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Le scelte di Marcello Borghi a Porta tre dischi: dai Queen ad Einaudi passando dalla Vanoni e dal ricordo di Marco Fiori

Il giocatore dei Mastini Varese Hockey ripercorre nel podcast di Marco Giannatiempo infanzia, famiglia, sport, l’esperienza negli Stati Uniti e alcuni dei momenti più difficili della sua vita

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Tre canzoni per raccontare una vita dentro e fuori dal ghiaccio. Nella seconda puntata di “Porta tre dischi”, il programma condotto da Marco Giannatiempo, protagonista è Marcello Borghi, giocatore dei Mastini Varese Hockey, che attraverso la musica ripercorre alcuni dei passaggi più importanti della propria storia personale. Dall’infanzia a Caronno Varesino agli anni della crescita sportiva, fino alle esperienze negli Stati Uniti e alla recente paternità, l’intervista costruisce un ritratto più intimo dell’atleta, partendo ogni volta da un brano capace di riaprire ricordi e momenti decisivi.

L’infanzia a Caronno Varesino e il legame con la famiglia

Borghi racconta innanzitutto il rapporto con la propria famiglia, cresciuto insieme ai genitori e ai tre fratelli. Un legame che ha avuto un ruolo importante nella sua formazione e che si intreccia con quello per lo sport, presente fin da giovane nella sua quotidianità. L’hockey, in particolare, non è stato soltanto un percorso agonistico, ma anche uno strumento di crescita personale. Allenamenti, squadra e competizione hanno contribuito a costruire carattere, disciplina e capacità di affrontare momenti complessi. La scelta musicale è ricaduta su “We will rock you” dei Queen.

L’esperienza negli Stati Uniti

Tra le tappe più importanti c’è anche l’anno trascorso nel Vermont, negli Stati Uniti, dove Borghi ha avuto la possibilità di confrontarsi con un contesto sportivo e umano diverso da quello italiano. Un’esperienza che ha rappresentato un passaggio formativo importante, non solo sul piano dell’hockey ma anche per l’autonomia personale e per il confronto con una realtà nuova.

Le perdite che hanno segnato il suo percorso

La conversazione affronta anche alcuni momenti dolorosi attraverso il brano “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni. Tra questi la scomparsa di Marco Fiori nel 2015 e quella del nonno Mario, figure che hanno lasciato un segno profondo nella vita di Borghi. Nel racconto, la musica diventa così uno strumento per riportare alla memoria persone, emozioni e passaggi difficili, mostrando un lato dell’atleta lontano dalla dimensione della gara e del risultato.

La nascita di Ottavio e nuove priorità

L’ultima parte dell’intervista guarda invece al presente e si lega al brano “Experience” di Ludovico Einaudi. La nascita del figlio Ottavio ha cambiato il modo in cui Borghi osserva il tempo, le responsabilità e il futuro. In questa fase trova spazio anche la musica di Ludovico Einaudi, diventata una presenza significativa in un momento della vita segnato da una nuova maturità. Tra hockey, famiglia e ricordi, la seconda puntata di “Porta tre dischi” restituisce così il ritratto di un atleta raccontato soprattutto attraverso ciò che accade lontano dalla pista.

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 01 Ottobre 2026
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