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Il Centro sportivo Ronchi di Saronno sarà venduto? La parrocchia ci sta pensando: “Costi alti e sempre meno risorse”

Il prevosto don Giuseppe Marinoni spiega che al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva, ma che la possibile alienazione nasce da una serie di valutazioni economiche, gestionali e pastorali maturate negli ultimi anni

Saronno - Centro sportivo Ugo Ronchi

Il centro sportivo Mons. Ugo Ronchi, conosciuto da generazioni di saronnesi come la Robur, potrebbe essere venduto. La notizia è contenuta in una lunga lettera che il prevosto di Saronno monsignor Giuseppe Marinoni ha rivolto alla Comunità pastorale “Crocifisso Risorto”, spiegando le ragioni che hanno portato ad avviare una riflessione sul futuro della struttura, di proprietà della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.

Al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva, ma il documento chiarisce che la possibile alienazione nasce da una serie di valutazioni economiche, gestionali e pastorali maturate negli ultimi anni.

Dal sogno degli anni Ottanta a una realtà profondamente cambiata

Nella lettera, monsignor Marinoni ripercorre la storia del centro sportivo, costruito nel 1980 grazie alla generosità dei fedeli quando gli spazi degli oratori non erano più sufficienti ad accogliere i ragazzi della comunità.

L’obiettivo era creare un luogo in cui attività sportive e pastorali convivessero, favorendo crescita, incontro e condivisione. Oggi, invece, la struttura è utilizzata principalmente dalle società Robur Basket, Robur Calcio e Tennis Ceriano-Saronno, oltre a ospitare i ragazzi durante l’oratorio estivo.

I costi sono diventati troppo pesanti

Il cuore della riflessione riguarda soprattutto la sostenibilità economica della struttura.

Il prevosto evidenzia come negli ultimi anni la diminuzione della partecipazione dei fedeli abbia ridotto le risorse disponibili, mentre sono aumentati gli interventi necessari per la manutenzione degli immobili parrocchiali, rendendo indispensabile stabilire delle priorità negli investimenti.

Per quanto riguarda il centro Ronchi, la parrocchia sostiene costi che vengono definiti ormai eccessivi: tra questi figura una IMU annuale di 17 mila euro, oltre all’aumento delle spese di gestione, agli anticipi economici richiesti nel tempo alla parrocchia, ai danni provocati dagli eventi atmosferici e ai futuri adeguamenti necessari per rispettare le nuove normative.

A questi aspetti si aggiungono le responsabilità amministrative e legali che fanno capo al parroco pro tempore, pur in assenza di un diretto coinvolgimento pastorale nelle attività che oggi si svolgono all’interno del centro sportivo.

«Mantenere strutture senza una reale missione pastorale sottrae risorse»

Il prevosto nella sua lettera spiega di aver affrontato il tema insieme al Consiglio pastorale, al Consiglio per gli affari economici della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, sentendo anche la Curia diocesana e il vicario episcopale monsignor Luca Raimondi.

Dopo aver valutato diverse ipotesi, è maturato l’orientamento verso una possibile cessione della struttura, mantenendo però un accordo che permetta di continuare a utilizzare il centro durante l’oratorio estivo.

Nel documento si sottolinea che «mantenere strutture prive di una reale missione pastorale e non più sostenibili dal punto di vista economico sottrarrebbe energie e risorse ad altri ambiti essenziali per la vita della Comunità pastorale».

Dialogo aperto con il Comune e con le società sportive

La possibile vendita viene presentata come un percorso ancora aperto.

Monsignor Marinoni spiega infatti che è già stato avviato un confronto con il Comune di Saronno, auspicando che possa essere proprio l’amministrazione comunale ad acquistare il centro sportivo, e parallelamente con le associazioni sportive che utilizzano la struttura.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire la continuità delle attività sportive e preservare la funzione aggregativa che il centro ha svolto per oltre quarant’anni, mantenendo così il suo valore per l’intera città.

Nessuna decisione definitiva

Il prevosto precisa che nessuna scelta è stata ancora formalizzata. Gli uffici della Curia di Milano stanno accompagnando la Comunità pastorale nella valutazione delle diverse opzioni disponibili, in un percorso che riguarda non soltanto il futuro del centro Ronchi, ma più in generale il modo in cui la Chiesa saronnese intende organizzare le proprie attività pastorali per le nuove generazioni.

A sostegno della riflessione, la lettera richiama anche un passaggio di un documento dell’arcivescovo Mario Delpini, nel quale si evidenzia come il calo della partecipazione, i costi di gestione e gli investimenti richiesti per la sicurezza rendano, in alcuni casi, «saggio prevedere e provvedere all’alienazione» di immobili non più sostenibili, destinando però le eventuali risorse ricavate alle stesse finalità pastorali e caritative per cui erano stati realizzati.

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Pubblicato il 07 Luglio 2026
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