Elettrodomestici, la Ue si accorge della crisi: il settore entra nell’agenda europea
Il Consiglio Competitività discute il documento promosso dall’Italia con altri cinque Paesi. Chiesto alla Commissione un Piano d’azione per rilanciare il comparto e difenderlo dalla concorrenza sleale asiatica
La crisi dell’elettrodomestico entra nell’agenda dell’Unione europea. Al Consiglio Competitività di Bruxelles è stato discusso il non paper promosso dall’Italia insieme a Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna, con la richiesta alla Commissione di riconoscere la rilevanza strategica del settore e mettere a punto un Piano d’azione europeo dedicato. L’obiettivo è rilanciare la competitività dell’industria e proteggerla dalla concorrenza sleale asiatica.
TAVOLI AL MIMIT GIÀ CONVOCATI
Il passaggio di Bruxelles si intreccia così con due grandi vertenze che in Italia coinvolgono Electrolux e Beko Europe. Per entrambe è già stato convocato il tavolo di lavoro al Mimit, rispettivamente il 5 e l’8 ottobre, dedicato alla salvaguardia di una presenza industriale e occupazionale distribuita in diverse regioni. Per Urso, il confronto europeo consente ora di «delineare un percorso di transizione che tuteli tutti gli stabilimenti e i nostri lavoratori», mentre vengono definite nuove regole di salvaguardia rispetto alla concorrenza asiatica. Il dossier degli elettrodomestici si inserisce in un confronto più ampio sul futuro dell’industria europea.
IMPRESA IN DIFFICOLTÀ
Al Consiglio Competitività Urso è intervenuto anche sulla revisione della definizione di “impresa in difficoltà”, sul Chips Act 2.0 e sull’Industrial Accelerator Act, ribadendo la posizione italiana per un Made in Europe fondato sulla base industriale dei 27 e aperto ai partner extra-Ue prioritari a condizioni di reciprocità. Tra i temi affrontati anche neutralità tecnologica, automotive, Fondo europeo per la competitività, materie prime critiche, chimica, industrie energivore ed ETS. A margine, Urso ha incontrato rappresentanti di Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi e i vicepresidenti della Commissione Stéphane Séjourné e Teresa Ribera, con al centro il rilancio della competitività industriale europea.
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