Vertenza Teva, sciopero l’8 giugno anche a Caronno Pertusella contro i licenziamenti
La procedura di licenziamento avviata dal gruppo farmaceutico coinvolge gli stabilimenti italiani della divisione TAPI e prevede 93 esuberi complessivi, di cui 4 a Caronno Pertusella, oltre alla chiusura del sito di Villanterio, nel Pavese
Lunedì 8 giugno i lavoratori dello stabilimento Teva-Tapi di Caronno Pertusella incroceranno le braccia per otto ore nell’ambito di una mobilitazione nazionale che coinvolge tutti i siti italiani del gruppo. La protesta arriva dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo annunciata da Sicor, società della divisione TAPI (principi attivi) del gruppo farmaceutico Teva, che secondo i sindacati potrebbe portare alla perdita di 93 posti di lavoro e alla chiusura definitiva dello stabilimento di Villanterio, in provincia di Pavia.
Per il sito di Caronno Pertusella gli esuberi dichiarati sono quattro, ma la vertenza riguarda l’intera organizzazione produttiva italiana del gruppo, con ricadute che interessano anche gli stabilimenti di Rho e Santhià.
La vertenza aperta a maggio
Il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali si è aperto il 15 maggio, quando Teva ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. Secondo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, la decisione non sarebbe legata a una crisi economica dell’azienda, che continua a registrare risultati positivi, ma a una strategia industriale finalizzata alla vendita della divisione TAPI.
Nel primo comunicato unitario del 15 maggio i sindacati hanno denunciato quella che definiscono una scelta «di carattere finanziario», sottolineando come il gruppo abbia registrato una crescita del fatturato del 4% nel 2025 e abbia confermato un andamento positivo anche nel primo trimestre del 2026.
Secondo le organizzazioni sindacali, Teva starebbe progressivamente riducendo il peso della divisione TAPI per renderla più facilmente cedibile sul mercato, una strategia che avrebbe già comportato negli ultimi anni la chiusura di diversi siti produttivi in Italia.
Il primo incontro e la proclamazione dello sciopero
Il 25 maggio si è svolto il primo incontro ufficiale nell’ambito della procedura. In quella sede l’azienda ha confermato l’intenzione di procedere con il piano di riduzione del personale e con la chiusura del sito di Villanterio.
La risposta delle organizzazioni sindacali è stata la conferma dello stato di agitazione, il blocco degli straordinari e la proclamazione di un primo pacchetto di scioperi. Per gli stabilimenti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella è stato deciso uno sciopero di otto ore nella giornata dell’8 giugno, mentre a Villanterio la mobilitazione durerà tre giorni consecutivi, dall’8 al 10 giugno.
Presidio a Rho
Per quanto riguarda il territorio varesino, Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno comunicato che i lavoratori di Caronno Pertusella parteciperanno allo sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro. Contestualmente è stato organizzato un presidio davanti allo stabilimento di Rho, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Le preoccupazioni del sindacato
«Questa non è una vertenza che riguarda soltanto quattro posti di lavoro a Caronno Pertusella – spiega Graziano Tanchis della Filctem Cgil di Varese – Siamo di fronte a una scelta industriale che rischia di indebolire ulteriormente la presenza produttiva di Teva in Italia e che colpisce un settore strategico come quello dei principi attivi farmaceutici».
Per il sindacalista la mobilitazione dell’8 giugno rappresenta un passaggio importante del confronto con l’azienda. «I lavoratori stanno dimostrando grande compattezza. Chiediamo il ritiro della procedura e l’apertura di un confronto vero sul futuro dei siti italiani. Non possiamo accettare che decisioni prese per ragioni finanziarie vengano scaricate sui lavoratori e sui territori».
Tanchis sottolinea inoltre la necessità di coinvolgere le istituzioni. «Servono risposte da parte dell’azienda ma anche l’intervento dei livelli istituzionali regionali e nazionali. Difendere l’occupazione significa difendere competenze, professionalità e capacità produttive costruite in decenni di lavoro».
Lunedì 8 giugno lo sciopero interesserà tutti i turni di lavoro. I sindacati invitano i dipendenti a partecipare al presidio organizzato a Rho, considerato il primo momento pubblico di una vertenza che si annuncia ancora lunga.
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