Morto Carlin Petrini, fondatore di Slow Food
Il suo motto, “Chi semina utopia raccoglie realtà”, riassume perfettamente il pensiero di un uomo che ha dedicato la vita alla tutela del pianeta e del cibo di qualità
Si è spento a 76 anni Carlo Petrini, conosciuto da tutti come “Carlin”, fondatore del movimento internazionale Slow Food. Petrini è morto nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, lasciando un vuoto enorme nel mondo della cultura gastronomica, dell’ambiente e dell’agricoltura sostenibile (foto Bruno Cordioli).
Nato nel 1949, Petrini aveva rivoluzionato il modo di parlare di cibo, trasformandolo non solo in piacere, ma anche in responsabilità sociale e ambientale. Nel 1986 fondò Slow Food come risposta alla diffusione del fast food e dell’omologazione alimentare, promuovendo un’idea di alimentazione “buona, pulita e giusta”.
Grazie alla sua visione nacquero progetti diventati simboli internazionali della sostenibilità, come Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Negli anni Petrini è diventato una delle figure italiane più conosciute nel mondo per la difesa della biodiversità, dei piccoli produttori e delle tradizioni locali.
Il suo motto, “Chi semina utopia raccoglie realtà”, riassume perfettamente il pensiero di un uomo che ha dedicato la vita alla tutela del pianeta e del cibo di qualità. Con la sua scomparsa se ne va uno dei grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea.
Il ricordo di Slow Food
Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, presso la sua abitazione, a Bra (Cn), all’età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini.
Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.
La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi.
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