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Nel Parco delle Groane è guerra aperta contro la “pianta dei pappagalli”: parte il piano per l’eradicazione

Sono previsti interventi mirati, monitoraggi tecnici e il supporto di una task-force scientifica e di droni per affrontare una delle piante infestanti più problematiche del territorio lombardo

Generico 22 Jun 2026

La chiamano “pianta dei pappagalli”, perché i suoi frutti prima della completa maturazione assomigliano a pappagallini verdi e non è raro che le persone li colgano per metterli in un bicchiere appesi per il picciolo (nella foto), proprio come simpatici uccellini intenti a bere. In realtà, si tratta della Asclepias syriaca, un’infestante molto invasiva, potenzialmente dannosa per gli ecosistemi locali, ed inserita nell’Elenco delle specie invasive vegetali ed animali dell’Unione europea (Regolamento UE 2016/1141).

Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ha avviato un accordo di collaborazione con Regione Lombardia per la gestione e l’eradicazione dell’Asclepias syriaca (conosciuta anche come “erba della seta” o “erba dell’ovatta”) con particolare attenzione all’area di via Giotto a Limbiate, dove è stata individuata una presenza significativa.

L’obiettivo del progetto è quello di contenere e, dove possibile, eliminare la diffusione della specie, invasiva perché si riproduce con grande velocità e potenzialmente dannosa non solo per gli ecosistemi locali ma anche per coltivzioni e bestiame.

Un accordo da 60 mila euro per contenimento e monitoraggio

L’intesa tra Parco e Regione prevede un finanziamento complessivo di 60 mila euro, suddiviso in due fasi: un anticipo di 30 mila euro alla firma dell’accordo e un saldo fino a 30 mila euro al termine delle attività, previsto entro il 2026.

Gli interventi saranno accompagnati da un sistema di monitoraggio costante e da verifiche tecniche periodiche, con la supervisione della task-force IAS (Invasive Alien Species), gruppo di esperti specializzati nella gestione delle specie esotiche invasive.

Il coordinamento operativo sarà affidato alla struttura tecnica del Parco, guidata dall’architetto Mauro Botta, in sinergia con Regione Lombardia.

Che cos’è l’Asclepias syriaca e perché è pericolosa

Originaria del Nord America e introdotta in Europa come pianta ornamentale, l’Asclepias syriaca si è diffusa rapidamente in modo incontrollato. Oggi è inserita nell’elenco europeo delle specie invasive che impone agli Stati membri misure di contenimento o eradicazione.

Si tratta di una pianta erbacea perenne dotata di un apparato radicale particolarmente aggressivo, che le consente di espandersi rapidamente formando colonie estese e difficili da eliminare. La propagazione avviene sia attraverso semi facilmente trasportati dal vento e dall’acqua, sia tramite frammenti di rizoma capaci di generare nuove piante.

Generico 22 Jun 2026
La pianta fiorita, nella foto pubblicata dal Parco delle Groane

Impatti su biodiversità e agricoltura

La diffusione della specie rappresenta un rischio per gli ecosistemi locali. L’Asclepias syriaca tende infatti a creare popolamenti monospecifici che riducono la biodiversità e modificano l’equilibrio degli habitat naturali e semi-naturali.

Anche in ambito agricolo la sua presenza può avere conseguenze negative, riducendo la produttività dei terreni e dei pascoli. Il lattice contenuto nella pianta può inoltre risultare tossico per il bestiame e irritante per l’uomo.

Le strategie di intervento a Limbiate

Il progetto prevede un approccio integrato che combina diverse tecniche: rimozione manuale e meccanica, sfalci mirati prima della fioritura e, nei casi più complessi, trattamenti fitosanitari nel rispetto delle normative ambientali.

Particolare attenzione sarà dedicata alla gestione dei residui vegetali, per evitare la dispersione di semi o frammenti di rizoma, che rappresentano il principale vettore di propagazione.

Gli interventi saranno affidati a ditte specializzate, mentre le attività di controllo e verifica accompagneranno tutte le fasi operative.

Monitoraggio e prevenzione nel lungo periodo

Il piano non si limita alla fase operativa, ma prevede un sistema di monitoraggio pluriennale, con verifiche anche a distanza di anni per intercettare eventuali ricrescite.

Fondamentale sarà anche il coinvolgimento dei volontari del Parco, che potranno contribuire alla segnalazione delle presenze sul territorio. Accanto alle attività sul campo, saranno utilizzati anche strumenti digitali e tecnologie di rilevamento avanzato come i droni per migliorare il controllo delle infestazioni.

«L’intervento – spiegano i responsabili dell’ente parco – rappresenta un tassello importante nella strategia del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea per la tutela della biodiversità e la gestione delle specie invasive, in un’ottica di collaborazione istituzionale, rigore scientifico e protezione attiva del patrimonio naturale».

Proibita la vendita

Regione Lombardia ricorda inoltre che è proibita la vendita di nuove piante, anche se è ancora facilissimo trovarle online: “Si deve evitare di mettere a dimora nuove piante, ultimamente pubblicizzate nelle vendite online come piante dei pappagalli, per la curiosa forma del frutto in fase di maturazione”, si legge nelle linee guida dell’Osservatorio regionale sulla biodiversità.

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Pubblicato il 25 Giugno 2026
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