Mario Angelo Ceriani torna in campo con la lista “Origgio C’è”: «Non servono grandi opere, ma servizi migliori»
Già sindaco dal 1996 al 2005 e poi dal 2015 al 2020, Mario Angelo Ceriani torna a candidarsi a Origgio dopo una pausa dalla politica attiva e indica presenza quotidiana e servizi come priorità
Già sindaco di origgio dal 1996 al 2005 e poi dal 2015 al 2020, Mario Angelo Ceriani torna in campo e si ripresenta alle elezioni comunali con l’obiettivo di guidare il paese per un nuovo mandato. Una scelta, spiega, maturata dopo una pausa dalla politica attiva e dopo gli anni difficili della pandemia.
«Nel 2020 non ero nelle condizioni di ricandidarmi: ero medico di base e c’era anche il Covid, quindi ho deciso che fosse meglio fermarmi un attimo – dice Ceriani – Oggi sto meglio, sono in pensione e ho più tempo. Ho ancora un contratto come medico vaccinatore con Asst Valle Olona, ma sento di poter dare ancora molto al paese».
Il ritorno alla politica attiva
Dopo l’ultimo mandato da sindaco, Ceriani è rimasto consigliere di minoranza, scegliendo però di non partecipare attivamente ai lavori del Consiglio comunale. Una decisione che lui stesso descrive come un modo per prendere le distanze dalla politica quotidiana.
Ora il ritorno, sostenuto dall civica “Origgio C’è” e da Forza Italia. «Sono tornato con il desiderio di ricominciare – spiega – Ritengo che in Comune debba esserci una persona presente tutti i giorni. Origgio ha bisogno di equilibrio, di ascolto e di una guida che conosca bene il territorio».
Ceriani rivendica anche il suo lungo percorso amministrativo. La sua esperienza politica nasce con la lista civica “La Primavera”, fondata nel 1991, e prosegue con gli anni da sindaco e poi con l’esperienza da consigliere provinciale con Forza Italia.
“Non servono grandi opere, ma servizi migliori”
Tra i primi punti del programma, Ceriani indica la necessità di rafforzare la macchina comunale. Secondo il candidato, negli ultimi anni alcuni uffici si sono indeboliti a causa di pensionamenti e mancate sostituzioni: «L’Ufficio tecnico è praticamente svuotato e serve un grande impegno per rimettere in moto la struttura. Il Comune deve tornare a essere un luogo vicino ai cittadini, con una porta aperta e una presenza costante».
La priorità, dice, non sono le grandi opere, ma la qualità dei servizi. «Origgio non ha bisogno di interventi faraonici – aggiunge –. Bisogna qualificare meglio i servizi alla persona, colmare le mancanze e dare risposte più efficaci a fragili, giovani e anziani».
In questa direzione si inserisce anche il progetto di social housing, pensato in particolare per anziani autonomi, con piccole unità immobiliari e spazi indipendenti, un “fiore all’occhiello” del programma.
Viabilità, Broggio e centro paese
Uno dei temi centrali resta la viabilità, soprattutto nella zona del Broggio, dove il traffico dei mezzi pesanti continua a rappresentare una criticità. Ceriani cita anche la rotatoria attesa da anni, che a suo giudizio non sarà comunque sufficiente a risolvere il problema: «La rotonda è ferma da anni e sono stati impegnati 700-800mila euro, ma da sola non cambierà la situazione. Non si può cancellare un intervento già avviato, però bisogna essere chiari: la rotatoria non risolve tutta la questione della viabilità».
Per il candidato è necessario riprendere in mano il Piano urbano del traffico approvato nel 2018, rivederlo dove serve e soprattutto attuarlo. Tra i nodi aperti c’è anche via Dante, strada centrale a doppio senso su cui ogni scelta dovrà tenere conto della presenza dei negozi.
«Vogliamo coinvolgere commercianti e cittadini per capire insieme che cosa si può fare – sottolinea Ceriani – Le soluzioni calate dall’alto non funzionano, soprattutto quando si parla del centro del paese».
Sicurezza, energia e patrimonio comunale
Sul fronte sicurezza, Ceriani non parla di emergenza, ma di una richiesta di maggiore tranquillità, soprattutto rispetto agli atti vandalici. Il suo approccio punta sulla prevenzione e sulla corresponsabilità: «Non ci sono gravi problemi, ma serve più attenzione. Ognuno deve sentirsi responsabile e corresponsabile della vita della comunità».
Un altro capitolo riguarda il risparmio energetico e la transizione ambientale. Ceriani propone di programmare interventi sugli edifici pubblici, dal municipio alle scuole fino alla palestra, anche attraverso il fotovoltaico.
«Dobbiamo iniziare a progettare la transizione adesso, senza trovarci a farlo di corsa all’ultimo momento – spiega – Comune, scuole e palestra devono essere messi nelle condizioni di adeguarsi alle nuove esigenze energetiche».
Ceriani richiama anche l’esperienza del restauro di Villa Borletti, indicandola come esempio di programmazione e ricerca delle risorse senza ricorrere alla vendita del patrimonio comunale.
Scuola, mensa e casa dei medici
Nel programma trova spazio anche il tema della scuola. Il candidato propone un confronto con tutti gli attori del mondo scolastico per raccogliere bisogni e priorità. Tra gli obiettivi c’è la realizzazione di una cucina nella mensa della scuola primaria, che potrebbe essere utile anche per la preparazione dei pasti destinati agli anziani.
Sulla Casa dei medici, Ceriani invita invece alla prudenza e alla programmazione. «Senza una convenzione con Asst Valle Olona rischiamo di essere impegnati con un mutuo senza avere tutte le garanzie necessarie – spiega – Io avrei proceduto diversamente. Nel 2020 ho lasciato il Comune senza debiti: bisogna fare le cose per gradi e trovare prima le risorse».
Il filo conduttore della candidatura, conclude Ceriani, è il ritorno a un’amministrazione vicina, presente e capace di ascoltare. «A cavallo tra gli anni Novanta e Duemila Origgio è cambiata moltissimo. Abbiamo cercato di renderla più bella, con parchi, verde e attenzione al territorio. Oggi bisogna riprendere quel lavoro, partendo dai servizi e dalle persone».
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