirazione dal bosco già presente nell’area e dal legame tra natura e musica, evocato anche dal legno utilizzato per costruire gli strumenti musicali.
La posizione, tra il borgo storico di Rogoredo e il quartiere di Santa Giulia, colloca il campus in un’area strategica per i collegamenti con il resto di Milano, grazie alla metropolitana, al passante ferroviario e ai treni ad alta velocità.
L’ambizione è fare del Conservatorio un protagonista della vita del quartiere, capace di dialogare con le associazioni e con la comunità locale. La musica diventa così uno strumento per costruire relazioni, creare occasioni di incontro e contribuire alla trasformazione del territorio.
Un investimento pubblico da 61,6 milioni di euro
Il Bosco della Musica è un’opera pubblica finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da Regione Lombardia, con il coinvolgimento del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Il Comune di Milano ha concesso gratuitamente l’area per 90 anni.
La sostenibilità ambientale ed economica è un altro degli aspetti centrali del progetto. Gli edifici sono stati concepiti per raggiungere la neutralità energetica attraverso sistemi geotermici, pompe di calore e impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di contenere anche i costi di gestione.
Il cantiere è stato avviato nel dicembre 2025 e proseguirà fino al 2028. L’ingresso delle studentesse e degli studenti è previsto a partire dall’anno accademico 2028-2029, quando il campus dovrebbe diventare pienamente operativo.
La posa della prima pietra
Alla cerimonia di posa della prima pietra, prevista alle 12 con ingresso da via Francesco Pizzolpasso, parteciperanno il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Saranno presenti anche il presidente del Conservatorio Giovanni Fosti, il direttore Massimiliano Baggio e l’architetto Daniele Rangone, che illustrerà il progetto. La benedizione sarà impartita dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.